Con A testa alta, Sabrina Ferilli torna in televisione con un progetto che evita le scorciatoie emotive. Non urla, non forza il dramma. Racconta. Ed è forse questo il motivo per cui la serie ha trovato una sua riconoscibilità nel palinsesto di Rai 1.
Secondo le informazioni ufficiali di Rai Fiction, la serie nasce con l’intento di raccontare una storia contemporanea, fatta di contraddizioni e resistenza quotidiana
A testa alta, una storia che lavora per sottrazione
La trama di A testa alta si sviluppa senza eccessi. Le puntate costruiscono un percorso fatto di scelte difficili, rapporti tesi, fragilità che non diventano mai debolezza narrativa. Ferilli interpreta un personaggio che non chiede empatia, la conquista scena dopo scena.
Le ambientazioni contribuiscono a un realismo sobrio, lontano dalle cartoline.
Il cast e il peso della credibilità
Il cast che affianca Ferilli lavora sulla misura, evitando caricature. Ogni personaggio ha un ruolo funzionale alla storia, senza sovrapporsi. È una fiction che si prende il suo tempo, fidandosi della scrittura e dell’interpretazione.
Un racconto che procede senza dichiarare dove vuole arrivare, lasciando spazio allo spettatore.









