Il sindacato segnala turni mattutini con appena tre OSS, ambienti senza climatizzazione e operatori costretti a interrompere l’assistenza per aprire il cancello. Chiesti interventi immediati alla Direzione. Al momento non risulta una replica pubblica dell’Ast di Ascoli.
La RSA di Ripatransone sarebbe arrivata «al limite dell’operatività», con ospiti fragili esposti al caldo e personale insufficiente rispetto alle necessità assistenziali. È la denuncia della Segreteria territoriale NurSind di Ascoli Piceno, che in un comunicato descrive una serie di criticità organizzative e strutturali e sollecita provvedimenti urgenti.
Le contestazioni riguardano gli organici effettivamente presenti nei reparti, l’assenza di un impianto di climatizzazione, le zanzariere danneggiate, la collocazione dei magazzini e la gestione manuale del cancello d’ingresso. Si tratta, è bene precisarlo, di circostanze riferite dal sindacato e non ancora accompagnate da una risposta pubblica dell’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno.
NurSind denuncia «turni fantasma» e carichi di lavoro crescenti
Secondo il NurSind, in alcune giornate il turno del mattino sarebbe coperto da appena tre operatori sociosanitari. Il sindacato sostiene inoltre che nei prospetti comparirebbero lavoratori non realmente presenti nella struttura oppure temporaneamente destinati a coprire altre sedi.
Da qui la definizione di «turni fantasma», usata per indicare la presunta distanza tra il personale riportato nei documenti organizzativi e quello effettivamente disponibile in reparto. La conseguenza, afferma la sigla, sarebbe un aumento dei carichi per OSS e infermieri e una riduzione del tempo concretamente dedicabile agli ospiti.
La questione non nasce oggi. Già nel 2024 il NurSind aveva segnalato carenze di personale nella stessa struttura. Nel maggio 2026, inoltre, un’altra organizzazione sindacale aveva contestato la proposta di ridurre da quattro a tre gli OSS del turno mattutino. I precedenti indicano una vertenza aperta da tempo.
Tra le richieste avanzate ora c’è anche il rispetto dei limiti previsti per il numero degli ospiti. Il comunicato, tuttavia, non indica quanti pazienti siano attualmente accolti, quale sia la dotazione organica formalmente prevista né quale eventuale soglia sarebbe stata superata. Sono elementi sui quali una replica della Direzione potrebbe fare chiarezza.
Caldo nelle stanze e zanzariere danneggiate: i rischi per gli ospiti fragili
Un secondo fronte riguarda le temperature all’interno della RSA. Il sindacato riferisce che, nonostante sopralluoghi dell’Ufficio tecnico e promesse d’intervento, l’impianto di climatizzazione non sarebbe stato ancora realizzato. Per attenuare il caldo verrebbero quindi aperte le finestre, ma numerose zanzariere risulterebbero danneggiate, permettendo l’ingresso di zanzare, vespe e altri insetti anche nelle camere.
Il tema è particolarmente delicato perché una residenza sanitaria assiste persone anziane, fragili e spesso non autosufficienti. Il Ministero della Salute ricorda che il caldo estremo rappresenta un rischio maggiore per chi ha una capacità ridotta di adattarsi alle alte temperature, compresi anziani, malati cronici e persone non autonome.
L’assenza di climatizzazione, da sola, non consente di stabilire se siano stati violati specifici requisiti tecnici: servirebbero misurazioni ambientali e la verifica delle prescrizioni applicabili. La denuncia pone però una questione concreta sulla protezione degli ospiti durante ondate di calore prolungate.
NurSind sottolinea che la pioggia delle ultime ore avrebbe portato soltanto un sollievo temporaneo. Il miglioramento del meteo, osserva polemicamente la sigla, non può sostituire una programmazione stabile contro il caldo.
Infermieri e OSS chiamati ad aprire il cancello durante l’assistenza
La criticità definita più paradossale riguarda il cancello d’accesso, che, secondo il comunicato, deve essere aperto e richiuso manualmente dagli stessi OSS e infermieri, anche fuori dagli orari di visita. Ogni ingresso imporrebbe quindi a un lavoratore di lasciare momentaneamente il reparto, raggiungere il cancello e poi tornare dagli ospiti.
La ripetizione di questa incombenza potrebbe sottrarre un tempo significativo all’assistenza. Il sindacato cita procedure igieniche interrotte, mobilizzazioni rinviate e richieste d’aiuto costrette ad attendere. Altri spostamenti sarebbero necessari per raggiungere magazzini situati su piani diversi.
Non viene contestata la necessità di controllare gli accessi, fondamentale in una struttura sanitaria, ma la scelta di affidare questa mansione al personale assistenziale. NurSind chiede quindi un sistema di apertura a distanza o una diversa organizzazione del servizio, così da evitare che infermieri e OSS debbano svolgere anche funzioni assimilabili a quelle di portineria.
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Le richieste alla Direzione e la replica che ancora manca
Le richieste del NurSind sono cinque: organici adeguati alle esigenze reali, rispetto della capacità ricettiva, climatizzazione degli ambienti, riorganizzazione dei magazzini e gestione del cancello senza sottrarre personale ai pazienti.
«Non servono altri sopralluoghi o nuove promesse. Servono soluzioni concrete», afferma il sindacato, chiedendo che OSS e infermieri possano tornare a concentrarsi sull’assistenza. Il tono conclusivo è fortemente polemico: secondo la sigla, in assenza di interventi, il piano contro il caldo sarebbe di fatto affidato alla pioggia e all’arrivo dell’autunno.
Al momento della stesura non risulta pubblicata una replica dell’Ast di Ascoli Piceno sulle singole contestazioni. Restano quindi da chiarire la consistenza reale degli organici nei diversi turni, il numero degli ospiti presenti, gli interventi già programmati per il raffrescamento, lo stato delle zanzariere e le soluzioni previste per cancello e magazzini.
Una risposta documentata è necessaria per verificare le denunce e rassicurare famiglie e lavoratori. In una RSA, organici e condizioni degli ambienti determinano insieme continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza.









