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L’episodio è avvenuto in un istituto superiore del Modenese durante una lezione. Il docente si è trovato davanti uno studente che gli ha puntato una pistola giocattolo pronunciando una frase minacciosa. La scuola chiarisce: “Non c’è stata alcuna aggressione di gruppo”.

Momenti di tensione all’interno dell’istituto professionale superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena, dove uno studente ha puntato una pistola giocattolo contro un professore durante una lezione.

L’episodio, avvenuto lo scorso 19 maggio, è emerso nelle ultime ore dopo la diffusione di un video registrato in aula e ha suscitato numerose reazioni nel mondo della scuola.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo si sarebbe avvicinato alla cattedra impugnando una finta arma e avrebbe rivolto al docente una frase che ha immediatamente attirato l’attenzione dei presenti: “Dammi le sigarette o ti sparo”.

La vicenda, tuttavia, sarebbe diversa rispetto a quanto inizialmente riportato da alcune fonti locali.

La ricostruzione del preside: “Il professore aveva capito subito che era un giocattolo”

A chiarire l’accaduto è stato direttamente il dirigente scolastico dell’istituto, Edoardo Ricci, che ha fornito una ricostruzione dettagliata dei fatti.

Secondo quanto spiegato dal preside, lo studente si sarebbe impossessato di una pistola giocattolo con il tappo rosso, sottraendola dallo zaino di un compagno di classe.

Successivamente si sarebbe avvicinato alla cattedra del docente pronunciando la frase minacciosa in quello che il dirigente ha definito un contesto “scherzoso”.

Fondamentale, però, un dettaglio.

Il professore avrebbe riconosciuto immediatamente che si trattava di una finta arma e non avrebbe mai percepito una reale situazione di pericolo.

«Il docente, riconoscendo fin da subito la pistola giocattolo, per nulla agitato, la sequestrava e successivamente la consegnava all’ufficio di presidenza», ha spiegato Ricci.

Il video in classe e le verifiche della scuola

L’intera scena sarebbe stata ripresa da alcuni studenti presenti in aula attraverso uno smartphone.

La diffusione del filmato ha contribuito ad amplificare la vicenda, alimentando inizialmente ricostruzioni che parlavano di un’aggressione più grave ai danni dell’insegnante.

La dirigenza scolastica ha però precisato che non si è trattato di un’azione organizzata da un gruppo di studenti né di un episodio di violenza fisica nei confronti del professore.

L’istituto ha comunque avviato tutte le verifiche necessarie per valutare il comportamento dell’alunno e le eventuali responsabilità disciplinari.

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Lo studente non ammesso allo scrutinio finale

Il dirigente scolastico ha inoltre chiarito che il ragazzo coinvolto non è stato ammesso allo scrutinio finale.

La decisione, tuttavia, non sarebbe legata esclusivamente all’episodio della pistola giocattolo.

Secondo quanto riferito dalla scuola, il provvedimento sarebbe stato determinato anche da precedenti problemi disciplinari e dal mancato raggiungimento del numero minimo di ore di frequenza previsto dal regolamento scolastico.

«L’alunno, anche a causa di precedenti provvedimenti disciplinari, non è stato ammesso allo scrutinio per mancato raggiungimento dei tre quarti del monte ore annuale», ha precisato il dirigente.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema del rispetto delle regole negli istituti scolastici e dell’utilizzo improprio di oggetti che, pur essendo giocattoli, possono generare allarme e creare situazioni potenzialmente pericolose all’interno delle aule.

La vicenda si è conclusa senza conseguenze fisiche per il docente o per gli studenti presenti, ma resta un caso che ha inevitabilmente acceso il dibattito sul clima nelle scuole e sulla necessità di promuovere comportamenti responsabili tra i più giovani.

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