La Regione rende permanenti le misure sperimentate tra maggio e agosto 2026. Un appuntamento aggiuntivo nelle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC servirà a compensare rinunce e assenze dell’ultimo momento.
La Regione Marche rende strutturale l’overbooking sanitario per recuperare gli appuntamenti persi a causa delle mancate presentazioni e aumentare il numero delle prestazioni effettivamente erogate. La misura è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta regionale dopo la sperimentazione condotta nei mesi scorsi.
Il sistema prevede l’inserimento di un appuntamento aggiuntivo in alcune agende del Centro unico di prenotazione. Il posto potrà essere collocato all’inizio oppure alla fine della seduta e riguarderà visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC, l’esame utilizzato per misurare la densità minerale delle ossa.
L’obiettivo è limitare gli effetti delle assenze non comunicate e utilizzare pienamente la capacità delle strutture. Accanto all’overbooking diventano permanenti anche il riutilizzo dei posti liberati, il richiamo telefonico degli utenti e la collaborazione tra gli uffici responsabili delle liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico.
Come funzionerà l’overbooking sanitario nelle Marche
L’overbooking consiste nell’aggiungere una prenotazione alle agende individuate dalla programmazione sanitaria. La misura nasce dalla constatazione che una parte degli appuntamenti non viene effettuata perché gli utenti rinunciano all’ultimo momento oppure non si presentano senza avere cancellato la prenotazione.
Quando ciò accade, il posto rischia di rimanere inutilizzato anche se altri cittadini sono in attesa della stessa visita o dell’esame. L’appuntamento aggiuntivo punta quindi a compensare questo fenomeno, aumentando il numero delle prestazioni portate effettivamente a termine.
La misura sarà applicata alle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e densitometrie ossee. Non si tratta di un’aggiunta generalizzata a tutte le attività sanitarie, ma di un intervento rivolto alle agende individuate come più adatte alla nuova organizzazione.
«Siamo consapevoli che quello delle liste d’attesa è un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare. I passi avanti compiuti, però, ci sono e i numeri lo dimostrano», afferma l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.
Secondo l’assessore, l’overbooking «non risolverà da solo il problema», ma potrà contribuire a migliorare il sistema attraverso una gestione più efficiente degli orari e delle disponibilità presenti nelle strutture.
I posti cancellati torneranno subito disponibili
Un’altra misura resa obbligatoria riguarda il riutilizzo dei posti in tutte le classi di priorità. Quando un cittadino annulla una visita o comunica la propria rinuncia, la disponibilità potrà essere rimessa rapidamente nel circuito delle prenotazioni.
L’obiettivo è impedire che gli spazi liberati restino vuoti per problemi organizzativi o per il mancato aggiornamento delle agende. Il recupero tempestivo permette al CUP di assegnare la prestazione a un altro utente, aumentando il numero complessivo degli appuntamenti disponibili.
Perché il sistema funzioni, resta fondamentale la collaborazione dei cittadini. Chi non può presentarsi a una visita dovrebbe cancellarla il prima possibile attraverso i canali messi a disposizione dal servizio sanitario. In questo modo il posto può essere offerto a un’altra persona.
Diventa strutturale anche il richiamo telefonico da parte del Centro servizi del CUP. Gli operatori contatteranno gli utenti per consentire loro di confermare, spostare oppure annullare l’appuntamento.
La conferma preventiva può ridurre le assenze, mentre la cancellazione comunicata in tempo permette di recuperare la disponibilità. La Regione punta così ad agire non soltanto sull’aumento dell’offerta, ma anche sulle inefficienze che riducono il numero delle prestazioni realmente effettuate.
Liste di garanzia, più collaborazione tra uffici e URP
La delibera consolida inoltre la collaborazione tra gli uffici che gestiscono le liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico delle aziende sanitarie. La misura interessa soprattutto i cittadini inseriti nelle liste di garanzia, cioè coloro per i quali non è stato possibile ottenere immediatamente una prenotazione compatibile con la richiesta.
Il raccordo tra gli uffici dovrebbe rendere più efficace il contatto con gli utenti e velocizzare l’assegnazione di un appuntamento quando si libera una nuova disponibilità.
Se non vengono trovati posti nell’Azienda sanitaria territoriale di riferimento, viene confermata la possibilità di estendere la ricerca all’intera rete regionale. Il cittadino potrà quindi ricevere una proposta presso una struttura situata in un altro territorio delle Marche.
Questa soluzione può ampliare le possibilità di accesso, anche se comporta la necessità di valutare la distanza e la disponibilità dell’utente a spostarsi. La ricerca regionale non cancella la prenotazione originaria, ma consente di verificare se esistano alternative più rapide.
«Continuiamo a lavorare sulle ottimizzazioni organizzative e sulla gestione delle agende del CUP – aggiunge Calcinaro –. È un percorso che richiede tempo, perché partiamo da una situazione complessa che non riguarda soltanto le Marche ma l’intero Paese».
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Cos’è la “priorità di imprenotazione” e cosa cambia
La Regione interviene anche attraverso la cosiddetta “priorità di imprenotazione”, applicabile ad alcune prestazioni non comprese tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa.
Quando non è disponibile un appuntamento nella classe indicata sulla prescrizione, il sistema potrà cercare un posto inserito in una classe successiva, purché venga comunque rispettato il tempo massimo previsto dalla priorità clinica assegnata dal medico.
Per esempio, in presenza di una prescrizione con priorità B, potrà essere utilizzato un posto formalmente collocato in classe D se la sua data consente comunque di effettuare la prestazione entro il termine previsto per la classe B.
La priorità clinica non viene modificata e il sistema non rinvia il paziente a una scadenza più lontana. L’operazione serve esclusivamente a sfruttare un posto già disponibile che, a causa della configurazione dell’agenda, potrebbe altrimenti non essere assegnato.
Le azioni rese permanenti sono state sperimentate tra maggio e agosto 2026 dall’Agenzia regionale sanitaria e dal Responsabile unico dell’assistenza sanitaria. Con la nuova delibera entrano stabilmente nell’organizzazione regionale.
L’efficacia dipenderà dalla capacità di coordinare agende, operatori e comunicazioni con gli utenti. Per i cittadini, l’indicazione più importante resta quella di rispondere ai richiami del CUP e cancellare tempestivamente gli appuntamenti ai quali non potranno presentarsi.









