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La Regione Marche aggiorna il percorso formativo degli addetti ai servizi di controllo impiegati in discoteche, concerti, spettacoli e pubblici esercizi. Il nuovo standard prevede tre aree di competenza, una verifica finale e un attestato aggiornato.

La Regione Marche aggiorna la formazione degli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo, le figure professionali chiamate a presidiare gli accessi e a contribuire alla sicurezza del pubblico all’interno di locali, eventi e pubblici esercizi.

La Giunta regionale ha approvato il nuovo standard professionale e formativo, adeguando una disciplina marchigiana che risaliva al 2010 alle regole nazionali e alle più recenti disposizioni regionali sulla formazione professionale e a distanza.

Il percorso continuerà ad avere una durata complessiva di 90 ore, suddivise in tre aree di competenza. Al termine sarà necessario superare una verifica degli apprendimenti. La principale novità riguarda invece l’eliminazione dello stage, giudicato poco funzionale e di difficile applicazione sulla base dell’esperienza maturata dagli operatori.

Chi sono gli addetti ai servizi di controllo

Gli addetti ai servizi di controllo, spesso indicati impropriamente soltanto come “buttafuori”, svolgono funzioni disciplinate dalla normativa nazionale. Possono essere impiegati nei locali aperti al pubblico, nei pubblici esercizi e durante attività di intrattenimento o spettacolo.

Secondo la descrizione contenuta nell’Atlante del lavoro e delle qualificazioni dell’Inapp, le loro attività si articolano in tre ambiti principali: controlli preliminari, verifiche al momento dell’accesso del pubblico e controlli effettuati all’interno del locale.

La figura può quindi occuparsi della verifica preventiva degli ambienti, dell’osservazione degli accessi, del rispetto delle regole stabilite per l’ingresso e dell’individuazione di situazioni potenzialmente rischiose.

Non si tratta, però, di personale appartenente alle forze dell’ordine. Le sue attività devono restare entro i limiti fissati dalla normativa, senza esercizio di pubbliche funzioni o uso di prerogative riservate agli organi di polizia.

La disciplina di riferimento deriva dal decreto del Ministero dell’Interno del 6 ottobre 2009 e dall’Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010. Quest’ultimo attribuisce alle Regioni e alle Province autonome il compito di organizzare i percorsi formativi direttamente o tramite soggetti accreditati e autorizzati.

Come cambia il corso nelle Marche

Il nuovo percorso approvato dalla Giunta marchigiana conferma una formazione di 90 ore, il minimo stabilito a livello nazionale, e la organizza intorno a tre aree di competenza. La preparazione dovrà fornire gli strumenti necessari per affrontare gli aspetti giuridici, tecnici, organizzativi e relazionali collegati al lavoro nei luoghi di intrattenimento.

Alla conclusione del corso è previsto un esame finale, necessario per verificare quanto appreso e ottenere il relativo attestato.

La Regione ha approvato contestualmente anche un nuovo modello di attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento. Dall’entrata in vigore della disciplina aggiornata, tutti i corsi dedicati a questa figura dovranno essere progettati e realizzati secondo il nuovo standard.

Viene invece eliminata la parte relativa allo stage formativo. Il tirocinio era stato inserito nel precedente modello regionale, ma nel tempo avrebbe evidenziato difficoltà organizzative e applicative. La sua cancellazione non riduce la durata complessiva richiesta dalla disciplina nazionale, che rimane fissata in 90 ore.

«Interveniamo su un profilo professionale che opera in un settore direttamente collegato alla sicurezza dei cittadini e alla corretta gestione dei luoghi di intrattenimento», ha spiegato l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Tiziano Consoli. L’obiettivo, ha aggiunto, è rendere la preparazione «più chiara, efficace e concretamente applicabile, senza abbassare gli standard richiesti».

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Formazione a distanza e attestato: cosa prevede il nuovo sistema

L’aggiornamento tiene conto anche delle disposizioni regionali sulla formazione a distanza, disciplinate dalla DGR 1950/2024. Il provvedimento ha recepito gli accordi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulle modalità di erogazione delle attività formative da remoto.

L’inserimento di queste regole permette di utilizzare strumenti formativi più moderni, ma nel rispetto delle condizioni previste per la specifica qualifica. Gli enti dovranno quindi progettare le attività indicando correttamente modalità di frequenza, tracciamento delle presenze, contenuti e sistemi di verifica.

«Novanta ore, tre aree di competenza e una verifica finale: manteniamo un percorso strutturato, ma eliminiamo ciò che nel tempo si è dimostrato poco funzionale», ha sottolineato Consoli. Per la Regione, la semplificazione deve intervenire sulle procedure senza ridurre la qualità della preparazione e la tutela della sicurezza.

Il superamento dell’esame consente di ricevere l’attestato previsto dalla normativa. Occorre tuttavia precisare che il titolo formativo, da solo, non equivale automaticamente all’autorizzazione a lavorare. Per esercitare la professione è necessario possedere anche gli altri requisiti personali previsti dal decreto ministeriale ed essere iscritti nell’apposito elenco tenuto dalla Prefettura competente.

Nelle Marche i corsi sono ancora attivi

L’intervento non riguarda una qualifica rimasta soltanto sulla carta. Nel 2026 la Regione ha continuato a pubblicizzare percorsi da 90 ore destinati agli aspiranti addetti ai servizi di controllo. La figura compare anche tra le attività finanziate nell’ambito delle Academy di filiera, il programma sostenuto attraverso il PR Marche FSE+ 2021-2027 per avvicinare la formazione alle esigenze delle imprese.

Nella sezione regionale dedicata alla formazione per disoccupati, il corso per addetti ai servizi di controllo figura tra le opportunità formative disponibili. Informazioni su percorsi, requisiti e soggetti attuatori possono essere cercate anche attraverso GUIdO, il portale regionale dedicato al lavoro e alla formazione.

Gli aspiranti partecipanti dovranno verificare nei singoli avvisi se il corso sia gratuito o a pagamento, quali siano i requisiti di accesso e quali modalità di frequenza siano previste. L’offerta può infatti variare in base al finanziamento, al territorio e all’ente organizzatore.

L’aggiornamento punta dunque a rendere più uniforme la preparazione di una figura richiesta da locali, discoteche, organizzatori di concerti e operatori dello spettacolo. Un settore nel quale capacità relazionali, conoscenza delle regole e gestione preventiva dei rischi sono elementi essenziali per tutelare lavoratori e pubblico.

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