Il consigliere regionale del PD chiede alla Giunta di attivare gli sportelli antitruffa e finanziare la legge sulla Giornata dell’Anziano. La norma del 2023 prevede iniziative a ottobre e servizi gratuiti di ascolto e assistenza.
La Festa dei Nonni del 2 ottobre 2026 diventa nelle Marche occasione di confronto sull’attuazione delle politiche dedicate alla popolazione anziana. Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti denuncia la mancata applicazione della legge regionale 14/2023, che istituisce il mese della prevenzione e la Giornata regionale dell’anziano.
Secondo l’esponente dem, la ricorrenza avrebbe dovuto aprire un mese di informazione e sensibilizzazione sui bisogni e sui diritti degli anziani. Cesetti sostiene invece che la Giunta non abbia promosso le iniziative previste e chiede un intervento sugli sportelli antitruffa.
«Gli anziani rappresentano le nostre radici e sono un fondamentale collante tra generazioni», afferma il consigliere, richiamando la necessità di accompagnare il riconoscimento del loro ruolo con servizi e risorse.
La contestazione riguarda soprattutto l’accesso alla protezione e all’assistenza nelle aree interne. Cesetti indica tra le criticità la riduzione degli sportelli bancari e postali, la scarsità di servizi sociosanitari e l’esposizione a raggiri.
Nella nota diffusa il 2 ottobre, il consigliere riferisce di un’interrogazione alla Giunta per ottenere chiarimenti e provvedimenti. Le affermazioni sulla mancata attuazione e sugli stanziamenti costituiscono le contestazioni dell’esponente PD; il testo della legge consente invece di verificare quali strumenti siano previsti.
Cosa prevede la legge regionale sulla Giornata dell’Anziano
La legge regionale 25 settembre 2023, n. 14, consultabile nella banca dati del Consiglio regionale delle Marche, risulta vigente e riconosce il valore sociale delle persone anziane.
La norma individua ottobre come mese per la prevenzione e il contrasto alle truffe e fissa al 2 ottobre la Giornata regionale dell’anziano. Il calendario è contenuto nell’articolo 3.
L’articolo 2 riguarda gli sportelli antitruffa. La Regione è chiamata a promuoverne e sostenerne presenza e attività sul territorio, con servizi informativi, prevenzione, ascolto, assistenza e sostegno psicologico per le vittime di frodi patrimoniali.
Un aspetto rilevante per i cittadini è che le prestazioni devono essere gratuite, mentre le strutture devono garantire anonimato e segretezza. La legge contempla inoltre la possibilità di numeri telefonici di pubblica utilità adeguatamente pubblicizzati.
L’articolo 4 prevede iniziative regionali di sensibilizzazione e il coinvolgimento degli enti locali in attività formative, informative e culturali.
È su questi impegni che si concentra la richiesta di Cesetti. Per il consigliere, la ricorrenza deve diventare un’occasione per rendere riconoscibili e accessibili gli strumenti di tutela. L’interrogazione punta quindi a chiarire quali azioni siano state realizzate e quali misure l’esecutivo intenda adottare.
La contestazione sui fondi e il problema delle aree interne
Sul piano finanziario, Cesetti sostiene che la dotazione sia assente per il 2026 e limitata a 10.000 euro annui per il 2027 e il 2028, importi che giudica insufficienti rispetto agli obiettivi della legge.
Questi dati sono riportati nella sua nota. Il testo normativo originario disciplina gli stanziamenti del periodo 2023-2025 e stabilisce che, per gli anni successivi, la spesa sia autorizzata dalle rispettive leggi di bilancio. Non permette quindi, da solo, di confermare le cifre contestate per il triennio seguente.
«Servono impegni precisi e risorse vere per dare dignità e protezione ai nostri anziani», afferma Cesetti, chiedendo l’avvio degli sportelli già nel 2026 e stanziamenti nella prossima manovra 2027-2029.
Il consigliere richiama anche le conseguenze delle truffe oltre la perdita economica. Secondo la sua denuncia, le vittime possono vivere isolamento, prostrazione e sensi di colpa nei confronti dei familiari.
Nelle aree interne, aggiunge, la distanza dai servizi può rendere più difficile trovare orientamento e assistenza. In questa prospettiva, gli sportelli avrebbero una funzione di prossimità: offrire informazioni prima di un raggiro e accompagnare chi lo ha subito.
La verifica dell’attuazione dovrà dunque riguardare anche la distribuzione territoriale dei servizi e la loro conoscibilità. Per una persona anziana, un presidio è utile se è raggiungibile e se è chiaro come contattarlo.
Forca Canapine 365, verso il consorzio tra Marche e Umbria: il piano per rilanciare la montagna
Truffe agli anziani: le indicazioni pratiche e i prossimi passaggi
Mentre il confronto regionale riguarda fondi e servizi, la prevenzione passa anche da comportamenti quotidiani. Sul proprio sito, l’Arma dei Carabinieri ricorda che le forze dell’ordine non chiedono denaro per assistere i cittadini.
Tra le indicazioni principali riportate nella pagina istituzionale contro le truffe figurano:
- Non aprire agli sconosciuti, anche quando dichiarano di rappresentare enti o servizi.
- Non considerare sufficiente un tesserino per stabilire l’identità di chi si presenta.
- In caso di telefonate con richieste urgenti di denaro, prendere tempo e contattare un familiare o il 112.
Sono indicazioni utili anche a figli, nipoti e persone che assistono gli anziani, chiamati a condividere informazioni sui tentativi di raggiro e a mantenere un contatto con chi vive solo.
Il prossimo passaggio politico sarà la risposta della Giunta alle richieste avanzate da Cesetti. Il consigliere sollecita provvedimenti operativi, risorse e un calendario che consenta di rendere effettivi gli strumenti della legge.
La questione aperta è come trasformare prevenzione, ascolto e sostegno in servizi concretamente disponibili. Il confronto sull’attuazione dovrà chiarire quali interventi siano già presenti e quali ulteriori impegni siano necessari, soprattutto nei territori con minore accesso all’assistenza.









