La parola Carnevale porta con sé una storia lunga e affascinante, fatta di cerimonie, maschere, simboli e una particolare relazione con il tempo. L’origine del nome stesso suggerisce molto: deriva dal latino carne levare, cioè “togliere la carne”, riferendosi all’abitudine di astenersi da certi cibi nell’imminenza della Quaresima, il periodo di digiuno e riflessione che segue il Martedì Grasso. Questa festa ha dunque un duplice volto: popolare e religioso, radicato nella tradizione contadina quanto in quella ecclesiastica.
Le prime forme di Carnevale come festa collettiva e mascherata si svilupparono già nel Medioevo, e le celebrazioni venivano spesso accompagnate da riti propiziatori e buffoneschi, pensati per “scacciare” l’inverno e preparare l’arrivo della primavera. Le fonti storiche mostrano che molti di questi rituali si sono trasformati nel tempo, mantenendo però vivi gesti e simboli dal forte valore antropologico.
Quando è Carnevale e perché cambia ogni anno
Le regole del calendario
Carnevale è una festa mobile: la sua data non è fissa ma dipende da quella della Pasqua, che ogni anno si calcola secondo il ciclo lunare. Il Carnevale culmina con il Martedì Grasso, che nel 2026 è il 17 febbraio, preceduto da giorni di festa che coinvolgono scuole, famiglie e comunità intere. Questa fluttuazione nel calendario rende il Carnevale unico nel suo genere, poiché segue una dinamica temporale legata alla natura e alla tradizione cristiana, creando uno spazio di festa che varia di anno in anno.
Carnevale e le celebrazioni italiane
In Italia, il Carnevale non è un evento monolitico: ogni regione, città o borgo ha sviluppato tradizioni proprie, spesso arricchite da elementi artisticamente originali, satire sociali e ritualità locali. I casi più celebri come Venezia o Viareggio sono esempi famosi di come il Carnevale possa essere interpretato artisticamente, ma anche luoghi più piccoli come quelli della provincia di Ascoli Piceno offrono celebrazioni cariche di storia e identità.

Carnevali storici del Piceno: Ascoli Piceno e Offida
Memoria e folklore nelle Marche
Nel Centro Italia, e più precisamente nelle Marche meridionali, il Carnevale racconta una tradizione articolata fatta di feste storiche. Il Carnevale di Ascoli Piceno è documentato fin dal 1229, quando la festa era già celebrata con maschere e cortei che animavano le piazze medievali della città.
Questo evento include figure classiche come Buonumor Favorito e Lu Sfrigne, simboli viventi dell’ironia carnevalesca, oltre alle famose macchiette che con il proprio linguaggio corporeo e satirico raccontano storie di quotidianità e vicende locali, regalando momenti di teatro spontaneo nelle piazze.
A pochi chilometri, il Carnevale storico di Offida racconta un’altra pagina di folklore: qui, la celebre corrida del bue finto e le processioni dei Vlurd (fascioni di canne e paglia bruciati nel falò del Martedì Grasso) offrono un’esperienza immersiva e folcloristica, che lega la comunità in una celebrazione collettiva fatta di musica, fuoco e partecipazione.
Carnevale 2026: date, feste principali e perché questa festa continua a incantare
Perché il Carnevale continua a vivere
Queste feste popolari non sono semplici attrazioni turistiche, ma espressioni di identità culturale: raccontano chi siamo, da dove veniamo e come la collettività ha scelto di convivere con il passare delle stagioni. Carnevale è il momento in cui la città si apre, le piazze si animano e la comunità si riconosce nel gesto di condividere una storia antica quanto l’Europa stessa.









