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Una violenta alluvione lampo ha devastato Parun e altre località della provincia montuosa del Nouristan. Un edificio è stato trascinato via da un fiume di acqua, fango e detriti, mentre proseguono le ricerche dei dispersi in un territorio difficile da raggiungere.

È salito ad almeno 23 morti il bilancio delle inondazioni che hanno colpito la provincia del Nouristan, nell’Afghanistan orientale. Circa 80 persone sono rimaste ferite, mentre più di 100 risultano ancora disperse.

Le prime comunicazioni dell’Autorità nazionale afghana per la gestione delle catastrofi, l’Andma, parlavano di 20 vittime. Il numero è stato successivamente aggiornato mentre le squadre di soccorso continuavano a cercare superstiti e corpi tra fango, rocce e resti degli edifici.

Inondazione nel Nouristan, un edificio trascinato dalla piena

Le alluvioni lampo hanno investito lunedì 20 luglio 2026 Parun, capoluogo provinciale, e altre zone del Nouristan. Le piogge intense hanno provocato un rapido innalzamento dei corsi d’acqua, trasformandoli in torrenti carichi di fango e detriti.

Le immagini girate dai residenti mostrano la violenza della piena nel centro di Parun. In uno dei filmati più impressionanti, un edificio situato vicino al fiume viene investito dall’acqua e crolla, scomparendo in pochi istanti nella corrente.

L’area nei pressi del ponte principale, dove sorgono abitazioni e numerose attività commerciali, appare ricoperta da cumuli di terra, massi e macerie. Case, negozi, terreni agricoli e strutture pubbliche sono stati distrutti o gravemente danneggiati.

«Abbiamo visto con i nostri occhi i corpi trascinati dall’acqua», ha raccontato all’Associated Press Zubair Ahmad, residente di Parun.

Le squadre di emergenza hanno impiegato mezzi meccanici per liberare le strade, mentre molti abitanti hanno scavato con pale e strumenti manuali tra i detriti. La priorità resta individuare le persone che potrebbero essere rimaste intrappolate sotto gli edifici crollati.

Le autorità hanno invitato la popolazione ad allontanarsi dai fiumi e dalle aree esposte a nuove esondazioni, considerando la possibilità di ulteriori precipitazioni.

Oltre 100 dispersi a Parun: tra loro anche il sindaco

La situazione più grave è stata segnalata proprio a Parun. Secondo Feraidon Samim, portavoce del governatore provinciale, nella città risultavano inizialmente disperse 105 persone.

Tra i dispersi figurerebbero anche il sindaco del capoluogo, alcuni dipendenti pubblici e membri del personale di sicurezza. Nella prima fase delle ricerche erano stati recuperati nove corpi, ma il bilancio complessivo è successivamente aumentato.

L’Autorità nazionale per la gestione delle catastrofi ha confermato l’avvio delle operazioni di ricerca e soccorso. Il portavoce Yousaf Hammad ha parlato di pesanti perdite umane e materiali, sottolineando i danni riportati dalle abitazioni, dalle coltivazioni e dalle infrastrutture.

Raggiungere le comunità coinvolte non è semplice. Il Nouristan è una provincia montuosa attraversata da valli strette e strade difficili da percorrere anche in condizioni normali. Frane, fango e ponti danneggiati possono rallentare l’arrivo di soccorritori, medicinali e beni di prima necessità.

Il numero delle vittime potrebbe quindi crescere ulteriormente. Le cifre disponibili restano provvisorie e possono differire tra le comunicazioni dell’agenzia nazionale e quelle delle autorità provinciali, soprattutto perché diversi villaggi non sono ancora facilmente raggiungibili.

La priorità, oltre alla ricerca dei dispersi, è garantire assistenza ai feriti e una sistemazione alle famiglie che hanno perso la propria abitazione.

Perché le alluvioni lampo sono così devastanti in Afghanistan

Un’alluvione lampo si sviluppa in un periodo molto breve, spesso dopo precipitazioni intense concentrate su un territorio ristretto. Nelle zone montuose l’acqua scende rapidamente lungo pendii e vallate, trascinando terra, massi, alberi e materiali provenienti dagli edifici.

Nel Nouristan la conformazione del territorio aumenta la velocità della corrente. Le abitazioni e i negozi costruiti vicino ai corsi d’acqua risultano particolarmente esposti quando il livello dei fiumi cresce improvvisamente.

A rendere più gravi le conseguenze contribuiscono infrastrutture fragili, scarsa disponibilità di sistemi di allerta, isolamento delle comunità rurali e decenni di conflitti e difficoltà economiche. In molte aree le abitazioni sono costruite con materiali poco resistenti alla forza dell’acqua.

Il Programma alimentare mondiale considera l’Afghanistan tra i Paesi più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. Periodi di siccità sempre più lunghi si alternano a precipitazioni intense e imprevedibili, capaci di provocare inondazioni improvvise. Il WFP ha avviato progetti per realizzare barriere protettive, stabilizzare gli argini e tutelare terreni e canali.

Nel 2024, altre gravi alluvioni avevano causato centinaia di vittime, in particolare nelle province di Baghlan, Takhar e Badakhshan. Nel Nouristan, nel luglio 2021, un’inondazione aveva provocato oltre cento morti nel distretto di Kamdesh.

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Soccorsi difficili in un Paese segnato dalla crisi umanitaria

La nuova emergenza si inserisce in una situazione umanitaria già estremamente fragile. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, nel 2026 circa 21,9 milioni di persone, pari al 45% della popolazione afghana, hanno bisogno di assistenza.

Le famiglie colpite dall’inondazione rischiano di avere necessità immediate di acqua potabile, alimenti, tende, coperte, cure mediche e prodotti per l’igiene. La distruzione dei campi e delle scorte può inoltre compromettere il reddito e la sicurezza alimentare per molti mesi.

Le autorità meteorologiche afghane hanno segnalato il rischio di piogge intense, temporali e nuove inondazioni in diverse province. Un’eventuale prosecuzione del maltempo potrebbe ostacolare ulteriormente le operazioni di soccorso.

A Parun si continua intanto a scavare tra le macerie. Il filmato dell’edificio inghiottito dalla piena restituisce soltanto una parte della devastazione provocata in pochi minuti da acqua e fango.

Il bilancio definitivo potrà essere stabilito soltanto quando le squadre raggiungeranno tutte le comunità isolate. Fino ad allora, il numero di almeno 23 morti, 80 feriti e oltre 100 dispersi deve essere considerato ancora suscettibile di aggiornamenti.

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