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Nel cuore di Fano, durante i lavori di riqualificazione di piazza Andrea Costa, è stata ritrovata la leggendaria Basilica di Vitruvio, l’edificio descritto nel De Architectura che studiosi e archeologi cercavano da oltre mezzo millennio. La scoperta, annunciata il 19 gennaio 2026 alla Mediateca Montanari, rappresenta un evento straordinario per la storia dell’archeologia italiana e internazionale.

Basilica di Vitruvio: Fano torna al centro della cultura architettonica

Il ritrovamento ha confermato le descrizioni minuziose fornite da Marco Vitruvio Pollione nel suo celebre trattato. La basilica si trovava nel centro del Foro romano e in asse con il Tempio di Giove, con colonne imponenti – otto sul lato lungo e quattro sul lato corto – come descritto dall’autore. Gli scavi hanno restituito basi di colonne, muri perimetrali e strati pavimentali, elementi che permettono di comprendere proporzioni, disposizione e monumentalità della struttura.

Un ritrovamento che conferma la veridicità delle fonti storiche

Dopo secoli di dibattiti sulla reale esistenza dell’edificio, il rinvenimento ha fornito conferme decisive. La precisione con cui i resti coincidono con le indicazioni vitruviane ha lasciato attoniti gli esperti. La quinta colonna angolare, ritrovata nel punto previsto dagli schemi planimetrici, ha rappresentato la prova definitiva dell’identificazione.

Basilica di Vitruvio a Fano

Oltre alla basilica, i lavori hanno suggerito la presenza di altri edifici pubblici e mercati, come il macellum e strutture termali, indicando che Fano romana era un centro monumentale di grande rilievo. Questa scoperta consente ora di rileggere l’assetto urbano dell’antica Fanum, reinterpretando anche strutture precedentemente attribuite ad altri edifici, come il Tempio di Giove.

Valore culturale, turistico e scientifico

Il ritrovamento non è solo archeologico: rappresenta un simbolo della sapienza architettonica occidentale, collegando l’antica proporzione vitruviana alle più grandi innovazioni artistiche della storia, dall’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci fino alle moderne pratiche architettoniche. Le autorità locali e nazionali hanno sottolineato come la scoperta possa diventare un motore di crescita culturale e turistica, ipotizzando persino la candidatura di Fano come sito UNESCO.

Sfide per il futuro e tutela del sito

Gli archeologi e la Soprintendenza hanno evidenziato come la tutela dei resti sia prioritaria. Materiali come le preparazioni in calce necessitano di protezioni immediate contro il deterioramento atmosferico. L’amministrazione comunale stima circa un milione di euro per garantire scavi e valorizzazione. Sarà necessario un tavolo tecnico per conciliare attività archeologica e vita urbana.

Dichiarazioni ufficiali

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito la scoperta “una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese”, mentre il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha sottolineato l’importanza strategica per il patrimonio culturale e turistico della città. Per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, si tratta di “un frammento di identità storica e culturale di valore universale”, mentre Andrea Pessina della Soprintendenza ha evidenziato l’inizio di “una nuova stagione di ricerca, più consapevole e ambiziosa”.

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