Il referendum giustizia in Italia ha assunto crescente rilevanza a partire dal novembre 2025, quando l’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha ammesso ufficialmente una richiesta referendaria per sottoporre a votazione popolare un testo di legge costituzionale concernente le norme sull’ordinamento giudiziario e l’istituzione di una Corte disciplinare.
Cos’è il referendum giustizia 2026
Il referendum riguarda la riforma costituzionale approvata dal Parlamento italiano con la legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025. Questo testo modifica vari articoli della Costituzione relativi all’ordinamento giudiziario, con elementi chiave come la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, la riforma del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.
In base all’articolo 138 della Costituzione, quando una legge costituzionale non raggiunge la maggioranza qualificata in Parlamento, può essere sottoposta a referendum confermativo se richiesta da un quinto dei membri di una Camera, da almeno 500.000 elettori o da cinque consigli regionali.
Raccolta firme e piattaforma del Ministero della Giustizia
Per promuovere il referendum, è stata avviata una raccolta firme che punta ad ottenere almeno 500.000 sottoscrizioni entro la scadenza del 30 gennaio 2026. Secondo gli ultimi dati ufficiali, la campagna ha superato quota 250.000 firme, ovvero metà delle firme necessarie, con possibilità di firmare sia online che attraverso moduli cartacei.
Il sito ufficiale del Ministero della Giustizia offre dettagli sulla procedura di firma, che può essere effettuata tramite SPID, CIE o CNS tramite la piattaforma digitale dedicata, oltre alla classica sottoscrizione cartacea presso gli sportelli elettorali.
È bene ricordare che firmare non è obbligatorio: significa semplicemente aderire alla richiesta di referendum e sostenere formalmente l’iniziativa popolare.
Tempistica e possibile data del voto
Una volta raggiunte le firme necessarie e verificata la validità da parte della Corte di Cassazione, il Consiglio dei Ministri deve fissare una data per il referendum. Secondo le normative vigenti e le ipotesi più recenti, la consultazione potrebbe tenersi tra metà e fine marzo 2026, con segnali che indicano 22 marzo come possibile giorno di voto.
Nel caso specifico del referendum costituzionale sulla giustizia, non è previsto il quorum di partecipazione: l’esito sarà valido qualunque sia il numero di votanti, purché il quesito sia approvato dalla maggioranza relativa dei voti espressi.
Il ruolo del Ministero della Giustizia e della società civile
Il Ministero della Giustizia gioca un ruolo centrale nella gestione della piattaforma di raccolta firme e nella diffusione di informazioni ufficiali sulla consultazione.
Diverse organizzazioni e comitati della società civile, insieme a gruppi politici sia favorevoli sia contrari alla riforma, stanno portando avanti campagne di sensibilizzazione e raccolta firme per orientare il dibattito pubblico. Un esempio recente è il lancio della campagna del Comitato Società Civile per il No, che invita alla firma di adesione alla posizione contraria alla riforma e alla partecipazione informata al voto.
Il quesito referendario
Il quesito che sarà sottoposto ai cittadini in sede di voto è il seguente: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»









