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Gli studenti beneficiari possono ottenere il contributo attraverso la Carta Postepay “Borsa di Studio”. Chi possiede già la carta delle annualità precedenti riceverà l’accredito sullo stesso strumento: documenti necessari e indicazioni per le famiglie.

È possibile riscuotere le borse di studio MIM per l’anno scolastico 2025/2026. L’Amministrazione comunale informa che gli studenti beneficiari possono accedere al contributo attraverso la Carta Postepay “Borsa di Studio”, da ritirare presso qualsiasi ufficio postale.

Per chi riceve il sostegno per la prima volta, il passaggio da compiere è presentarsi allo sportello con documento d’identità valido e codice fiscale. Se lo studente è minorenne, occorrono anche i documenti del genitore.

La procedura cambia per chi è già stato beneficiario nell’anno scolastico 2023/2024 e/o 2024/2025 e possiede la carta dedicata. Secondo l’avviso comunale, il contributo relativo al 2025/2026 sarà accreditato direttamente sulla stessa Postepay, senza necessità di recarsi nuovamente alle Poste.

Si tratta della fase di pagamento di un beneficio già assegnato. L’avvio della riscossione non costituisce l’apertura di un nuovo bando: l’avviso riguarda gli studenti individuati come destinatari della borsa.

La misura rientra nel Fondo unico per il diritto allo studio, che il Ministero presenta come uno strumento per contrastare la dispersione scolastica e sostenere gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado appartenenti a famiglie con reddito basso. 

Come riscuotere la borsa: documenti e procedura alle Poste

Il ritiro può essere effettuato presso qualsiasi ufficio postale. Non è quindi necessario rivolgersi esclusivamente alla sede del proprio Comune: la procedura è disponibile attraverso la rete nazionale degli sportelli.

Lo studente maggiorenne può presentarsi personalmente, portando il proprio documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. All’operatore deve comunicare di voler ritirare la Carta Postepay “Borsa di Studio” relativa al contributo del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per un beneficiario minorenne, la documentazione riguarda sia lo studente sia il genitore o il rappresentante legale. Il portale ministeriale richiede gli originali dei documenti d’identità e dei codici fiscali di entrambi. Per tutori e curatori è inoltre prevista l’esibizione del provvedimento di nomina in copia autentica. 

Prima di raggiungere lo sportello è utile controllare la validità dei documenti e verificare di avere con sé tutto il necessario. La denominazione della carta merita attenzione: il contributo viene erogato mediante lo strumento specificamente dedicato alle borse ministeriali.

Non occorre esibire la Carta dello Studente “IoStudio” per ricevere la Postepay della borsa. Lo precisa anche la Regione Lazio nell’avviso sui pagamenti 2025/2026, pubblicato il 30 settembre 2026. Le due carte hanno funzioni distinte e non devono essere confuse al momento della richiesta.

Chi ha già la carta riceve l’accredito: come utilizzare il contributo

Per gli studenti già beneficiari nelle annualità 2023/2024 e/o 2024/2025, l’avviso comunale prevede l’utilizzo della Postepay già in loro possesso. La famiglia deve quindi conservare la carta e verificare l’arrivo del nuovo accredito.

Il controllo del saldo e della lista dei movimenti consente di distinguere il pagamento della nuova borsa dalle somme eventualmente già presenti. Poste indica tra i canali disponibili gli uffici postali, gli ATM Postamat, il sito e l’app Poste Italiane.

Un aspetto essenziale riguarda il significato della parola “riscossione”: il contributo non viene consegnato in contanti. La carta serve a effettuare pagamenti e non consente prelievi. È inoltre gratuita e può essere ricaricata esclusivamente dal Ministero. 

Le somme sono destinate a spese coerenti con le finalità del sostegno allo studio. Il portale ministeriale indica, tra gli esempi, libri, materiale scolastico, trasporti, beni tecnologici e attività culturali.

La possibilità di effettuare un acquisto dipende anche dalla categoria con cui è registrato l’esercente. Un pagamento respinto non dimostra necessariamente che la carta sia guasta o priva di fondi: il negozio potrebbe appartenere a una categoria non abilitata.

È quindi opportuno verificare il saldo e le condizioni di utilizzo prima di programmare una spesa. Le caratteristiche dello strumento sono consultabili nella pagina ufficiale di Poste Italiane.

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Importi, scadenze e assistenza: cosa controllare prima di spendere

L’avviso comunale fornito non indica l’importo individuale della borsa né una scadenza specifica per la riscossione. Questi elementi devono essere verificati nelle comunicazioni relative all’assegnazione e negli aggiornamenti dell’amministrazione competente.

I destinatari sono individuati dalle Regioni, attraverso appositi bandi o graduatorie utilizzate per benefici analoghi. Per chiarimenti sull’ammissione al contributo, il riferimento resta quindi l’ente che ha gestito la procedura, mentre le questioni sul funzionamento della carta riguardano Poste. 

Occorre prestare attenzione anche al termine di utilizzo del credito. La pagina di Poste consultata indica che dal 1° gennaio 2027 la carta sarà resa inutilizzabile e il saldo residuo restituito al Ministero. Poiché l’avviso comunale non riporta questo termine, è importante verificare tempestivamente la sua applicazione alla propria borsa, consultando le comunicazioni aggiornate di MIM, Regione e Poste.

Se la carta delle annualità precedenti è stata smarrita o non funziona, conviene rivolgersi a Poste per la procedura prevista, senza attendere che il problema si risolva con il nuovo accredito.

Per le famiglie beneficiarie, i passaggi immediati sono dunque ritirare la carta oppure controllare quella già posseduta, verificare l’importo disponibile e organizzare le spese entro i termini applicabili al contributo.

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