Venerdì 30 ottobre la Sala della Vittoria ospiterà le celebrazioni e il convegno “Sport: quale significato e quale funzione nel sociale”. Previsti interventi istituzionali, il confronto con gli studenti e la presentazione del libro dedicato alla storia del Club.
ASCOLI PICENO – Settant’anni trascorsi promuovendo lo sport come strumento educativo, sociale e culturale. Il Panathlon Club di Ascoli Piceno e Fermo si prepara a celebrare un anniversario particolarmente significativo con una giornata in programma venerdì 30 ottobre 2026, nella Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica.
Il Club, fondato nel 1956 dal notaio Mauro Bracciolani insieme a un gruppo di amici e atleti, è stato il 34° sodalizio panathletico costituito in Italia. In sette decenni ha sostenuto la diffusione dei valori del fair play, del rispetto delle regole e dell’avversario, coinvolgendo sportivi, dirigenti, istituzioni e scuole.
Le celebrazioni inizieranno alle 9.30 con il convegno “Sport: quale significato e quale funzione nel sociale”. Nel corso della mattinata sarà presentato anche un volume dedicato ai settant’anni di attività del Club.
Da Mauro Bracciolani a settant’anni di attività
La storia del Panathlon Club Ascoli Piceno e Fermo è legata alla figura di Mauro Bracciolani, notaio, sportivo e promotore della vita associativa cittadina. A lui è stato intitolato il campo scuola di atletica leggera di Ascoli Piceno.
Nel 1956 Bracciolani riunì un gruppo di amici e atleti con l’obiettivo di dare voce a chi praticava o aveva praticato sport e di costruire un luogo permanente di confronto sulle sue implicazioni educative e sociali.
Nasceva così il 34° Panathlon Club italiano, oggi tra i più antichi del Paese. Nel corso della sua storia il sodalizio è stato guidato da personalità del mondo sportivo, professionale e istituzionale. Tra i presidenti figura anche l’ex sindaco di Ascoli Piceno Tonino Orlini.
L’attività del Club non si è limitata alla celebrazione dei risultati agonistici. Incontri, studi e iniziative pubbliche hanno affrontato il rapporto tra sport, scuola, responsabilità, solidarietà e formazione dei giovani.
Questa impostazione riflette la missione del Panathlon International, movimento riconosciuto dal Comitato olimpico internazionale che promuove la cultura e l’etica sportiva. La stessa parola “Panathlon” richiama l’insieme delle discipline sportive, mentre il motto “Ludis Iungit” significa “uniti dallo sport”.
Il convegno sul ruolo sociale dello sport
Il momento centrale delle celebrazioni sarà il convegno intitolato “Sport: quale significato e quale funzione nel sociale”, in programma dalle 9.30 nella Sala della Vittoria.
L’incontro offrirà l’occasione per riflettere sullo sport non soltanto come pratica agonistica o attività fisica, ma anche come spazio nel quale si apprendono regole, responsabilità, capacità di collaborazione e rispetto delle differenze.
Alla giornata parteciperanno il presidente internazionale del Panathlon, Giorgio Chinellato, il presidente del Distretto Italia, Giorgio Costa, e il governatore dell’Area 5, Stefano Ripanti.
Saranno presenti inoltre rappresentanti delle istituzioni civili, militari e sportive. Tra gli invitati figura il prefetto di Ascoli Piceno Giovanna Longhi, che nei giorni scorsi ha ricevuto la nuova presidente del Club, Rosella Peci.
Durante l’incontro istituzionale, Peci ha consegnato al prefetto il gagliardetto del Panathlon Club e l’invito ufficiale alla celebrazione del settantesimo anniversario.
La scelta della Sala della Vittoria attribuisce all’appuntamento anche un particolare valore simbolico. Il luogo, inserito nel percorso della Pinacoteca Civica, ospiterà una giornata nella quale memoria, educazione e cultura sportiva saranno messe in relazione.
Gli studenti incontrano il formatore Massimiliano Salce
Una parte significativa del programma sarà dedicata ai giovani. Al convegno prenderanno parte gli studenti del Liceo scientifico a indirizzo sportivo “Antonio Orsini”, accompagnati dalla dirigente scolastica Cinzia Pettinelli e dalla professoressa Maria Cristina Calvaresi.
Gli alunni dialogheranno con Massimiliano Salce, già colonnello della Guardia di Finanza, coach e formatore nei corsi di leadership.
Il confronto permetterà di affrontare temi come la capacità di assumersi responsabilità, il lavoro di squadra, la gestione delle difficoltà e il rapporto tra leadership e rispetto delle regole.
Il coinvolgimento diretto degli studenti rispecchia uno degli obiettivi storici del Panathlon: trasmettere alle nuove generazioni una concezione dello sport fondata sull’etica e non esclusivamente sul risultato.
Nel corso della mattinata verrà presentato anche il libro che ripercorre i 70 anni del Panathlon Club Ascoli Piceno e Fermo. Il volume ricostruirà la nascita del sodalizio, le personalità che lo hanno guidato e le iniziative realizzate nel territorio.
La pubblicazione rappresenterà quindi uno strumento per conservare la memoria dell’associazione e restituire alla comunità un pezzo della storia sportiva ascolana e fermana.
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Rosella Peci: «Un onore rappresentare il Club»
Le celebrazioni coincidono con l’avvio della presidenza di Rosella Peci, chiamata a guidare il sodalizio nell’anno del settantesimo anniversario.
«In questi anni il Panathlon Club ha messo a disposizione i propri soci per la diffusione della concezione dello sport ispirato all’etica della responsabilità, alla solidarietà e al fair play, quale elemento della cultura degli uomini e dei popoli», ha dichiarato la presidente.
Peci ha ricordato anche l’attività svolta attraverso studi e ricerche sui problemi dello sport e sui suoi rapporti con la società. Un lavoro portato avanti in collaborazione con scuole, università e altre istituzioni culturali, con l’obiettivo di coinvolgere l’opinione pubblica.
«È per me un onore rappresentare il Panathlon Club di Ascoli e Fermo in occasione di questo anniversario così importante», ha aggiunto.
Il traguardo dei settant’anni diventa così un’occasione per guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Da una parte la memoria dei fondatori, dei presidenti e dei soci che hanno accompagnato il Club dal 1956. Dall’altra la necessità di continuare a parlare ai giovani e di affrontare le nuove sfide dello sport.
Fair play, inclusione, solidarietà e responsabilità restano i principi intorno ai quali costruire questa nuova fase. Valori che riguardano le competizioni, ma anche la vita quotidiana e il modo in cui una comunità sceglie di educare attraverso lo sport.









