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Torna centrale il tema dei carburanti in Italia. Il taglio accise introdotto dal Governo per contenere il caro energia è in scadenza il 1° maggio 2026 e milioni di automobilisti si chiedono cosa accadrà dal giorno successivo. La domanda più cercata riguarda soprattutto il gasolio, già su livelli elevati nelle ultime settimane.

Se non dovesse arrivare una nuova proroga taglio accise, dal 2 maggio i prezzi alla pompa potrebbero aumentare in modo immediato, con effetti più pesanti proprio sul diesel. Le ultime indiscrezioni parlano di un possibile intervento selettivo o più breve rispetto ai precedenti, ma al momento non c’è ancora un provvedimento definitivo annunciato.

Gasolio, perché rischia l’aumento più forte

L’attuale sconto sulle accise vale complessivamente circa 24,4 centesimi al litro tra riduzione fiscale e IVA collegata. Se la misura scadesse senza rinnovo, quei centesimi tornerebbero a incidere subito sul prezzo finale.

Secondo varie stime pubblicate in questi giorni, il gasolio potrebbe salire intorno a 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, con valori ancora più alti in autostrada. La benzina invece potrebbe avvicinarsi a 1,98 euro al litro o superare i 2 euro in alcune aree.

Il diesel sarebbe il più colpito perché parte già da prezzi medi più alti rispetto alla benzina e risente molto della domanda legata a trasporti, logistica e veicoli commerciali.

Proroga taglio accise, cosa sta valutando il Governo

Le ultime ricostruzioni indicano diverse ipotesi sul tavolo:

  • proroga breve di alcune settimane
  • taglio ridotto rispetto all’attuale sconto
  • interventi mirati per autotrasportatori
  • aiuti selettivi per redditi bassi tramite ISEE
  • sostegno specifico al gasolio più che alla benzina

Il nodo principale resta il costo per lo Stato. Le precedenti proroghe hanno richiesto risorse molto elevate, e questo spiega la cautela dell’esecutivo.

Perché si parla di oltre un miliardo per bonus lavoro

Parallelamente al tema carburanti, il Governo starebbe valutando anche altre misure economiche, compresi interventi su lavoro e redditi. Proprio per questo le coperture finanziarie disponibili devono essere distribuite tra più priorità, rendendo meno scontata una proroga piena del taglio accise.

Quanto costerebbe un pieno in più

Se il rincaro fosse di circa 24 centesimi al litro, un’auto con serbatoio da 50 litri potrebbe spendere:

  • circa 12 euro in più a pieno
  • oltre 20 euro in più al mese per chi rifornisce spesso
  • molto di più per chi usa furgoni o mezzi diesel per lavoro

Per famiglie e imprese l’impatto diventerebbe concreto già nelle prime settimane di maggio.

Perché il gasolio interessa tutta l’economia

Quando sale il gasolio, non riguarda solo chi guida auto diesel. Gran parte del trasporto merci viaggia ancora su gomma. Questo significa possibili effetti indiretti su:

  • consegne
  • logistica
  • prezzi alimentari
  • materiali
  • costi aziendali

Per questo il diesel viene osservato con attenzione maggiore rispetto alla sola benzina.

Cosa conviene fare ora

In attesa della decisione ufficiale, molti automobilisti stanno monitorando i prezzi locali e anticipando i rifornimenti prima della scadenza del 1° maggio.

Chi viaggia nel ponte festivo potrebbe trovare differenze significative tra distributori urbani, extraurbani e autostradali.

Scenario aperto fino all’ultimo

Ad oggi il quadro resta aperto. Una nuova proroga taglio accise è possibile, ma non garantita. Se non arriverà, il gasolio sarà il carburante più penalizzato e maggio potrebbe iniziare con una nuova stangata alla pompa.

Le prossime ore saranno decisive per capire se prevarrà la linea del sostegno generalizzato o quella di aiuti più mirati.

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