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ENEA aggiorna i vademecum sulle detrazioni per l’efficienza energetica, mentre il Governo valuta il rafforzamento degli incentivi. Dal cambio delle finestre alle pompe di calore, ecco quali lavori rientrano e cosa verificare prima di affrontare la spesa.

Infissi, cappotti termici, tende da sole e sistemi ibridi: il futuro dell’ecobonus interessa chi vuole migliorare l’efficienza della propria abitazione e ridurre i consumi. Il Governo sta valutando un potenziamento delle agevolazioni, con l’ipotesi di riportare alcune detrazioni al 65%, mentre ENEA ha pubblicato l’aggiornamento dei propri vademecum.

La distinzione fondamentale è tra regole già vigenti e misure ancora allo studio. Le nuove guide illustrano gli interventi ammessi, i requisiti tecnici e la documentazione necessaria. La loro pubblicazione, però, non introduce una nuova aliquota fiscale: per modificare le percentuali occorre un intervento normativo.

I documenti, aggiornati a settembre 2026, riguardano numerose categorie, dalla riqualificazione complessiva degli edifici alle schermature solari, fino alla sostituzione degli impianti di riscaldamento. Sono consultabili nella sezione Ecobonus del sito ENEA. 

Il tema è concreto per famiglie e condomìni: la percentuale recuperabile incide sul costo effettivo dei lavori e sulla loro programmazione. Prima di sottoscrivere un preventivo, dunque, bisogna considerare sia le prestazioni dell’intervento sia le condizioni fiscali applicabili.

L’eventuale ritorno al 65% potrebbe cambiare questo equilibrio, ma al momento non può essere considerato un beneficio già acquisito.

Ecobonus 2026 e 2027: le aliquote e l’ipotesi del nuovo 65%

Secondo la tabella ENEA, per le spese sostenute nel 2026 l’ecobonus prevede una detrazione del 50% per l’abitazione principale, quando ricorrono le condizioni richieste, e del 36% negli altri casi.

L’aliquota maggiore spetta al proprietario o al titolare di un diritto reale di godimento che interviene sull’immobile adibito ad abitazione principale. La formula “prima casa”, utilizzata spesso nel linguaggio comune, non basta quindi a descrivere correttamente il requisito.

Per le spese del 2027, le percentuali attualmente previste scendono rispettivamente al 36% e al 30%, salvo successive modifiche legislative. È il calendario riportato anche dall’Agenzia delle Entrate. 

Un esempio aiuta a capire la differenza: su 10.000 euro di spesa integralmente agevolabile, il 50% corrisponde a una detrazione teorica di 5.000 euro, mentre il 36% equivale a 3.600 euro. Restano da rispettare massimali, requisiti e condizioni di fruizione.

Sul possibile rafforzamento degli incentivi è intervenuto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che il 1° ottobre 2026 ha indicato l’efficientamento energetico tra gli ambiti sui quali lavorare, richiamando la flessibilità europea. 

Non sono però ancora definiti il testo della misura, le categorie interessate e le eventuali differenziazioni. Perciò non è possibile affermare che tutti i lavori oggi ammessi passeranno automaticamente al 65%.

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Infissi, tende da sole e cappotti: quali interventi rientrano

Tra gli interventi agevolabili figura la sostituzione di finestre comprensive di infissi, ma l’ecobonus richiede precise prestazioni energetiche. Il vademecum ENEA riguarda elementi che separano un volume riscaldato dall’esterno o da ambienti non riscaldati.

Occorre rispettare i limiti di trasmittanza termica, il parametro che misura il passaggio di calore attraverso il serramento. Il semplice acquisto di una finestra nuova non garantisce quindi l’accesso alla detrazione: bisogna verificare caratteristiche del prodotto e condizioni dell’intervento. 

Anche le tende da sole possono rientrare, quando costituiscono schermature solari tecniche conformi ai requisiti. Devono proteggere una superficie vetrata, essere mobili e risultare solidali con l’edificio.

Per queste schermature sono ammessi gli orientamenti da est a ovest passando per sud; sono esclusi quelli verso nord, nord-est e nord-ovest. Le chiusure oscuranti, come persiane e avvolgibili, seguono invece condizioni specifiche e possono essere ammesse per qualsiasi orientamento.

Il cappotto termico rientra nella coibentazione dell’involucro opaco disperdente: l’obiettivo è limitare gli scambi di calore attraverso pareti, coperture o altre strutture interessate.

La tabella ENEA comprende inoltre la riqualificazione globale dell’edificio e gli interventi sulle parti comuni condominiali, anche combinati con la riduzione del rischio sismico. Le percentuali storiche, fino all’85% per determinate opere, non devono essere confuse con quelle applicabili alle nuove spese. 

Pompe di calore, sistemi ibridi e documenti: cosa controllare

Il quadro degli interventi comprende collettori solari termici, pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa e microcogeneratori. Rientrano anche i dispositivi di building automation, destinati alla gestione degli impianti energetici.

Un condizionatore può essere agevolabile nell’ambito degli interventi con pompe di calore, ma non basta che raffreschi l’abitazione: devono essere rispettate le condizioni previste per la categoria.

Per i sistemi ibridi, che associano pompa di calore e caldaia, occorre verificare la conformità dell’intero sistema ai requisiti del relativo vademecum. L’esclusione delle caldaie autonome non va quindi estesa indiscriminatamente a ogni impianto che includa una caldaia.

Dal 2025, infatti, non sono agevolate le sostituzioni degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione.

Prima dei lavori è utile controllare il titolo che consente di accedere al beneficio, i requisiti tecnici, i massimali e la documentazione. Per i privati, i pagamenti richiedono normalmente il bonifico parlante; vanno conservate fatture e certificazioni pertinenti.

La scheda descrittiva dell’intervento deve essere trasmessa a ENEA, ordinariamente, entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, conservando la ricevuta.

La prossima legge di Bilancio sarà il passaggio da seguire per conoscere eventuali nuove aliquote. Fino all’approvazione delle modifiche, la pianificazione economica deve basarsi sulle detrazioni effettivamente vigenti.

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