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La raccolta dei RAEE raggiunge 9.425 tonnellate, con una media di 6,36 chilogrammi per abitante, superiore a quella nazionale. CNA Marche rilancia la cultura della manutenzione: meno rifiuti, risparmi per le famiglie e sostegno alle imprese artigiane.

ANCONA – Lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, condizionatori e piccoli apparecchi elettronici: nelle Marche la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, conosciuti con la sigla RAEE, ha superato le 9.400 tonnellate all’anno.

Secondo i dati diffusi da CNA Marche, nel 2025 sono state raccolte complessivamente 9.425 tonnellate, con un incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Il dato pro capite raggiunge i 6,36 chilogrammi per abitante, contro una media italiana di 6,07 chilogrammi. Le Marche si collocano quindi sopra il valore nazionale per quantità di rifiuti elettronici intercettati dal sistema di raccolta.

I numeri descrivono un fenomeno dalle dimensioni ormai strutturali e richiamano l’attenzione sia sulla durata degli apparecchi sia sulla necessità di garantirne il corretto conferimento. L’aumento dei RAEE può dipendere da diversi fattori, tra cui la maggiore diffusione dei dispositivi elettronici, la loro sostituzione più frequente e una raccolta più efficace.

Per CNA, in questo scenario la riparazione non rappresenta soltanto un intervento tecnico, ma una scelta ambientale, economica e culturale.

Lavatrici, frigoriferi e piccoli dispositivi tra i RAEE più raccolti

Rifiuti elettronici, nelle Marche

Le categorie maggiormente presenti nella raccolta marchigiana sono i grandi elettrodomestici del raggruppamento R2, gli apparecchi per il freddo e il clima classificati come R1 e i piccoli dispositivi elettronici appartenenti alla categoria R4.

Ne fanno parte alcuni degli oggetti più utilizzati nelle abitazioni: lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, condizionatori, aspirapolvere e numerose apparecchiature di dimensioni più contenute.

Quando uno di questi prodotti smette di funzionare, la prima decisione riguarda la convenienza tra riparazione e sostituzione. Età dell’apparecchio, costo dell’intervento, disponibilità dei ricambi, consumi energetici e condizioni generali sono gli elementi da valutare prima di scegliere.

«Riparare significa allungare la vita degli oggetti e questo è il primo passo per contenere un problema che, nelle Marche, ha dimensioni ormai strutturali», afferma Luciana Testatonda, responsabile regionale di CNA Installazione e Impianti.

Ogni apparecchio recuperato evita, almeno nell’immediato, l’ingresso di un nuovo prodotto nel circuito dei rifiuti. La manutenzione contribuisce inoltre a contenere la domanda di materie prime e l’impatto ambientale collegato alla produzione, al trasporto e alla distribuzione di un nuovo elettrodomestico.

Il dato sulla raccolta non dimostra automaticamente l’esistenza dell’obsolescenza programmata, ma secondo CNA conferma la necessità di interrogarsi sulla durata, sulla riparabilità e sulla disponibilità dei componenti sostitutivi.

Riparare può ridurre i costi per le famiglie

La riparazione può rappresentare anche una risposta alle difficoltà economiche delle famiglie. In molti casi, un intervento mirato consente di recuperare la piena funzionalità di un elettrodomestico con una spesa inferiore rispetto all’acquisto di un nuovo modello.

«Secondo i dati nazionali del settore, le riparazioni più frequenti riguardano lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi: apparecchi essenziali, il cui riuso intelligente evita costi imprevisti e riduce la pressione sui bilanci familiari», spiega Testatonda.

La valutazione deve comunque essere effettuata caso per caso. Per un prodotto molto vecchio, con consumi elevati o diversi componenti danneggiati, la sostituzione potrebbe risultare più vantaggiosa. Quando il guasto è circoscritto e i ricambi sono disponibili, la riparazione può invece prolungare sensibilmente l’utilizzo dell’apparecchio.

Il tema è al centro anche delle politiche europee. La direttiva comunitaria sul diritto alla riparazione, adottata nel 2024, punta a rendere più semplice e conveniente il recupero dei prodotti, aumentando la disponibilità dei servizi e delle informazioni per i consumatori. Gli Stati membri erano chiamati ad applicare le nuove disposizioni dal 31 luglio 2026, secondo quanto indicato dalla Commissione europea.

Il principio è favorire la riparazione sia durante sia dopo la garanzia legale, nei casi e per le categorie di prodotti contemplate dalla normativa. La nuova disciplina europea mira così a ridurre le sostituzioni evitabili e a promuovere consumi maggiormente sostenibili.

Nelle Marche operano 111 imprese artigiane specializzate

La manutenzione degli elettrodomestici rappresenta anche un comparto economico fatto di competenze tecniche e lavoro qualificato. Nelle Marche, secondo i dati comunicati da CNA, operano 111 imprese artigiane specializzate nella riparazione.

Si tratta di attività che assistono le famiglie, intervengono sui guasti e contribuiscono a preservare apparecchi che, senza un servizio di prossimità, rischierebbero di essere sostituiti prematuramente.

«Sono imprese artigiane che ogni giorno restituiscono valore agli oggetti, assistono le famiglie, riducono gli sprechi e generano occupazione qualificata», sottolinea Testatonda.

Scegliere la riparazione, quando tecnicamente ed economicamente sostenibile, significa dunque supportare un tessuto produttivo locale basato sulla professionalità degli operatori e sulla conoscenza dei diversi apparecchi.

Per CNA Marche occorre superare la cultura dell’usa e getta, favorendo un rapporto più consapevole con gli oggetti domestici. La manutenzione periodica può prevenire alcuni guasti, migliorare il funzionamento degli elettrodomestici e consentire di individuare tempestivamente eventuali problemi.

È importante, tuttavia, rivolgersi a tecnici qualificati. Interventi improvvisati su apparecchi collegati alla rete elettrica, idrica o agli impianti di climatizzazione possono comportare rischi per la sicurezza e compromettere ulteriormente il prodotto.

Come smaltire correttamente un elettrodomestico

Quando la riparazione non è possibile o non risulta conveniente, l’apparecchio deve essere conferito attraverso i canali autorizzati. I RAEE non devono essere abbandonati né gettati nei contenitori dei rifiuti indifferenziati.

I cittadini possono portarli nei centri comunali di raccolta. Quando si acquista un nuovo apparecchio equivalente, è inoltre possibile usufruire del ritiro gratuito “uno contro uno” da parte del rivenditore.

Per i dispositivi di piccole dimensioni esiste anche il sistema “uno contro zero”: nei punti vendita più grandi, i RAEE con dimensione esterna inferiore a 25 centimetri possono essere consegnati gratuitamente senza acquistare un nuovo prodotto.

Il corretto trattamento permette di recuperare materiali riutilizzabili e di gestire in sicurezza le componenti che potrebbero risultare dannose per l’ambiente. Frigoriferi e condizionatori, per esempio, richiedono procedure specifiche per il recupero dei gas e degli altri materiali presenti.

«Per CNA Marche la riparazione non è soltanto un servizio: è una scelta di responsabilità», conclude Luciana Testatonda. «È un modo per ridurre i rifiuti, contenere i costi, sostenere il lavoro artigiano e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile».

In una regione che raccoglie ogni anno migliaia di tonnellate di RAEE, la sfida passa quindi da tre azioni complementari: manutenere gli apparecchi, ripararli quando possibile e smaltirli correttamente quando raggiungono davvero la fine della loro vita utile.

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