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Il nome ciclone Harry è entrato nelle ultime ore nel lessico meteorologico quotidiano di milioni di italiani, soprattutto nel Sud e nelle isole maggiori. Tra il 18 e il 19 gennaio, una vasta area di bassa pressione di origine mediterranea ha iniziato a interessare in modo marcato Sicilia, Sardegna e Calabria, dando origine a una fase di maltempo intenso caratterizzata da piogge persistenti, raffiche di vento e criticità idrogeologiche. Le autorità locali hanno emesso numerose ordinanze di chiusura delle scuole e attivato i piani di emergenza.

Secondo i bollettini ufficiali della Protezione civile e dei principali centri meteorologici, il ciclone Harry è un classico esempio di vortice mediterraneo, fenomeno che si sviluppa quando masse d’aria fredda in quota incontrano acque superficiali ancora relativamente miti. Questa combinazione favorisce la formazione di sistemi perturbati molto intensi, capaci di concentrare in poche ore precipitazioni che normalmente cadrebbero in giorni.

Ciclone Harry e le zone più colpite

Le prime criticità si sono registrate in Sicilia orientale, in particolare tra Catania, Siracusa e Messina, dove sono state segnalate piogge abbondanti e allagamenti urbani. I comuni hanno disposto la chiusura delle scuole in via precauzionale, seguendo le indicazioni dei bollettini regionali. Anche Palermo ha vissuto ore di forte pioggia, con interventi dei vigili del fuoco per sottopassi allagati e alberi caduti.

In Sardegna, il ciclone Harry ha portato un deciso peggioramento tra Cagliari, Olbia e il sud dell’isola, con raffiche di vento e mareggiate lungo le coste. La Protezione civile regionale ha diramato un’allerta meteo per rischio idraulico e idrogeologico, invitando la popolazione alla prudenza.

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Un fenomeno sempre più frequente nel Mediterraneo

Gli esperti spiegano che i cicloni mediterranei, spesso impropriamente chiamati “uragani”, non sono una novità assoluta, ma negli ultimi anni stanno diventando più intensi e frequenti. Il Mediterraneo, infatti, agisce come una sorta di serbatoio di energia, soprattutto nei mesi invernali, quando il contrasto tra aria fredda e mare relativamente caldo è più marcato.

Il ciclone Harry rientra in questa dinamica e rappresenta un esempio di come il clima stia modificando la distribuzione e l’intensità degli eventi meteorologici estremi. Le precipitazioni concentrate in poche ore aumentano il rischio di frane, smottamenti e alluvioni lampo, soprattutto in territori fragili dal punto di vista idrogeologico.

Scuole chiuse, ordinanze e monitoraggio costante

In diverse città, tra cui Catania, Messina e alcuni comuni del Cagliaritano, i sindaci hanno firmato ordinanze per la chiusura delle scuole, seguendo i protocolli di sicurezza previsti in caso di allerta meteo arancione o rossa. Le amministrazioni comunali hanno invitato i cittadini a limitare gli spostamenti non necessari e a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali.

Il monitoraggio del ciclone Harry prosegue ora per valutare l’evoluzione del sistema perturbato, con particolare attenzione alle prossime 24 ore, considerate cruciali per la tenuta del territorio.

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