Caporedattrice della redazione Scienze dal maggio 2025, aveva lavorato a lungo agli Esteri e condotto rubriche e notiziari. Scrittrice e appassionata di fotografia, affiancava al giornalismo l’impegno per l’ambiente e la tutela degli animali.
È morta a 57 anni Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2, dove lavorava dal 2000. Dal maggio 2025 guidava come caporedattrice la redazione Scienze, dopo un percorso professionale che l’aveva portata a occuparsi di informazione internazionale, reportage e conduzione televisiva.
La notizia della scomparsa è stata diffusa il 18 ottobre 2026. La Rai ha espresso cordoglio per una professionista che aveva contribuito per oltre vent’anni al lavoro della testata, attraversando ambiti diversi dell’informazione. Nata a Roma il 28 gennaio 1969, Ruggeri si era laureata in Lettere moderne all’Università La Sapienza. Aveva iniziato a lavorare negli anni Novanta nelle emittenti radiofoniche e televisive della Capitale, prima dell’approdo al servizio pubblico.
Alla carriera giornalistica aveva affiancato quella di scrittrice, dedicandosi a saggi e opere narrative. Nel febbraio 2026 era uscito il suo libro su Ferdinand Porsche.
Il suo impegno comprendeva anche attività associative: aveva fondato e presieduto per vent’anni Il Rifugio delle Code Felici, organizzazione impegnata contro il randagismo, ed era vicepresidente di Greenaccord.
Nei messaggi di ricordo, colleghi e istituzioni hanno richiamato proprio questo intreccio tra professione e attenzione sociale. Il cordoglio è stato rivolto alla famiglia, con un pensiero particolare alla figlia.
Christiana Ruggeri, dagli esordi nelle emittenti romane al Tg2
L’ingresso al Tg2 nel 2000 aveva segnato l’inizio della parte più lunga della carriera di Christiana Ruggeri. Nel corso degli anni aveva svolto attività redazionale, realizzato approfondimenti e maturato esperienza davanti alle telecamere.
Per molto tempo aveva lavorato nella redazione Esteri, seguendo l’attualità internazionale e firmando numerosi reportage. A questa attività si era aggiunta la conduzione, che l’aveva resa un volto riconoscibile della testata.
Il debutto risaliva al 2005, con la rubrica “Tg2 Mistrà”. Successivamente aveva condotto per quattro stagioni “Tg2 Costume e Società”, oltre a diverse edizioni del telegiornale nel fine settimana.
Queste esperienze avevano scandito un percorso articolato, tra il racconto degli avvenimenti internazionali e l’approfondimento dei cambiamenti nella società.
Dal maggio 2025, l’incarico di caporedattrice della redazione Scienze aveva aggiunto una nuova responsabilità alla sua attività nel servizio pubblico.
Nella nota diffusa dopo la scomparsa, la Rai ha ricordato il contributo offerto prima agli Esteri e poi alla guida della redazione scientifica, sottolineandone professionalità e passione.
L’azienda ha inoltre richiamato l’attenzione di Ruggeri verso temi sociali, tutela degli animali e valorizzazione dei territori: interessi presenti anche nelle attività svolte fuori dalla redazione.
Il profilo che emerge dai ricordi unisce quindi il lavoro quotidiano del telegiornale alla realizzazione di contenuti più ampi, costruiti attraverso reportage, approfondimenti e scrittura.
I libri, la fotografia e l’impegno per l’ambiente
Accanto al giornalismo televisivo, Christiana Ruggeri aveva sviluppato un’attività editoriale. L’ultima pubblicazione ricordata nelle notizie sulla sua scomparsa è “Ferdinand Porsche. Un genio capace di sognare”, uscito nel febbraio 2026 per Giorgio Nada Editore, presente anche nel catalogo Giunti.
Il volume ripercorre in forma narrativa la biografia del progettista automobilistico, dall’infanzia al lavoro nell’ingegneria. Il titolo testimonia un interesse per il racconto delle persone e dei loro percorsi, attraverso una forma diversa dal servizio televisivo.
Ruggeri era inoltre appassionata di fotografia, un’attività che affiancava alla scrittura e alla professione giornalistica.
L’attenzione per gli animali aveva trovato espressione nella fondazione del Rifugio delle Code Felici, onlus dedicata alla lotta al randagismo, che aveva presieduto per vent’anni.
L’impegno ambientale passava invece anche da Greenaccord, associazione attiva nell’informazione sui temi ecologici. Il suo ruolo di vicepresidente risulta nella composizione del direttivo pubblicata dall’organizzazione.
La partecipazione alle iniziative associative aveva accompagnato il lavoro in Rai. Nel programma del Forum internazionale Greenaccord di Treviso del marzo 2026, Ruggeri figurava come moderatrice della sessione di apertura.
Giornalismo, divulgazione e impegno civile costituivano così parti riconoscibili del suo percorso. Sono gli stessi aspetti richiamati nei messaggi di cordoglio, che ne ricordano l’attività professionale insieme alla sensibilità verso persone, ambiente e animali.
Il cordoglio della Rai e il ricordo di Unirai Figec
La Rai ha espresso «profondo cordoglio» per la morte della giornalista, ricordandola come autrice di reportage e approfondimenti capaci di affrontare argomenti di rilievo con competenza e sensibilità.
Il messaggio dell’azienda si rivolge alla redazione del Tg2, ai colleghi e ai familiari, con particolare vicinanza alla figlia.
Anche Unirai Figec ha partecipato al dolore della famiglia e della testata. Il sindacato ha ricordato l’attenzione di Ruggeri al sociale, il legame con gli animali e il rapporto con il Friuli Venezia Giulia.
A questa regione aveva recentemente dedicato una puntata di “Tg2 Dossier”, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Un lavoro richiamato nel messaggio sindacale come testimonianza della sua attenzione alla memoria e ai territori.
I ricordi pubblicati nelle ore successive alla notizia restituiscono un’attività sviluppata su più fronti: l’informazione quotidiana, la conduzione, i reportage, i libri e l’associazionismo.
La sua esperienza al Tg2 aveva attraversato oltre due decenni di servizio pubblico, dagli esordi nella testata fino alla responsabilità della redazione Scienze.
È a questo percorso, professionale e personale, che fanno riferimento le attestazioni di vicinanza rivolte alla famiglia e ai colleghi che avevano condiviso con lei il lavoro.









