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Un bambino di 18 mesi è deceduto all’ospedale di Catanzaro dopo un grave quadro gastrointestinale. Altri quattro piccoli dello stesso asilo sono stati ricoverati. Tra le ipotesi compare il Clostridioides difficile, ma la causa non è stata ancora accertata.

Sono in corso indagini giudiziarie e verifiche sanitarie sulla morte di un bambino di un anno e mezzo, originario di Zungri, ricoverato prima all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e successivamente trasferito a Catanzaro.

Il piccolo frequentava la Family Baby School di Tropea, la stessa struttura nella quale, negli ultimi giorni, diversi bambini hanno manifestato disturbi gastrointestinali. Quattro sono stati ricoverati: tre sono già tornati a casa, mentre un altro è ancora seguito nell’ospedale di Catanzaro e sarebbe in miglioramento.

Tra le ipotesi esaminate compare una possibile infezione da Clostridioides difficile, precedentemente chiamato Clostridium difficile. Non esiste però, al momento, una conferma ufficiale che colleghi questo batterio al decesso, agli altri malori o agli ambienti dell’asilo.

Definizioni come “batterio killer”, pur molto cercate online, anticipano conclusioni che dovranno essere affidate agli esami di laboratorio, all’autopsia e alle indagini della Procura di Vibo Valentia.

Il ricovero a Vibo Valentia e il trasferimento a Catanzaro

Secondo la ricostruzione finora disponibile, il bambino era arrivato al pronto soccorso di Vibo Valentia nella notte del 17 luglio 2026, presentando vomito, diarrea e un quadro compatibile con una grave gastroenterite.

Le sue condizioni si sarebbero progressivamente aggravate. Nella mattinata del 21 luglio era stato disposto il trasferimento urgente all’ospedale di Catanzaro, con il sospetto di una severa setticemia. Il decesso è avvenuto nella serata di mercoledì 22 luglio.

I genitori hanno presentato una denuncia e la Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta. Sono state sequestrate la cartella clinica e la salma, sulla quale sarà eseguito l’esame autoptico per stabilire la causa della morte e ricostruire l’intero percorso sanitario.

La Squadra mobile, su disposizione della Procura, ha inoltre proceduto al sequestro dell’asilo di Tropea, in modo da consentire gli accertamenti negli ambienti della struttura.

La scuola paritaria accoglie circa 100 bambini tra nido, sezione primavera e infanzia. Nel gruppo dei più piccoli, composto da circa 25 iscritti, almeno cinque avrebbero presentato sintomi più evidenti. Complessivamente, secondo le informazioni emerse, sarebbero circa dieci i bambini che hanno accusato disturbi gastrointestinali.

Le verifiche dell’Asp e la chiusura dell’asilo

L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha disposto l’immediata attivazione delle attività di indagine e controllo nella struttura scolastica.

In una nota ufficiale, l’Asp ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e assicurato la massima collaborazione con le autorità competenti. Gli esiti delle verifiche saranno comunicati al termine degli accertamenti.

La direzione dell’asilo ha sospeso le attività e avviato una sanificazione straordinaria. «Siamo profondamente scossi per quanto accaduto», ha dichiarato una responsabile della struttura, spiegando che nessuno, allo stato attuale, può indicare con certezza l’origine dei malori.

Tra le famiglie resta forte la preoccupazione. Alcuni genitori sarebbero stati contattati direttamente dall’Asp per raccogliere informazioni e monitorare la situazione sanitaria.

Il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, ha invitato alla prudenza, precisando di essere in attesa delle comunicazioni ufficiali dell’Azienda sanitaria prima di fornire valutazioni sul caso.

Non è stato finora accertato un collegamento causale tra gli ambienti scolastici, il servizio di refezione e i disturbi manifestati dai bambini. Saranno i risultati dei prelievi, delle analisi e degli esami clinici a chiarire se esista un’origine comune.

Cos’è il Clostridioides difficile e come si trasmette

Il Clostridioides difficile, conosciuto anche come C. difficile o C. diff, è un batterio capace di produrre spore resistenti nell’ambiente. Può provocare diarrea e infiammazione del colon, con manifestazioni che variano da forme lievi a condizioni potenzialmente molto gravi.

L’infezione è spesso associata all’assunzione recente di antibiotici, perché questi farmaci possono alterare l’equilibrio della flora intestinale. Può però interessare anche persone che non presentano i fattori di rischio più comuni.

Il batterio si diffonde attraverso spore eliminate con le feci, che possono contaminare mani, oggetti e superfici. La trasmissione può avvenire quando le spore vengono ingerite dopo il contatto con un ambiente contaminato.

La semplice presenza del batterio non equivale necessariamente a una malattia. Alcune persone, soprattutto nei primi anni di vita, possono essere colonizzate senza sviluppare sintomi. Per diagnosticare un’infezione è necessario valutare il quadro clinico insieme a specifici esami di laboratorio sulle feci.

I sintomi più comuni comprendono diarrea, febbre, nausea, perdita di appetito e dolore o sensibilità addominale. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, la disidratazione è una delle complicazioni da sorvegliare, in particolare nei bambini molto piccoli.

Nel caso di Tropea, tuttavia, il C. difficile resta solamente una delle ipotesi. Non è stato confermato che sia stato individuato nei bambini, né che abbia causato il decesso.

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Cosa devono fare le famiglie in presenza di sintomi

I genitori dei bambini che frequentano la struttura devono seguire le indicazioni dell’Asp e del proprio pediatra, evitando terapie antibiotiche o altri trattamenti decisi autonomamente.

In presenza di vomito o diarrea è importante controllare l’idratazione. Segnali come riduzione della quantità di urina, bocca asciutta, pianto senza lacrime, sonnolenza insolita, febbre elevata, sangue nelle feci o incapacità di trattenere liquidi richiedono una rapida valutazione medica.

Per limitare la diffusione di eventuali infezioni gastrointestinali è fondamentale lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo il cambio del pannolino, l’uso del bagno e prima della preparazione degli alimenti. Anche fasciatoi, servizi igienici, maniglie e oggetti toccati frequentemente devono essere puliti seguendo le indicazioni sanitarie.

L’inchiesta dovrà ora chiarire la causa della morte, verificare l’eventuale legame con gli altri malori e accertare se vi siano responsabilità. Fino all’arrivo degli esiti ufficiali, la parola d’ordine resta prudenza: esiste un cluster di disturbi gastrointestinali da approfondire, ma non è stato ancora identificato alcun “batterio killer”.

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