Un solo veicolo per contribuente, automobili fino a 80 kW e nessun requisito Isee: il decreto introduce un’esenzione straordinaria per il 2027. Ecco quali scadenze rientrano, cosa cambia per moto e ciclomotori e quali indicazioni operative restano da definire.
L’esenzione dal bollo auto nel 2027 riguarda una parte degli automobilisti italiani, ma non equivale all’abolizione della tassa. Per capire se si può beneficiare dell’agevolazione bisogna verificare le caratteristiche del veicolo, chi è tenuto al pagamento e soprattutto la scadenza ordinaria del versamento.
La misura è contenuta nell’articolo 2 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 18 settembre 2026. Il provvedimento introduce disposizioni di sostegno economico legate anche all’aumento del costo dei carburanti.
Il beneficio è riservato alle persone fisiche e può essere riconosciuto per un solo veicolo regolarmente assicurato. Non sono previste soglie di reddito né la presentazione dell’Isee: l’accesso dipende dai requisiti stabiliti dalla norma.
L’Automobile Club d’Italia, attraverso L’Automobile, ha raccolto le risposte ai dubbi più frequenti. Un chiarimento centrale riguarda il calendario: conta quando il pagamento deve essere effettuato, non semplicemente l’anno cui si riferisce il bollo.
Il decreto è comunque soggetto alla conversione in legge: le disposizioni potranno essere modificate durante l’esame parlamentare.
Chi può ottenere l’esenzione: auto fino a 80 kW e un solo mezzo
Per le automobili, l’agevolazione riguarda le persone fisiche tenute a pagare la tassa per vetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. Il limite comprende quindi anche le auto da esattamente 80 kW.
Possono rientrare le ibride e le vetture bifuel benzina-Gpl o benzina-metano, purché rispettino il requisito di potenza. Le auto esclusivamente elettriche non sono comprese in questa specifica esenzione, ma restano ferme le eventuali agevolazioni previste dalla disciplina applicabile.
Per controllare i kilowatt occorre consultare la voce P.2 del Documento unico o della carta di circolazione. Nel caso delle ibride, il riferimento deve essere la potenza rilevante ai fini del bollo, evitando di utilizzare automaticamente quella complessiva pubblicizzata dal costruttore.
Se una persona dispone di più automobili agevolabili, il beneficio riguarda quella con potenza inferiore. A parità di kilowatt, viene individuata la vettura per cui sarebbe dovuta la tassa meno elevata.
Il limite opera sul singolo contribuente, non sulla famiglia: due persone diverse possono ottenere due esenzioni, ciascuna per il proprio mezzo, se entrambe rispettano i requisiti.
Anche leasing e noleggio a lungo termine richiedono attenzione: bisogna verificare che la persona fisica sia effettivamente il soggetto tenuto al pagamento del bollo.
Scadenze, arretrati e motocicli: le differenze da conoscere
L’esenzione interessa i versamenti il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Questa distinzione evita un equivoco: un pagamento dovuto nel 2026 resta obbligatorio anche quando il periodo coperto si estende nell’anno successivo.
Diverso è il caso di un bollo in scadenza a dicembre 2026 con termine ordinario di pagamento a gennaio 2027: può rientrare nell’agevolazione, a condizione che siano soddisfatti gli altri requisiti.
Pagare in ritardo non dà diritto all’esenzione. Un versamento scaduto nel 2026 non diventa agevolabile perché effettuato nel 2027. La norma non introduce una cancellazione degli arretrati.
Per motocicli e ciclomotori alimentati a benzina, anche in combinazione con altre fonti, il beneficio segue regole specifiche. Spetta soltanto quando il contribuente non è tenuto a pagare il bollo per alcuna automobile con potenza pari o inferiore a 80 kW.
Chi possiede un’auto agevolabile e una moto beneficia quindi dell’esenzione sull’automobile. Se invece l’auto supera gli 80 kW, può essere la moto a rientrare, nel rispetto delle condizioni previste.
Tra più motocicli agevolabili viene individuato quello meno potente; a parità di potenza, quello con la tassa inferiore. Tra più ciclomotori, conta la data di prima immatricolazione più remota. Per queste categorie il decreto non ripropone il limite automobilistico degli 80 kW.
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Domanda, assicurazione e regole regionali: cosa verificare
La copertura assicurativa regolare è una condizione espressamente richiesta. Non basta quindi controllare alimentazione e potenza: anche la posizione assicurativa del veicolo deve essere verificata.
Sul piano operativo, individuare per legge il mezzo agevolabile non significa che sia già definita ogni modalità di applicazione. Il decreto non descrive una procedura specifica di domanda: i contribuenti dovranno seguire le indicazioni delle Regioni e degli enti competenti, senza dare per scontata l’automaticità in ogni situazione.
Esiste inoltre una particolarità territoriale. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, il testo prevede l’applicazione dell’esenzione previo accordo con ciascuna autonomia titolare della tassa automobilistica come tributo proprio.
Prima della scadenza sarà utile controllare i dati del veicolo, il soggetto obbligato al pagamento e gli aggiornamenti ufficiali. Per chi ha più mezzi, questa verifica serve anche a evitare di attribuire il beneficio al veicolo sbagliato.
Il risparmio non sarà identico per tutti: dipenderà dall’importo del bollo che sarebbe stato dovuto. Non si tratta dunque di un contributo fisso, ma dell’esonero dal versamento nei casi ammessi.
Infine, dal 2028 il bollo non risulta abolito da questa disposizione. L’intervento riguarda esclusivamente le scadenze ordinarie del 2027: conversione parlamentare e istruzioni operative saranno i prossimi passaggi da seguire.









