L’intervento nella frazione di Quintodecimo prevede un investimento di oltre 461mila euro. Il progetto comprende il consolidamento della struttura, il recupero degli interni e la protezione del prezioso Crocifisso ligneo del XV secolo.
Proseguono a Quintodecimo, frazione di Acquasanta Terme, i lavori di riparazione e rafforzamento della chiesa del Santissimo Crocifisso, edificio di origine medievale danneggiato dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016.
L’intervento, attuato dalla Diocesi di Ascoli Piceno, prevede un investimento complessivo di 461.908 euro. A conferma dell’avanzamento delle opere, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto la liquidazione di un ulteriore acconto pari a 122.205 euro.
Il progetto consentirà di consolidare le parti più vulnerabili della struttura e di recuperare gli elementi architettonici e artistici conservati al suo interno. Tra questi figurano un baldacchino in pietra, una cantoria lignea, alcuni affreschi e il Crocifisso marchigiano del Quattrocento dal quale deriva l’attuale denominazione della chiesa.
L’obiettivo è restituire alla comunità di Quintodecimo uno dei suoi principali luoghi di culto, preservandone al tempo stesso il valore storico, artistico e identitario.
Una chiesa le cui origini risalgono all’XI secolo
La chiesa del Santissimo Crocifisso, conosciuta in origine con il nome di Santa Maria della Forcella, rappresenta una delle testimonianze storiche più importanti di Quintodecimo. Le sue origini risalgono all’XI secolo, anche se nel tempo l’edificio è stato modificato e arricchito.
All’interno è custodito un prezioso Crocifisso ligneo marchigiano del XV secolo, collocato sotto un baldacchino in pietra. Proprio la presenza dell’opera ha determinato nel corso dei secoli il cambiamento del nome del luogo di culto.
Tra gli elementi di maggiore interesse figurano anche il portale cinquecentesco in travertino, gli affreschi dedicati ai quattro Evangelisti e la storica cantoria lignea.
Il recupero della chiesa assume quindi un valore che supera la sola dimensione religiosa. L’edificio testimonia quasi mille anni di storia e rappresenta un punto di riferimento per la memoria collettiva della frazione.
Nei piccoli centri dell’Appennino le chiese hanno spesso svolto una funzione centrale nella vita delle comunità, custodendo opere d’arte, documenti e tradizioni. La loro riapertura costituisce perciò uno dei passaggi fondamentali del processo di ricostruzione materiale e sociale dei territori colpiti dal terremoto.
I danni provocati dal terremoto del 2016
Gli eventi sismici hanno provocato danni su diversi elementi della chiesa. Le verifiche hanno rilevato lesioni diffuse nelle murature, distacchi degli intonaci e deformazioni della cantoria lignea.
Anche il baldacchino in travertino che custodisce il Crocifisso ha subito dissesti, rendendo necessari interventi specifici per la sua conservazione e per la sicurezza dell’opera.
Una prima fase di messa in sicurezza era stata realizzata subito dopo il terremoto. Le opere attualmente in corso permetteranno di completare il recupero e di intervenire in maniera più organica sulle vulnerabilità dell’edificio.
Il progetto comprende il consolidamento delle murature attraverso iniezioni di malta di calce e la cucitura delle lesioni più significative. Saranno inoltre recuperati gli intonaci e le finiture interne danneggiate.
Particolare attenzione sarà riservata agli elementi storico-artistici. Sono previsti il restauro del baldacchino e dell’inferriata storica, oltre al rifacimento del tavolato della cantoria.
Il programma dei lavori comprende anche la sostituzione degli infissi delle monofore e del rosone, il rinnovamento delle lattonerie e la realizzazione di un nuovo impianto elettrico.
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Un nuovo sistema di allarme per proteggere il Crocifisso
Tra gli interventi previsti figura l’installazione di un sistema di allarme destinato alla protezione del Crocifisso ligneo. La misura contribuirà a garantire una maggiore sicurezza per l’opera più rappresentativa della chiesa.
L’intero progetto è stato definito tenendo conto della necessità di consolidare la struttura senza alterarne le caratteristiche storiche. Le lavorazioni dovranno quindi unire le esigenze di sicurezza sismica con quelle della tutela architettonica e artistica.
«La ricostruzione delle chiese significa restituire alle comunità luoghi di fede, memoria e identità», ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
«Una volta conclusi i lavori, questo luogo potrà tornare a svolgere pienamente la propria funzione religiosa e culturale, conservando e valorizzando gli elementi architettonici e artistici che ne testimoniano una storia lunga quasi mille anni», ha proseguito.
Castelli ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra la Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli e tutti i soggetti coinvolti nell’intervento.
Stangoni: «Un altro tassello per l’identità di Quintodecimo»
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni, che ha evidenziato il significato della chiesa per gli abitanti della frazione.
«È una chiesa importantissima per Quintodecimo, una zona dove la ricostruzione sta andando molto bene, ed è un altro tassello per ricostituire l’identità della frazione», ha dichiarato il primo cittadino.
Stangoni ha ringraziato il commissario Castelli per l’attenzione riservata alle richieste del territorio e tutte le persone che hanno contribuito alla definizione e alla realizzazione del progetto.
L’intervento sul Santissimo Crocifisso si inserisce nel più ampio percorso di recupero del patrimonio religioso danneggiato dal sisma. La conclusione delle opere consentirà alla chiesa di tornare a ospitare le proprie funzioni e alla comunità di riappropriarsi di un luogo profondamente legato alla storia locale.
Il restauro renderà inoltre nuovamente fruibili gli elementi artistici custoditi nell’edificio, rafforzando il valore culturale di Quintodecimo e dell’intero territorio di Acquasanta Terme.









