Dal 23 al 27 settembre oltre cento artisti, ricercatori e operatori culturali si incontreranno a Miskolc per la conferenza conclusiva di SPARSE Plus. AMAT rappresenta l’Italia ed è capofila del progetto sostenuto da Europa Creativa.
Dalle Marche all’Europa per creare nuove opportunità culturali nei territori rurali, periferici e lontani dai grandi centri. Dal 23 al 27 settembre 2026, la città ungherese di Miskolc ospiterà la conferenza conclusiva di SPARSE Plus – Supporting and Promoting Arts in Rural Settlements of Europe Plus.
Il progetto europeo è dedicato alla diffusione delle arti performative professionali nelle comunità che, per posizione geografica e disponibilità di strutture, incontrano maggiori difficoltà nell’accesso agli spettacoli dal vivo.
L’AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, presieduta da Piero Celani e diretta da Gilberto Santini, partecipa come partner per l’Italia e capofila dell’intero progetto, cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione europea.
La conferenza, intitolata “Lights on Rural Touring”, riunirà più di 100 artisti, ricercatori, operatori culturali e decisori politici provenienti da dieci Paesi. L’appuntamento, ospitato dall’organizzazione ungherese Pro Progressione, concluderà quattro anni di cooperazione internazionale.
Al centro del confronto ci sarà una domanda sempre più rilevante nelle politiche culturali europee: come garantire un accesso continuativo alle arti performative di qualità anche alle persone che vivono lontano dalle grandi città?
Dalle Marche una rete europea per il “rural touring”
Per AMAT, SPARSE Plus rappresenta una conferma dell’impegno dell’associazione nella dimensione internazionale e della capacità di mettere in relazione l’esperienza maturata nelle Marche con organizzazioni e professionisti provenienti da diversi Paesi.
Il progetto ha sviluppato e consolidato una rete di “rural touring”, un modello che porta spettacoli professionali nei piccoli centri e coinvolge le comunità locali nella scelta, nella promozione e nell’organizzazione degli appuntamenti.
Gli eventi possono essere ospitati anche in luoghi che non nascono come teatri: sale civiche, strutture di comunità e altri spazi capaci di trasformarsi temporaneamente in punti di incontro tra artisti e pubblico.
Come spiegato nella presentazione di AMAT, SPARSE Plus ha coinvolto anche dieci Comuni marchigiani, offrendo alle comunità rurali e semirurali la possibilità di incontrare produzioni professionali senza dover percorrere lunghe distanze.
L’esperienza maturata in questi anni ha mostrato, secondo i promotori, che la cooperazione internazionale può rendere accessibile lo spettacolo dal vivo anche oltre i tradizionali circuiti urbani.
Le relazioni e le competenze sviluppate durante i quattro anni di attività costituiscono ora una base per proseguire il lavoro e rafforzare la vita culturale delle comunità rurali europee anche dopo la conclusione formale del progetto.
Premio Marche 2026, a Porto Recanati sfilano le eccellenze di una regione che non si arrende
A Miskolc oltre 15 organizzazioni provenienti da dieci Paesi
Alla conferenza parteciperanno rappresentanti di più di 15 organizzazioni provenienti da Ungheria, Italia, Polonia, Lituania, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania, Portogallo e Regno Unito.
Il confronto riguarderà i risultati raggiunti da SPARSE Plus nella circuitazione internazionale degli spettacoli, nel sostegno agli artisti e nello sviluppo di nuovo pubblico. Saranno esaminate anche le attività di ricerca e le reti di collaborazione costruite durante il progetto.
Tra i temi affrontati ci saranno il mentoring per gli artisti, l’audience development e le modalità con cui le comunità possono partecipare attivamente alla programmazione culturale.
Il momento centrale è previsto per giovedì 24 settembre all’Università di Miskolc, dove si terranno interventi di esperti, tavole rotonde e presentazioni di casi studio. L’attenzione sarà rivolta al contributo che la cultura può offrire al rafforzamento delle comunità e allo sviluppo sostenibile dei territori.
Il giorno successivo, 25 settembre, i partecipanti visiteranno i villaggi di Bódvalenke e Szendrőlád, nella contea ungherese di Borsod-Abaúj-Zemplén.
Qui incontreranno artisti, organizzatori, promotori culturali e cittadini, entrando direttamente in contatto con esperienze nate attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. La visita consentirà di osservare sul campo opportunità e difficoltà legate alla realizzazione di attività artistiche nei centri rurali.
Il programma completo della conferenza è presentato sul portale ufficiale di SPARSE Plus.
Lo studio sui finanziamenti alla cultura nelle aree rurali
Durante l’appuntamento di Miskolc sarà presentata anche la ricerca “Public Funding for the Performing Arts in European Rural Areas”, realizzata da Chloe Sustainability nell’ambito di SPARSE Plus.
Lo studio evidenzia un persistente squilibrio territoriale nella distribuzione delle risorse pubbliche destinate alla cultura. Le aree prevalentemente urbane continuano a ricevere la quota maggiore dei finanziamenti rilevati, mentre i territori rurali rimangono sottorappresentati.
La disparità riguarda anche le diverse discipline artistiche. La musica presenta generalmente una diffusione più ampia e un sostegno economico maggiormente distribuito. Teatro e danza, invece, risultano particolarmente penalizzati nei territori lontani dai centri urbani.
Il problema, secondo la ricerca, non dipende soltanto dall’accesso formale ai bandi. A incidere sono anche i costi della mobilità, del coordinamento e dell’organizzazione: spese che possono pesare maggiormente su chi deve portare artisti, tecnici e allestimenti in località distanti dai grandi circuiti.
Una realtà culturale rurale può quindi trovarsi nelle condizioni di partecipare a un finanziamento, ma non disporre delle risorse necessarie per coprire trasporti, ospitalità e gestione logistica.
Tra le possibili risposte, lo studio indica la costruzione di reti di circuitazione rurale e l’adozione di finanziamenti capaci di riconoscere i costi effettivi della mobilità e dell’accoglienza degli spettacoli.
Cultura come servizio e strumento di coesione sociale
La conferenza conclusiva non rappresenterà soltanto un bilancio delle attività svolte, ma anche un momento per definire il futuro della cooperazione avviata dal progetto.
Garantire spettacoli di qualità nei piccoli centri significa ridurre le distanze culturali tra aree urbane e rurali. Significa inoltre offrire occasioni di incontro e socialità in territori nei quali gli spazi culturali permanenti sono spesso limitati.
Il modello sperimentato da SPARSE Plus assegna alle comunità un ruolo attivo. Gli abitanti non sono considerati soltanto spettatori, ma partecipano alla costruzione degli appuntamenti e alla loro promozione.
Per le Marche, la guida di un progetto di dimensione europea rappresenta anche un riconoscimento dell’esperienza sviluppata da AMAT nella distribuzione dello spettacolo dal vivo e nel rapporto con i piccoli Comuni.
Dal 23 al 27 settembre, Miskolc diventerà quindi il punto d’incontro di una rete che prova a considerare la cultura non come un privilegio legato al luogo di residenza, ma come una componente essenziale della vita delle comunità.
La sfida successiva sarà trasformare i risultati ottenuti in strumenti duraturi, capaci di sostenere nuovi spettacoli, rafforzare gli operatori locali e rendere le aree rurali parte stabile della programmazione culturale europea.









