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Un uomo di oltre 70 anni e uno di oltre 50 sono risultati positivi al virus West Nile e si trovano ricoverati all’ospedale San Martino di Oristano. Avviate l’indagine epidemiologica e la disinfestazione nelle aree di residenza.

Altri due contagi da virus West Nile sono stati accertati nella provincia di Oristano. Il bilancio dall’inizio del 2026 sale così a 18 casi, confermando la circolazione dell’agente responsabile della cosiddetta febbre del Nilo nel territorio oristanese.

I due nuovi pazienti sono un ultrasettantenne e un ultracinquantenne. Entrambi, secondo quanto comunicato dalla Asl 5 di Oristano, sono ricoverati all’ospedale San Martino del capoluogo. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle loro condizioni cliniche.

Il Dipartimento di Prevenzione ha immediatamente avviato le indagini epidemiologiche per ricostruire le circostanze dei contagi e individuare le aree interessate. Le autorità competenti procederanno anche alla disinfestazione nelle zone di residenza dei pazienti.

West Nile a Oristano, diciotto casi dall’inizio del 2026

L’incremento arriva a pochi giorni dall’ultimo aggiornamento della Asl. Il 18 agosto i casi accertati erano saliti a 16, dopo la diagnosi in due persone ultrasettantenni: una era rimasta ricoverata al San Martino, mentre l’altra era tornata a casa dopo il passaggio al pronto soccorso.

Il primo contagio del 2026 nella provincia era stato individuato nel mese di maggio in una persona ultrasessantenne, successivamente dimessa. Il secondo aveva riguardato un paziente ultranovantenne, poi deceduto dopo avere sviluppato la malattia.

I nuovi casi portano dunque a 18 il totale provinciale. Il numero comprende situazioni cliniche differenti: alcune persone sono state ricoverate o tenute sotto osservazione, mentre altre hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni.

La conferma di un’infezione, infatti, non significa automaticamente che il paziente abbia sviluppato una forma grave. Il virus può circolare senza provocare sintomi oppure causare una sindrome febbrile lieve. L’età avanzata e la presenza di patologie pregresse aumentano però la probabilità di complicazioni neurologiche.

La concentrazione di diagnosi nell’Oristanese richiede una sorveglianza rafforzata, ma non dimostra che il contagio avvenga direttamente tra gli abitanti. Il West Nile segue un ciclo che coinvolge principalmente uccelli selvatici e zanzare comuni del genere Culex.

Come si trasmette la febbre del Nilo e quali sono i sintomi

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il principale veicolo di trasmissione all’uomo è la puntura di una zanzara infetta. Il virus non passa normalmente da una persona all’altra attraverso il contatto quotidiano, gli abbracci, la condivisione degli ambienti o le secrezioni respiratorie.

Sono state documentate modalità di trasmissione molto più rare attraverso trasfusioni, trapianti e dalla madre al feto durante la gravidanza. Per questo la circolazione del virus viene monitorata anche nell’ambito delle donazioni di sangue, organi e tessuti.

Il periodo di incubazione varia generalmente da 2 a 14 giorni, ma può raggiungere i 21 giorni nelle persone con un sistema immunitario compromesso. La maggior parte degli individui infettati non presenta alcun disturbo.

Tra i casi sintomatici, circa il 20% può sviluppare febbre, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, linfonodi ingrossati o manifestazioni cutanee. I sintomi durano solitamente pochi giorni, anche se in alcuni pazienti possono proseguire più a lungo.

Le forme neuro-invasive, con encefalite o meningite, interessano mediamente meno dell’1% delle persone infette. I segnali più preoccupanti comprendono febbre alta, forte mal di testa, disorientamento, tremori, debolezza muscolare, disturbi della vista, convulsioni e paralisi.

Il rischio di conseguenze gravi è maggiore soprattutto per anziani, persone fragili e soggetti immunodepressi. In presenza di sintomi neurologici o di un rapido peggioramento è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi sanitari.

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Perché vengono effettuate indagini e disinfestazioni

Dopo la conferma di ogni caso, il Dipartimento di Prevenzione avvia un’inchiesta per individuare il luogo nel quale potrebbe essere avvenuta l’infezione. Non sempre coincide con l’abitazione: vengono valutati gli spostamenti e le attività svolte dal paziente nel periodo compatibile con il contagio.

La successiva disinfestazione serve a ridurre la presenza delle zanzare adulte nell’area considerata più esposta. L’intervento pubblico non elimina però la necessità di agire nei giardini, nei cortili e sui balconi privati, dove piccoli ristagni d’acqua possono diventare luoghi di riproduzione.

Non esiste un vaccino per uso umano contro la West Nile e non è disponibile una terapia antivirale specifica. Nei casi sintomatici il trattamento è di supporto e, per le forme più serie, può rendersi necessario il ricovero ospedaliero.

La sorveglianza italiana integra i dati relativi a esseri umani, zanzare, uccelli ed equini. Le segnalazioni sono coordinate a livello nazionale dall’Iss e dal ministero della Salute, così da attivare anche le misure di sicurezza per sangue e trapianti.

Come proteggersi dalle zanzare e ridurre il rischio

La strategia più efficace resta la prevenzione delle punture. La Asl invita i cittadini, in particolare quelli più fragili, a prestare attenzione durante le ore serali e notturne, quando le zanzare Culex sono maggiormente attive.

Tra le precauzioni consigliate:

  • utilizzare repellenti seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta;
  • indossare, quando possibile, pantaloni lunghi e abiti chiari;
  • installare zanzariere su porte e finestre;
  • eliminare l’acqua da sottovasi, secchi, contenitori e altri ristagni;
  • cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole degli animali;
  • mantenere pulite grondaie, tombini e piscine non utilizzate.

La febbre del Nilo non richiede allarmismi, ma la presenza di 18 casi accertati nell’Oristanese rende importante la collaborazione dei residenti. Disinfestazioni pubbliche, sorveglianza sanitaria e interventi domestici devono procedere insieme per diminuire la densità delle zanzare e proteggere le persone più esposte.

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