Nel panorama del tennis internazionale, il nome Shelton è ormai impossibile da ignorare. Ben Shelton, classe 2002, rappresenta una nuova generazione di tennisti che unisce potenza, personalità e una comunicazione diretta con il pubblico, rompendo gli schemi più tradizionali del circuito.
Figlio d’arte, il padre Bryan Shelton è stato a sua volta un professionista ATP, Ben è cresciuto tra i campi e le competizioni universitarie americane, prima di affacciarsi con decisione sul grande tennis.
Secondo il sito ufficiale ATP Shelton è uno dei giocatori con il servizio più potente del circuito, un’arma che lo rende particolarmente competitivo sulle superfici rapide.
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Il confronto con i big, da Ruud al gotha del tennis
Il percorso di Shelton lo ha portato a confrontarsi presto con giocatori affermati come Casper Ruud, in match che hanno mostrato chiaramente il suo potenziale ma anche i margini di crescita. Il confronto tra esperienza e freschezza è uno degli elementi che rendono interessanti le sue partite.
Ben Shelton, non solo potenza
Ridurre Shelton a un semplice bombardiere sarebbe però un errore. Il suo gioco sta evolvendo rapidamente, con miglioramenti evidenti nella gestione dello scambio e nella tenuta mentale. Gli analisti sottolineano la sua capacità di adattarsi, un aspetto fondamentale per restare competitivo ai massimi livelli. Il tennis di Shelton è spettacolare, ma anche divisivo. C’è chi apprezza la sua esuberanza e chi la considera eccessiva. Eppure, proprio questa personalità lo rende uno dei volti più riconoscibili del circuito.
Secondo Ubitennis Shelton incarna una trasformazione del tennis, sempre più orientata allo spettacolo ma senza rinunciare alla qualità tecnica. Il suo percorso è ancora in costruzione, ma ogni torneo conferma che Ben Shelton non è una meteora. È un nome destinato a restare, capace di attirare pubblico, media e sponsor in un circuito che cerca nuovi protagonisti.









