Le truffe fatte tramite WhatsApp stanno diventando sempre più sofisticate e difficili da riconoscere, soprattutto perché sfruttano un elemento fondamentale della comunicazione digitale: la fiducia. Negli ultimi mesi, e in modo particolare in queste settimane, sta circolando una truffa WhatsApp molto diffusa sul territorio, segnalata anche alle forze dell’ordine, che inizia con un messaggio apparentemente innocuo inviato da un conoscente reale.
Il testo è quasi sempre simile a questo:
“Ciao! Ti chiedo un piccolo favore: vota per Francesca. È la figlia dei miei amici e il premio in palio è un corso di danza gratis, che per lei conta tantissimo.”
Segue un link che rimanda a una finta piattaforma di voto online. Il messaggio non contiene errori evidenti, non chiede denaro e arriva da un contatto salvato in rubrica. Proprio per questo, molte persone cliccano senza sospetti.
Come funziona la truffa del finto voto
Il passaggio chiave è la richiesta del numero
Una volta cliccato il link, la vittima viene indirizzata a una pagina che simula un concorso o una votazione. Dopo aver “votato”, compare una richiesta che sembra di routine: inserire il numero di telefono associato a WhatsApp, per dimostrare di essere una persona reale e non un bot.
È questo il punto critico della truffa.
Inserendo il proprio numero, i truffatori avviano una procedura di clonazione dell’account WhatsApp, sfruttando i meccanismi di verifica tramite codice. In pochi minuti riescono a prendere il controllo dell’account della vittima, che spesso non se ne accorge subito.
Da quel momento, il profilo WhatsApp viene usato per scrivere a tutti i contatti presenti in rubrica.
La seconda fase, richieste di soldi agli amici
Messaggi credibili, emergenze emotive
Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori iniziano a inviare messaggi agli amici e ai familiari della vittima. Le richieste sono studiate per sembrare plausibili e urgenti:
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“Ciao, scusa il disturbo, ho un problema con il dentista di mio figlio e mi manca una parte della cifra”
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“Mi si è bloccata la carta, puoi anticiparmi 150 euro?”
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“Devo pagare una visita urgente, ti restituisco tutto domani”
Le somme richieste sono relativamente basse, proprio per non destare sospetti. Chi riceve il messaggio pensa di aiutare un amico in difficoltà e spesso paga tramite bonifico istantaneo o ricariche, rendendo quasi impossibile il recupero del denaro.
Perché questa truffa funziona così bene
Questa forma di truffa su WhatsApp è particolarmente efficace perché:
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non arriva da numeri sconosciuti
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non chiede subito soldi
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usa storie emotive e credibili
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sfrutta contatti reali
Secondo la Polizia Postale, le truffe basate sull’ingegneria sociale sono in forte aumento e colpiscono tutte le fasce d’età.
Altre truffe WhatsApp molto diffuse
Schemi diversi, stesso obiettivo
Oltre alla truffa del finto voto, esistono altre truffe famose su WhatsApp che continuano a circolare:
Il messaggio “Ciao mamma” o “Ciao papà”
I truffatori fingono di essere un figlio che ha cambiato numero e chiede soldi per un’urgenza. È una delle truffe più segnalate negli ultimi anni.
Le finte offerte di lavoro
Messaggi che promettono guadagni facili, spesso collegati a investimenti o recensioni online, che portano a furti di dati o denaro.
I link a premi e buoni regalo
“Hai vinto un iPhone” o “Buono Amazon da 500 euro”, con link che rubano credenziali o installano malware.
Il falso supporto tecnico
Messaggi che si spacciano per assistenza WhatsApp o banca, chiedendo codici di verifica o accessi.
Cosa fare se si clicca per errore
Agire subito è fondamentale
Se si sospetta di essere caduti in una truffa WhatsApp, è importante:
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scollegare immediatamente WhatsApp Web e dispositivi associati
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reinstallare l’app e riattivare l’account
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avvisare tutti i contatti della possibile truffa
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segnalare l’accaduto alla Polizia Postale
La segnalazione può essere fatta online a questo link https://www.commissariatodips.it/segnalazioni
La prevenzione resta l’arma migliore
Il consiglio principale è semplice ma fondamentale: non cliccare link ricevuti via WhatsApp, anche se arrivano da persone conosciute, senza aver prima verificato a voce o con un messaggio diretto. Nessun concorso serio chiede il numero WhatsApp dopo un voto, e nessuna piattaforma affidabile utilizza questi sistemi.
Le truffe digitali cambiano forma, ma il meccanismo è sempre lo stesso: creare urgenza, fiducia e confusione. Riconoscerle significa proteggere non solo se stessi, ma anche la propria rete di contatti.









