La mostra curata da Elisa Mori porta le sculture in ceramica dell’artista faentino nelle vetrine dello storico locale ascolano. Vernissage alle 19, esposizione fino al 16 ottobre e chiusura con un dj set dello stesso Salvatori.
Il Caffè Meletti di Ascoli Piceno incontra la scultura contemporanea. Venerdì 2 ottobre 2026 alle 19 inaugura “Andrea Salvatori. Lo splendido luogo comune”, mostra promossa dalla società Quintessenza e curata da Elisa Mori.
L’esposizione resterà visitabile fino a venerdì 16 ottobre, quando l’artista accompagnerà le ultime ore della mostra con un dj set. Per due settimane, le eleganti vetrine d’epoca del locale ospiteranno una selezione di opere che intrecciano perizia ceramica, ironia e trasformazione degli oggetti.
L’iniziativa è presentata come il primo appuntamento culturale della nuova governance del caffè. La scelta di Salvatori mette in relazione un autore legato alla sperimentazione plastica con uno degli ambienti più riconoscibili della città.
Il Meletti, attivo dal 1907, è segnalato dall’associazione Locali Storici d’Italia come una rara espressione del Liberty nelle Marche, caratterizzata da decorazioni floreali e arredi originali.
Questo contesto entra nel progetto espositivo: le opere trovano posto negli spazi del caffè, creando un confronto tra forme contemporanee e gusto storico. Il pubblico potrà così osservare le sculture all’interno di un luogo che conserva una propria identità architettonica e una lunga storia cittadina.
Ceramiche, ironia e figure inattese nelle vetrine del Meletti

La selezione annunciata comprende opere appartenenti alle serie “Ottomani”, “Tuttitappi” e “Invasate”. Queste ultime presentano figure femminili in abiti settecenteschi, sovrastate da piccoli vasi che ne nascondono il volto.
Sono composizioni nelle quali elementi riconoscibili vengono accostati in modo inatteso. L’oggetto conserva una parte della propria familiarità, ma cambia significato attraverso l’intervento dell’artista.
Nel percorso descritto dalla curatrice compaiono anche elefanti in pose insolite, solidi geometrici colorati e stelle bianche, capaci di suggerire costellazioni. La varietà delle forme restituisce una produzione che alterna eleganza, gioco e sorpresa.
L’ironia è uno degli strumenti con cui Salvatori invita a guardare nuovamente ciò che sembra già conosciuto. Una statuina, un vaso o una forma geometrica diventano parti di un’opera che mette in discussione le consuetudini dello sguardo.
Il dialogo con le vetrine del Meletti accentua questo effetto. Le sculture abitano un ambiente legato alla storia del caffè e si inseriscono nel suo ordine decorativo, introducendo immagini che ne modificano temporaneamente la lettura.
“Lo splendido luogo comune” diventa così il titolo di un incontro tra spazio condiviso e invenzione artistica. Il carattere del locale e quello delle opere contribuiscono insieme all’esperienza della visita, senza separare l’esposizione dal luogo che la accoglie.
Chi è Andrea Salvatori: dalla formazione a Faenza al premio del 2009
Andrea Salvatori è nato a Faenza nel 1975. Dopo il diploma di Maestro d’Arte all’Istituto per la Ceramica Ballardini, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sviluppando una ricerca che individua nella ceramica il proprio mezzo espressivo principale.
Nel suo percorso ha lavorato a stretto contatto con Bertozzi&Casoni, approfondendo tecniche e pratica di bottega. La conoscenza del materiale sostiene una produzione nella quale il lavoro manuale accompagna la costruzione concettuale.
Nel 2009 ha vinto il Premio Faenza, alla 56ª edizione del concorso internazionale della ceramica d’arte contemporanea. Il riconoscimento è documentato nella pagina ufficiale dell’edizione e nella biografia dell’artista.
Le sue opere sono state presentate in contesti italiani e internazionali, tra cui Mart di Rovereto, Casa Museo Jorn di Albissola Marina e Fondazione Giorgio Cini a Venezia, oltre a manifestazioni dedicate alla ceramica contemporanea.
Un elemento centrale del lavoro è la raccolta di oggetti. Vasi, statuine e materiali trovati nei mercatini entrano nello studio, vengono osservati e successivamente messi in relazione con forme realizzate dall’autore.
La biografia sul sito di Salvatori descrive proprio il ruolo delle collezioni nel suo processo creativo. L’accostamento tra oggetti preesistenti e invenzioni personali permette di collegare epoche, stili e riferimenti culturali differenti.
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Dallo studio ai vinili: il percorso si chiude con un dj set
Lo studio di Salvatori è descritto nel progetto come una “camera delle meraviglie”, popolata da oggetti, arredi vintage, libri, cataloghi e dischi. La raccolta alimenta il lavoro, offrendo materiali e suggestioni che possono riemergere nelle opere.
L’artista definisce la bottega «il luogo dove raccolgo le cose, che mi piacciono per qualche strano motivo». Osservare e maneggiare questi elementi precede la loro trasformazione, attraverso un processo di ricerca sulle forme e sulle possibilità della ceramica.
La sperimentazione comprende anche le stampanti 3D, impiegate nella recente serie “Ikebana”, nella quale precisione tecnologica e gesto artigianale si incontrano. La mostra ascolana offre quindi un punto d’accesso a una ricerca che mantiene aperto il rapporto tra tradizione e nuovi strumenti.
La passione per i vinili avrà invece spazio nel finale: venerdì 16 ottobre, Salvatori proporrà una selezione musicale personale, tra jazz, rock’n’roll, soul, funk e colonne sonore. Il comunicato non indica l’orario d’inizio del dj set.
L’esposizione è realizzata anche grazie al sostegno del Gruppo SCS di Giuseppe Santori e di Floral Designer di Dalila Falgiani.
Il primo appuntamento è il vernissage del 2 ottobre alle 19 al Caffè Meletti. La mostra proseguirà fino al 16 ottobre, offrendo ad Ascoli un’occasione per incontrare la ceramica contemporanea negli ambienti di uno dei suoi locali storici.









