A oltre tre mesi dalla morte del giovane, la famiglia Volpicella ringrazia la comunità e rende nota la destinazione delle offerte raccolte durante il funerale. Undicimila euro sono stati devoluti al Progetto G.A.I.A. e mille euro allo IOM di Ascoli Piceno.
Trasformare un dolore immenso in un aiuto concreto per la ricerca e per le altre famiglie. È la scelta compiuta dai familiari di Giuseppe Volpicella, morto all’inizio di maggio a causa di un glioma diffuso del troncoencefalo, una forma tumorale estremamente aggressiva che lo aveva colpito soltanto sette mesi prima.

Giuseppe si stava preparando agli esami di maturità e avrebbe dovuto vivere, insieme ai suoi coetanei, una stagione fatta di progetti, sole e spensieratezza. A più di tre mesi dalla sua scomparsa, i genitori Tommaso e Rossella e la familiare Annamaria hanno deciso di raccontare pubblicamente come sono state impiegate le offerte raccolte in occasione del funerale.
La risposta arrivata dal territorio ha superato ogni aspettativa: la raccolta ha raggiunto complessivamente 12mila euro. Una partecipazione che ha coinvolto non soltanto la comunità picena, ma anche tante persone legate alla famiglia da Giovinazzo, in provincia di Bari, loro terra d’origine, fino a Torino, alle Marche e a numerosi amici residenti in altre parti del mondo.
«Una risposta così grande non ce l’aspettavamo», scrive la famiglia nel proprio comunicato, ringraziando tutti coloro che hanno manifestato vicinanza e aderito all’iniziativa solidale.
Undicimila euro al Progetto G.A.I.A. e mille allo IOM
Dei 12mila euro raccolti, la famiglia Volpicella ha destinato mille euro allo IOM di Ascoli Piceno e 11mila euro al Progetto G.A.I.A. ODV di Civitanova Marche.
Lo IOM di Ascoli Piceno opera dal 1996 offrendo assistenza domiciliare gratuita ai malati oncologici e sostegno alle loro famiglie. L’associazione svolge anche attività di recupero psicofisico, prevenzione e assistenza nelle pratiche amministrative.
Il contributo più consistente è stato assegnato al Progetto G.A.I.A., un’organizzazione di volontariato nata a Civitanova Marche dall’esperienza di genitori di bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona.
L’associazione affianca i piccoli pazienti e le loro famiglie, promuove percorsi di sostegno psicosociale e finanzia la ricerca sui tumori pediatrici, con particolare attenzione alle patologie più rare e prive di terapie specifiche.
Nel comunicato, i familiari rivolgono un ringraziamento particolare alla dottoressa Paola Coccia e a tutto il personale sanitario che ha seguito Giuseppe. Coccia è responsabile dell’Oncoematologia pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, struttura che assiste pazienti pediatrici affetti da patologie oncologiche e oncoematologiche ad alta complessità.
«Persone fantastiche nella loro professionalità e disponibili in ogni momento, che hanno nell’empatia e nella sensibilità il loro valore aggiunto», sottolinea la famiglia riferendosi ai medici, agli infermieri e agli altri operatori del reparto.
Cos’è il glioma diffuso del troncoencefalo
Il glioma che ha colpito Giuseppe è un tumore del sistema nervoso centrale che interessa un’area particolarmente delicata dell’encefalo. Il troncoencefalo controlla infatti numerose funzioni essenziali e la localizzazione della neoplasia rende spesso molto complessi gli interventi chirurgici.
Secondo il National Cancer Institute, per il glioma diffuso intrinseco del ponte, conosciuto anche con l’acronimo DIPG, la radioterapia può essere utilizzata per controllare temporaneamente la malattia e alleviare i sintomi. Non è però disponibile, al momento, una terapia standard risolutiva.
Le possibilità di trattamento devono essere valutate caso per caso da équipe multidisciplinari specializzate. La ricerca sta studiando nuovi farmaci, terapie mirate e forme di immunoterapia, ma molte di queste strategie restano sperimentali e richiedono ulteriori verifiche.
Proprio per sostenere questo percorso, gli 11mila euro sono stati indirizzati a un progetto dedicato al glioma diffuso del troncoencefalo, portato avanti da un gruppo di ricercatori in stretta collaborazione con il professor Antonio Scilimati, ordinario di Chimica farmaceutica all’Università di Bari.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, al gruppo di lavoro partecipano anche la dottoressa Paola Coccia e il professor Antonio Ruggiero, direttore dell’Oncologia pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.
La famiglia continuerà a sostenere la ricerca
La donazione non rappresenta la conclusione dell’impegno assunto nel nome di Giuseppe. La famiglia Volpicella ha annunciato l’intenzione di continuare a finanziare il progetto, insieme a tutte le persone che vorranno accompagnarla.
«Non ci fermeremo qui», affermano i familiari. L’obiettivo è aiutare i bambini e i ragazzi che stanno affrontando la stessa malattia e contribuire a offrire nuove possibilità a coloro che potrebbero ricevere questa diagnosi in futuro.
Nel messaggio torna infine una domanda pronunciata un giorno dallo stesso Giuseppe: «Che senso ha tutto questo?». Una domanda nata dallo sconforto, alla quale oggi la famiglia prova a rispondere attraverso la solidarietà, la ricerca e il sostegno agli altri.
«Quel senso lo dobbiamo trovare tutti noi, perché non c’è cosa più grande, non c’è dono più grande della vita dei nostri figli», concludono Tommaso, Rossella e Annamaria.
La raccolta di 12mila euro diventa così non soltanto una testimonianza dell’affetto che circondava Giuseppe, ma anche un impegno collettivo affinché il suo nome continui a sostenere la speranza di nuove cure.
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