Il Governo valuta un possibile taglio del bollo auto dal 2027, con una riduzione progressiva che potrebbe favorire soprattutto le vetture di cilindrata più contenuta. La misura non è stata ancora approvata e resta distinta dalla proposta di abolizione totale rilanciata da Forza Italia.
Bollo auto 2027, come funzionerebbe lo sconto progressivo
Il bollo auto torna al centro del dibattito politico in vista della prossima Legge di Bilancio. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe una riduzione progressiva della tassa automobilistica, da modulare sulla base delle caratteristiche del veicolo.
Secondo le prime anticipazioni, lo sconto potrebbe essere maggiore per le automobili di piccola cilindrata e diminuire gradualmente per i mezzi più potenti. L’obiettivo sarebbe alleggerire i costi sostenuti dagli automobilisti, con particolare attenzione alle famiglie che utilizzano vetture meno costose e maggiormente legate agli spostamenti quotidiani.
La misura viene valutata anche nel quadro degli interventi contro il caro carburanti. Rispetto a un contributo una tantum sulla benzina o sul diesel, una riduzione del bollo avrebbe un effetto più stabile, ma richiederebbe un accordo con le Regioni, alle quali è destinato il gettito della tassa.
Al momento non sono stati definiti percentuali dello sconto, limiti di cilindrata, fasce di reddito o requisiti Isee. Non è quindi possibile stabilire quanto potrebbe risparmiare ogni proprietario, né se il beneficio verrebbe applicato automaticamente o attraverso una specifica procedura.
Il progetto è ancora nella fase delle valutazioni politiche e finanziarie. Per diventare operativo dovrà essere inserito in un provvedimento, accompagnato dalle necessarie coperture e approvato dal Parlamento. La possibilità di un taglio progressivo è stata riportata, tra gli altri, da Today e Quattroruote.
Abolizione del bollo auto: la proposta di Forza Italia
Su un binario parallelo resta la proposta, politicamente più ambiziosa, di arrivare alla cancellazione del bollo auto e moto. L’ipotesi è stata rilanciata dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che intende portare il tema al confronto sulla Manovra 2027.
Anche in questo caso, tuttavia, non esiste ancora una norma approvata. Non è stato presentato un piano definitivo che stabilisca tempi, beneficiari e modalità dell’eventuale abolizione. Rimane inoltre da risolvere il principale ostacolo: il finanziamento della misura.
Il bollo auto garantisce alle Regioni entrate stimate in circa 7,5 miliardi di euro ogni anno. La cancellazione generalizzata richiederebbe quindi allo Stato di individuare risorse equivalenti o di introdurre un diverso sistema di finanziamento per evitare ripercussioni sui bilanci regionali e sui servizi erogati ai cittadini.
Proprio per l’elevato costo, appare più percorribile una riduzione selettiva, limitata ad alcune categorie di veicoli o contribuenti. Lo sconto progressivo potrebbe rappresentare un compromesso tra la richiesta politica di diminuire la pressione fiscale e la necessità di conservare una parte del gettito.
La proposta di abolizione, come ricostruito da Sky TG24, deve quindi essere considerata un’ipotesi da discutere e non una decisione già assunta. Fino all’entrata in vigore di una nuova norma, il bollo continua a essere dovuto secondo le scadenze previste.
Le nuove regole già approvate dal decreto del 2026
Diverso è il discorso relativo alle modifiche contenute nel decreto legislativo 7 agosto 2026, numero 147, dedicato ai tributi regionali e locali e al federalismo fiscale. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026 e successivamente ripubblicato con le relative note.
La riforma non abolisce il bollo, ma riordina alcuni aspetti della tassa automobilistica, intervenendo sulle scadenze, sui soggetti tenuti al pagamento, sulle banche dati e su particolari situazioni legate al possesso dei veicoli.
Il nuovo regime delle scadenze è destinato a entrare pienamente in funzione dal 2028 per i veicoli interessati. Il primo versamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo all’immatricolazione, mentre i pagamenti successivi saranno collegati al mese nel quale il veicolo è stato immatricolato.
Per le auto immatricolate entro il 31 dicembre 2027 continueranno invece ad applicarsi le scadenze precedenti, salvo le disposizioni adottate dalla Regione competente. Gli automobilisti non devono quindi modificare autonomamente la data di pagamento sulla base delle anticipazioni relative alla riforma.
Il decreto interviene anche sul fermo amministrativo: la presenza del fermo non elimina l’obbligo di pagamento della tassa, poiché il bollo è collegato al possesso del veicolo e non al suo effettivo utilizzo.
Cambiano inoltre alcuni adempimenti per il noleggio a lungo termine e viene rafforzato lo scambio di informazioni tra le amministrazioni. Il testo completo è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale.
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Chi può risparmiare sul bollo già oggi
In attesa di conoscere il destino dello sconto per il 2027, alcuni automobilisti possono già beneficiare di esenzioni o riduzioni. Le condizioni, però, cambiano in base alla Regione di residenza, al tipo di alimentazione e alle caratteristiche del mezzo.
Per le auto esclusivamente elettriche è generalmente prevista un’esenzione di cinque anni dalla prima immatricolazione, ma alcune Regioni applicano regole più favorevoli. In Lombardia, per esempio, le vetture elettriche possono beneficiare di un’esenzione permanente, nel rispetto delle condizioni regionali.
Non esiste invece un’agevolazione nazionale uniforme per tutte le auto ibride. La durata dell’esenzione o la percentuale di riduzione può dipendere dall’anno di immatricolazione, dalle emissioni, dalla potenza e dalla tecnologia utilizzata.
Sono previste agevolazioni anche per determinati veicoli intestati a persone con disabilità. Le vetture ultratrentennali non utilizzate per attività professionali possono essere esonerate dal bollo ordinario, mentre per alcuni mezzi di interesse storico con età compresa tra 20 e 29 anni è possibile ottenere una riduzione del 50%, se vengono rispettati i requisiti richiesti.
Prima di effettuare il pagamento è consigliabile controllare la propria posizione attraverso i servizi della Regione o dell’Automobile Club d’Italia. Per ora, infatti, né lo sconto progressivo né l’abolizione sono operativi: l’appuntamento decisivo sarà la discussione sulla Legge di Bilancio 2027.









