Quattro donne accusano l’attore e cantante di presunte condotte sessuali penalmente rilevanti avvenute quando erano adolescenti. Le testimonianze sono contenute nel documentario della BBC “Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret”. Leto respinge ogni contestazione.
«Non ho mai aggredito sessualmente nessuno in tutta la mia vita. Queste accuse sono assolutamente e categoricamente false». Jared Leto rompe il silenzio e nega le contestazioni riportate nel nuovo documentario investigativo della BBC dedicato ai presunti comportamenti dell’attore nei confronti di giovani fan.
“Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret”, diffuso mercoledì 29 luglio 2026, raccoglie complessivamente le testimonianze di dieci donne. Quattro di loro attribuiscono al premio Oscar presunte condotte sessuali che, se accertate, potrebbero avere rilevanza penale.
Gli episodi raccontati sarebbero avvenuti tra il 2002 e il 2016, quando le testimoni erano adolescenti e Leto aveva tra i 30 e i 40 anni. Le accuse non sono state provate in tribunale e l’attore, oggi 54enne, le ha respinte integralmente.
Al momento non risultano formalizzate imputazioni penali nei suoi confronti in relazione alle testimonianze del documentario. L’Associated Press ha inoltre precisato di non aver potuto verificare in modo indipendente le contestazioni.
Cosa raccontano le quattro donne nel documentario BBC
Una delle testimoni sostiene di essere stata aggredita sessualmente all’interno del bagno di un motel di Las Vegas quando aveva 17 anni. Una seconda donna racconta invece di essere stata minacciata di violenza sessuale dopo essere rimasta sola con Leto in una camera d’albergo a Londra. All’epoca aveva 19 anni.
Una terza testimone afferma di avere avuto rapporti sessuali con l’attore in California quando aveva 17 anni. Nello Stato americano l’età del consenso è fissata a 18 anni. Secondo il suo racconto, Leto avrebbe minimizzato i dubbi espressi sulla differenza di età e sulle possibili conseguenze legali.
La quarta donna, indicata dal documentario con uno pseudonimo, sostiene di avere ricevuto ripetute telefonate dal contenuto sessuale quando aveva 16 anni. Racconta inoltre che le sarebbe stato inviato un accordo di riservatezza, che avrebbe deciso di non firmare.
Si tratta in tutti i casi di dichiarazioni e accuse che dovranno essere trattate come tali, non essendo state accertate da un’autorità giudiziaria. La BBC afferma di avere confrontato alcuni racconti con testimonianze di familiari e amici e con materiali come fotografie, messaggi e documenti digitali.
Secondo l’emittente britannica, Leto sarebbe stato contattato più volte durante la preparazione dell’inchiesta senza fornire una risposta. La smentita è arrivata dopo la diffusione del documentario.
Le altre testimonianze su telefonate e incontri con giovani fan
Oltre alle quattro accuse considerate potenzialmente penalmente rilevanti, il documentario raccoglie altri racconti relativi a presunti comportamenti inappropriati.
Quattro donne sostengono di avere ricevuto telefonate a sfondo sessuale quando erano molto giovani. Un’altra testimone racconta che, durante un festival musicale, Leto avrebbe chiesto a un addetto alla sicurezza di accompagnarla nel backstage dopo aver rivolto un commento sessualizzato sul suo corpo. La ragazza aveva allora 14 anni.
Alcune persone che avrebbero lavorato con i Thirty Seconds to Mars, il gruppo guidato da Leto, descrivono inoltre una particolare attenzione dell’artista nei confronti delle fan adolescenti. Anche queste affermazioni fanno parte dell’inchiesta giornalistica e non costituiscono fatti giudiziariamente accertati.
Il documentario si concentra sul rapporto tra celebrità, giovani fan e squilibrio di potere. Uno degli elementi centrali riguarda la difficoltà di denunciare presunti episodi avvenuti in ambienti nei quali l’artista gode di enorme visibilità e dell’accesso facilitato a persone molto giovani.
La BBC non ha rivelato l’identità completa delle quattro accusatrici, una scelta motivata dalla necessità di proteggerne la riservatezza. Le loro testimonianze sono state presentate con nomi fittizi o attraverso modalità che ne impediscono il riconoscimento.
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La replica di Jared Leto: «Non è mai successo»
Leto ha affidato la propria risposta a una dichiarazione trasmessa attraverso i suoi rappresentanti e riportata da Associated Press e People.
«Non ho mai aggredito sessualmente nessuno in tutta la mia vita», ha affermato l’attore. «Queste accuse sono assolutamente e categoricamente false».
La dichiarazione nega nel modo più netto tutte le contestazioni, senza entrare pubblicamente nei dettagli dei singoli episodi descritti dalle donne. Non sono state rese note, per ora, eventuali iniziative legali nei confronti della BBC o delle persone intervistate.
Leto è uno dei volti più conosciuti di Hollywood. Ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista per “Dallas Buyers Club” ed è apparso in film come “Requiem for a Dream”, “House of Gucci”, “Suicide Squad” e “Blade Runner 2049”. Parallelamente ha costruito una lunga carriera musicale come frontman dei Thirty Seconds to Mars.
La sua notorietà ha portato il documentario ad attirare immediatamente l’attenzione internazionale. La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sui progetti cinematografici e musicali dell’artista, sebbene al momento non siano state annunciate decisioni ufficiali da parte di studi, produttori o case discografiche.
Le precedenti accuse del 2025, anche quelle respinte
Le testimonianze raccolte dalla BBC arrivano dopo un’inchiesta pubblicata nel giugno 2025 dalla rivista Air Mail. In quell’occasione nove donne avevano accusato Leto di presunti comportamenti sessuali inappropriati. Alcune sostenevano di essere minorenni quando sarebbero iniziati i contatti con lui.
Anche quelle accuse erano state respinte dai rappresentanti dell’attore. Come riportato all’epoca da People, la difesa aveva contestato le ricostruzioni e negato ogni condotta illecita.
La nuova inchiesta della BBC amplia quindi il numero delle testimonianze pubbliche, ma non modifica il principio fondamentale da applicare alla vicenda: le accuse devono essere verificate e Leto deve essere considerato innocente fino a un eventuale accertamento giudiziario definitivo.
Resta inoltre da capire se le donne decideranno di presentare denunce formali e se le autorità dei luoghi in cui sarebbero avvenuti i presunti episodi riterranno possibile avviare accertamenti, tenendo conto del tempo trascorso e delle differenti normative applicabili.
La vicenda si trova quindi ancora sul piano delle accuse giornalistiche e delle smentite. Da una parte ci sono i racconti delle donne raccolti dalla BBC; dall’altra la negazione totale dell’attore. Spetterebbe soltanto alle autorità competenti stabilire, attraverso prove e procedure formali, se siano stati commessi reati.









