La perturbazione atlantica mette fine alla lunga fase di caldo anomalo. Mercoledì 9 settembre le situazioni più critiche sono attese in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Allerta gialla in altre undici regioni, mentre Marche e Abruzzo restano in codice verde.
Il gran caldo dell’estate 2026 è ormai agli sgoccioli. Da mercoledì 9 settembre una perturbazione proveniente dall’Atlantico attraversa l’Italia, portando aria più fresca, piogge e temporali localmente intensi. I fenomeni potranno essere accompagnati da grandinate, forti raffiche di vento e frequente attività elettrica.
La Protezione civile ha diramato un’allerta arancione per rischio temporali e criticità idrogeologica su parte di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. In altre undici regioni sono invece presenti zone interessate dall’allerta gialla.
Il cambiamento segna quella che il direttore del consorzio LaMMA del Consiglio nazionale delle ricerche, Bernardo Gozzini, ha definito la «rottura di una lunga estate calda». Il passaggio dalla stabilità anticiclonica al maltempo sarà rapido e potrà generare fenomeni violenti, soprattutto nelle aree dove l’aria fresca incontrerà quella molto calda e umida accumulata nelle settimane precedenti.
Allerta arancione in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
Secondo il bollettino nazionale, l’allerta arancione interessa i settori occidentali dell’Emilia-Romagna e gran parte della Lombardia e del Veneto. In queste aree sono possibili temporali organizzati, precipitazioni abbondanti in poco tempo, allagamenti e problemi legati alla tenuta del reticolo idrografico minore.
In Emilia-Romagna l’attenzione si concentra in particolare sulle aree montane, collinari e pianeggianti delle province di Piacenza e Parma. Il maltempo coinvolge anche diverse zone lombarde e venete, dove le amministrazioni locali hanno invitato la popolazione alla prudenza.
A Milano è stata attivata l’allerta arancione per la fase temporalesca, con la possibilità di forti raffiche di vento. Anche a Venezia la Protezione civile comunale ha diffuso un avviso per rischio idrogeologico e temporali.
L’allerta gialla riguarda invece il Trentino-Alto Adige, l’Umbria e alcuni settori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Emilia-Romagna e Calabria. Il quadro completo, aggiornato regione per regione, può essere consultato attraverso il bollettino della Protezione civile.
Anche nelle aree interessate da un livello di criticità più basso potranno verificarsi rovesci improvvisi, grandinate e raffiche di vento. La natura irregolare dei temporali rende infatti possibile una notevole differenza tra località situate a pochi chilometri di distanza.
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Perché sono possibili temporali violenti e grandinate
Il peggioramento è determinato da una depressione atlantica che, dopo aver raggiunto la Gran Bretagna e la Francia, si sposta verso il Mediterraneo e l’Italia. L’ingresso di aria più fredda in quota provoca un aumento dell’instabilità atmosferica.
Lo scontro con l’aria calda e umida presente nei bassi strati può alimentare nubi temporalesche molto sviluppate. In queste condizioni le precipitazioni rischiano di concentrarsi in intervalli brevi, determinando accumuli localmente elevati.
I pericoli non riguardano quindi soltanto la pioggia. Le celle temporalesche più intense possono produrre grandine, colpi di vento, fulmini e improvvisi allagamenti, soprattutto nelle zone urbanizzate e nei sottopassi.
Il primo fronte coinvolgerà soprattutto le regioni del Centro-Nord, dal Lazio verso settentrione. Successivamente l’instabilità potrà propagarsi verso parte del Sud, anche se con fenomeni più irregolari e distribuiti in maniera meno uniforme.
Le temperature inizieranno a diminuire, in particolare nelle regioni settentrionali e nelle aree raggiunte dalle precipitazioni. Il caldo non scomparirà nello stesso momento da tutta la Penisola: nelle zone meridionali e in alcune aree interne i valori potranno rimanere elevati ancora per qualche tempo.
Meteo Marche e Abruzzo: possibili rovesci, ma nessuna allerta
Nelle Marche, il bollettino regionale valido per il 9 settembre indica assenza di allerta. Questo non esclude completamente piogge o fenomeni temporaleschi locali, ma significa che al momento non sono previste criticità significative tali da determinare l’attivazione di un codice giallo, arancione o rosso. Gli aggiornamenti sono disponibili sul portale Allerta Meteo Marche.
Situazione simile in Abruzzo, dove il Centro funzionale regionale prevede precipitazioni isolate, prevalentemente sotto forma di rovescio o temporale pomeridiano sulle zone interne e sui rilievi. I quantitativi attesi risultano generalmente deboli e tutte le zone regionali sono in codice verde.
Nelle aree pianeggianti e nelle vallate interne abruzzesi le temperature potranno essere ancora elevate. Il cambiamento sarà quindi meno netto rispetto alle regioni del Nord maggiormente esposte alla perturbazione.
Per entrambe le regioni adriatiche resta comunque opportuno seguire gli aggiornamenti locali. I temporali di fine estate possono svilupparsi rapidamente e assumere carattere intenso anche in territori privi di un’allerta preventiva.
Quando finisce il caldo e cosa succede nei prossimi giorni
La perturbazione rappresenta una prima interruzione significativa della lunga fase dominata dall’anticiclone. Non significa necessariamente l’avvio definitivo del clima autunnale, ma determinerà un ridimensionamento delle temperature e una maggiore variabilità.
Il calo termico sarà più percepibile al Nord, dove in alcune aree le massime scenderanno sensibilmente rispetto ai valori raggiunti nei giorni precedenti. Al Centro l’instabilità aumenterà con rovesci e temporali sparsi, mentre al Sud il caldo potrà resistere più a lungo.
Durante i temporali è consigliabile evitare sottopassi, alberi, impalcature e strutture esposte alle raffiche. In caso di grandine è opportuno trovare riparo in un edificio sicuro e non sostare vicino a corsi d’acqua o zone soggette ad allagamenti.
Il quadro potrà cambiare rapidamente: per conoscere le condizioni del proprio territorio bisogna consultare i bollettini della Protezione civile e delle autorità regionali, prestando attenzione a eventuali aggiornamenti delle allerte nel corso della giornata.









