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La Candelora cade il 2 febbraio e, ogni anno, porta con sé una sensazione sottile, quasi impercettibile. Non è ancora primavera, l’inverno è tutt’altro che concluso, eppure qualcosa cambia. La luce si allunga, il giorno guadagna minuti, e l’antica tradizione trova ancora spazio nella vita contemporanea.

La Candelora nasce come festa religiosa, la Presentazione di Gesù al Tempio, celebrata nella liturgia cattolica con la benedizione delle candele. Ma il suo significato va oltre la dimensione strettamente religiosa, intrecciandosi con riti agricoli, credenze popolari e proverbi tramandati di generazione in generazione.

Tra sacro e quotidiano

In molte regioni italiane, la Candelora è associata a frasi che tutti hanno sentito almeno una volta. Il più celebre lega il meteo di quel giorno alla durata dell’inverno, un modo semplice per leggere il tempo e, forse, per esorcizzare l’attesa della bella stagione.

Candelora: tradizioni e origini della festa

Una tradizione che attraversa i secoli

Le origini della festa sono documentate e raccontate anche attraverso le fonti ufficiali della Chiesa, come il sito del Vaticano. La Candelora resta così un ponte tra spiritualità e vita concreta, un momento in cui la luce diventa simbolo di speranza, ma anche di continuità. Non serve essere credenti per percepirne il fascino, basta osservare come certi gesti resistano, silenziosi, al passare del tempo.

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