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L’esenzione approvata dal Governo riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli. La Fiat Pandina rientra interamente nella misura, mentre per altri modelli sarà decisiva la motorizzazione riportata sul libretto.

La Fiat Panda, oggi proposta nella gamma Pandina, dice addio al bollo auto. La motorizzazione mild hybrid eroga circa 52 kW, restando ampiamente sotto il limite di 80 kW stabilito dal provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri.

Dal 2027, quindi, il proprietario di una Pandina potrà beneficiare dell’esenzione, purché quella sia l’unica vettura per la quale richiede l’agevolazione e il mezzo sia regolarmente assicurato. Il risparmio, nella maggior parte delle Regioni, sarà di circa 130 euro all’anno.

La Panda è soltanto uno dei modelli interessati. Nella platea rientrano numerose utilitarie e vetture compatte molto diffuse in Italia, ma occorre prestare attenzione alle singole motorizzazioni: all’interno dello stesso modello possono esserci versioni esenti e altre che, superando anche di poco gli 80 kW, continueranno a pagare.

Fiat Panda esente dal bollo: quanto si risparmia

La Pandina monta il motore 1.0 mild hybrid da 70 cavalli, con una potenza omologata di circa 51-52 kW. L’intera gamma attualmente basata su questa motorizzazione dovrebbe quindi rientrare nella nuova esenzione.

Per le vetture Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, in molte Regioni il bollo viene calcolato applicando una tariffa di circa 2,58 euro per ogni kW, fino alla soglia dei 100 kW. Moltiplicando questo importo per la potenza della Panda si ottiene un costo annuo vicino ai 132-134 euro.

La cifra effettiva può cambiare in base alla Regione di residenza, alla classe ambientale e alle eventuali agevolazioni locali. Il risparmio indicato deve pertanto essere considerato una stima.

La Panda continua a essere il modello simbolo del mercato italiano. La sua presenza nella platea delle auto esenti contribuisce a spiegare perché il Governo stimi di raggiungere oltre il 70% delle vetture di piccola e media potenza.

La nuova misura riguarderà un solo veicolo per persona. In una famiglia con due auto intestate a due componenti differenti, entrambi potrebbero beneficiare dell’esenzione, se ciascun mezzo rispetta i requisiti. Se invece due vetture sono intestate alla stessa persona, soltanto una dovrebbe essere ammessa al beneficio.

Le auto che non pagheranno più il bollo dal 2027

La discriminante non è la cilindrata, il tipo di alimentazione o il prezzo della vettura, ma la potenza massima riportata alla voce P.2 della carta di circolazione. Sulla base delle motorizzazioni più diffuse, tra i modelli potenzialmente esenti figurano:

  • Fiat Panda e Pandina 1.0 Hybrid, circa 51-52 kW: risparmio stimato di 132-134 euro;
  • Fiat 500 Hybrid, circa 48 kW: risparmio vicino a 124 euro;
  • Dacia Sandero e Sandero Stepway, nelle versioni TCe da 67 kW ed ECO-G da 74 kW: risparmio compreso tra 173 e 191 euro;
  • Renault Clio TCe 90, con 67 kW: risparmio stimato di circa 173 euro;
  • Volkswagen Polo, nelle versioni da 59 e 70 kW: risparmio indicativo tra 152 e 181 euro;
  • Kia Picanto, con motori da circa 46 o 58 kW: beneficio compreso tra 119 e 150 euro;
  • Hyundai i10, nelle motorizzazioni inferiori agli 80 kW: risparmio stimato tra 119 e 170 euro, a seconda della versione;
  • Toyota Aygo X 1.0 benzina da circa 53 kW: risparmio vicino a 137 euro;
  • Citroën C3 Turbo 100 da 74 kW e Lancia Ypsilon Hybrid da 74 kW: risparmio indicativo di circa 191 euro.

L’elenco è esemplificativo e non esaustivo. Può comprendere anche modelli non più presenti nei listini ma ancora molto diffusi nel parco circolante, purché la potenza indicata sul libretto non superi la soglia fissata.

Per Dacia Sandero, Renault Clio, Volkswagen Polo e Citroën C3 non tutte le versioni saranno necessariamente esenti. Le configurazioni più potenti dovranno continuare a pagare il tributo.

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Attenzione alla soglia: con 81 kW il bollo resta

La soglia degli 80 kW deve essere interpretata in modo rigoroso. Un’automobile con potenza pari a 80 kW rientra nell’esenzione, mentre una vettura con 81 kW ne resta esclusa, salvo eventuali modifiche nel testo definitivo.

Questo significa che non basta conoscere il nome commerciale del modello. Una stessa auto può essere venduta con motori tradizionali, mild hybrid, full hybrid o elettrici caratterizzati da potenze differenti.

Tra gli esempi di vetture o versioni che possono superare il limite figurano le motorizzazioni più potenti di Volkswagen Polo, Renault Clio, Dacia Sandero Stepway e Citroën C3. Anche diversi modelli apparentemente cittadini, come alcune versioni ibride di nuova generazione, possono oltrepassare gli 80 kW.

Il controllo più affidabile si effettua sulla carta di circolazione. Alla voce P.2 è riportata la potenza netta massima espressa in kilowatt. Non bisogna fare riferimento soltanto ai cavalli dichiarati nelle pubblicità: 80 kW corrispondono a circa 109 CV, ma le conversioni e gli arrotondamenti commerciali possono generare dubbi.

Per le auto elettriche la situazione richiede un’attenzione ulteriore. Alcune Regioni prevedono già esenzioni temporanee o permanenti dal bollo. Il nuovo beneficio potrebbe quindi non determinare un risparmio aggiuntivo immediato per chi già non paga la tassa in base alla normativa locale.

Quando scatterà l’esenzione e cosa fare adesso

La misura approvata dal Governo si applicherà nel 2027 e, nella sua formulazione iniziale, avrà durata annuale. L’Esecutivo ha annunciato l’intenzione di renderla strutturale, ma saranno necessarie ulteriori coperture finanziarie per confermarla negli anni successivi.

Secondo la bozza del provvedimento, l’intervento interesserà circa 14,5 milioni di auto e motocicli, con un costo stimato di 2,36 miliardi di euro.

L’Aci ha accolto positivamente la decisione, ma per conoscere le procedure operative bisognerà attendere il testo definitivo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e le indicazioni delle Regioni.

Nel frattempo, i bolli in scadenza nel 2026 devono essere regolarmente pagati. L’annuncio non cancella gli arretrati e non sospende i versamenti già dovuti.

La verifica decisiva resta semplice: prendere il libretto, cercare la voce P.2 e controllare la potenza. Se il valore è pari o inferiore a 80 kW, l’auto dovrebbe rientrare nella nuova esenzione. Se è superiore, anche soltanto di un kilowatt, il bollo continuerà a essere dovuto.

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