Mosca e Minsk annunciano un confronto sulle dichiarazioni del presidente ucraino. Zelensky minaccia di colpire i ripetitori utilizzati dai droni russi in territorio bielorusso. Intanto proseguono gli attacchi reciproci tra Russia e Ucraina con vittime da entrambe le parti.
La guerra in Ucraina rischia di aprire un nuovo fronte diplomatico e militare. Le ultime dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno infatti provocato una dura reazione da parte di Russia e Bielorussia, alimentando i timori di un ulteriore allargamento del conflitto.
Il Cremlino ha annunciato che il presidente russo Vladimir Putin e il leader bielorusso Alexander Lukashenko avranno presto un colloquio per discutere quelle che Mosca definisce “minacce aggressive” rivolte da Kiev nei confronti di Minsk.
Al centro della controversia ci sono alcuni ripetitori installati sul territorio bielorusso che, secondo l’intelligence ucraina, verrebbero utilizzati per mantenere le comunicazioni tra i droni russi impiegati negli attacchi contro le città ucraine e le stazioni operative presenti in Russia.
Zelensky ha dichiarato che il governo bielorusso avrebbe il potere di smantellare tali infrastrutture in tempi brevi. In caso contrario, ha lasciato intendere che l’Ucraina potrebbe intervenire direttamente.
Parole che hanno immediatamente provocato la reazione del Cremlino, mentre sul terreno continuano bombardamenti, attacchi missilistici e raid con droni sempre più profondi all’interno del territorio russo.
Mosca accusa Kiev: «Interferenza nella sovranità della Bielorussia»

A rispondere alle dichiarazioni del presidente ucraino è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha definito le parole di Zelensky una vera e propria ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano.
Secondo Mosca, le minacce rivolte alla Bielorussia rappresentano un tentativo di esercitare pressioni su uno dei principali alleati della Federazione Russa.
La Bielorussia mantiene infatti un rapporto strategico con il Cremlino sin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Parte delle truppe russe utilizzate nelle prime fasi dell’offensiva partì proprio dal territorio bielorusso, confermando il ruolo chiave di Minsk nelle strategie militari di Mosca.
Le accuse ucraine si concentrano sull’esistenza di almeno quattro ripetitori che consentirebbero ai droni russi di superare le limitazioni imposte dall’interruzione di alcuni sistemi di comunicazione satellitare.
Secondo Kiev, queste infrastrutture sarebbero diventate fondamentali per coordinare gli attacchi a lunga distanza contro obiettivi ucraini.
L’eventualità di operazioni militari oltre il confine bielorusso rappresenta uno scenario particolarmente delicato, perché potrebbe trascinare Minsk in un coinvolgimento ancora più diretto nella guerra.
Attacchi in Russia, colpita Voronezh: cinque morti e nuove difficoltà energetiche
Mentre prosegue lo scontro diplomatico, sul terreno la guerra continua a intensificarsi.
Le autorità russe hanno denunciato una nuova ondata di attacchi ucraini contro infrastrutture e obiettivi strategici all’interno della Federazione. A Voronezh, secondo quanto riferito dal governatore regionale Alexander Gusev, un attacco missilistico avrebbe provocato cinque vittime e danneggiato uno stabilimento industriale.
Diversi canali russi sostengono che l’impianto colpito produca componenti destinati ai sistemi missilistici e alla difesa.
Nuovi raid con droni sono stati segnalati anche nell’area di Mosca, dove il sindaco Serghei Sobyanin ha riferito dell’abbattimento di 84 droni in poche ore.
Attacchi hanno interessato anche Dubna, importante centro per le comunicazioni satellitari, oltre alle regioni di Belgorod e Kursk, dove si registrano ulteriori vittime civili.
Parallelamente cresce la pressione sul sistema energetico russo. Gli attacchi alle raffinerie hanno provocato difficoltà nella distribuzione dei carburanti, con lunghe code ai distributori in diverse regioni e restrizioni temporanee nella Crimea occupata.
Secondo Zelensky, la Bielorussia avrebbe aumentato significativamente le esportazioni di benzina e diesel verso la Russia per contribuire a compensare le carenze causate dagli attacchi ucraini.
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Bombardamenti anche in Ucraina: civili uccisi a Sumy e Zaporizhzhia
La popolazione ucraina continua intanto a pagare un prezzo altissimo.
Le autorità di Kiev hanno denunciato nuovi bombardamenti russi che avrebbero provocato almeno cinque morti in diverse regioni del Paese.
Tra le vittime figurano tre membri della stessa famiglia nella regione nord-orientale di Sumy, una delle aree maggiormente colpite dalle offensive russe degli ultimi mesi.
Un’altra donna è rimasta uccisa durante un attacco nella città di Zaporizhzhia, mentre nel Mar Nero un drone russo avrebbe colpito una nave mercantile battente bandiera panamense.
Secondo il vice primo ministro ucraino Oleksii Kuleba, l’attacco avrebbe provocato la morte di un membro egiziano dell’equipaggio.
La crescente intensità degli attacchi reciproci, unita alle tensioni tra Kiev e Minsk, alimenta il timore di una nuova fase del conflitto. Un eventuale coinvolgimento diretto della Bielorussia potrebbe infatti modificare gli equilibri della guerra e complicare ulteriormente ogni prospettiva di soluzione diplomatica nel breve periodo.









