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Nel 2025 registrati 9.641 accessi per condizioni direttamente correlate alle droghe: il 10% riguarda minorenni. SIPaD segnala consumi più complessi e difficoltà nei servizi, mentre cresce l’attenzione verso le nuove molecole sintetiche.

Quasi diecimila accessi al pronto soccorso in un anno, nuove sostanze in circolazione e bisogni assistenziali sempre più articolati. È il quadro presentato dalla Società Italiana Patologie da Dipendenza, SIPaD, che richiama i dati della Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze.

Nel 2025, i pronto soccorso italiani hanno registrato 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, con un aumento del 15% rispetto al 2024. Il 10% degli accessi riguardava minorenni.

Nello stesso anno, il sistema nazionale di allerta ha identificato 92 nuove sostanze psicoattive circolanti in Italia. La formulazione è importante: il dato non significa necessariamente che 92 droghe siano state inventate o introdotte per la prima volta sul mercato italiano durante quei dodici mesi.

Le nuove sostanze psicoattive costituiscono infatti una categoria di monitoraggio. Il numero descrive le molecole individuate dal sistema, non direttamente quanti consumatori le abbiano utilizzate.

«Non possiamo più leggere le dipendenze attraverso un unico modello», ha dichiarato il presidente SIPaD Claudio Leonardi, sottolineando il cambiamento delle sostanze, dei mercati e delle modalità di consumo.

La società scientifica ha diffuso il quadro il 14 ottobre 2026, annunciando anche la nascita di Addiction Academy Italia, iniziativa dedicata alla ricerca e alla formazione degli operatori. 

Pronto soccorso, ricoveri e minorenni: come leggere i numeri

I dati riportati da SIPaD descrivono episodi che possono richiedere interventi sanitari complessi. Quasi la metà dei pazienti presentava una psicosi indotta da sostanze, mentre nell’11% dei casi è stato necessario il ricovero.

Tra i ricoverati, il 17% è stato trasferito in terapia intensiva. Questa percentuale riguarda dunque il gruppo dei pazienti ricoverati, non tutti gli accessi al pronto soccorso.

Anche il dato sui minorenni va collocato correttamente: uno su dieci degli accessi droga-correlati interessa persone sotto i 18 anni. Non significa che il 10% dei minorenni italiani sia arrivato in ospedale per consumo di droghe.

Un’altra distinzione riguarda la parola “accessi”: si tratta di episodi assistenziali, che non possono essere automaticamente tradotti in un numero identico di persone differenti.

Il quadro segnala una pressione crescente sull’emergenza sanitaria, ma non consente da solo di attribuire ogni caso alle nuove sostanze sintetiche. Le condizioni droga-correlate comprendono situazioni differenti e possono coinvolgere anche sostanze già note.

Il tema evidenziato da Leonardi è soprattutto la complessità clinica, associata alla sovrapposizione tra sostanze e altri comportamenti a rischio.

Per il sistema sanitario diventa quindi importante collegare la gestione dell’episodio acuto alla valutazione successiva. Il passaggio dall’ospedale ai servizi territoriali può contribuire a evitare che il contatto con le cure si esaurisca con la sola emergenza.

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Le 92 sostanze identificate e il ruolo del sistema di allerta

Nell’analisi SIPaD dei dati 2025, le 92 nuove sostanze psicoattive identificate risultano in aumento rispetto alle 79 del 2024, pari a circa il 16%.

Tra le principali classi rilevate figurano i cannabinoidi sintetici e semisintetici, che rappresentano il 30%, seguiti dai catinoni sintetici al 17%. Le arilcicloesilamine costituiscono il 10%, mentre fenetilamine e oppioidi sintetici rappresentano ciascuno il 9%.

Queste quote descrivono la composizione delle sostanze individuate: non sono percentuali dei consumatori e non indicano automaticamente il peso di ogni categoria nei ricoveri.

La difficoltà segnalata riguarda la variabilità dei prodotti, della potenza e della composizione. Il nome con cui una sostanza viene proposta non permette necessariamente di conoscere ciò che contiene.

Il Sistema nazionale di allerta, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, serve a raccogliere segnalazioni, svolgere verifiche e diffondere informazioni utili per una risposta tempestiva.

La rete coinvolge centri collaborativi e strutture competenti, mettendo in comunicazione conoscenze di laboratorio e osservazioni provenienti dal territorio. 

L’identificazione di una molecola e il suo inserimento nelle tabelle delle sostanze controllate sono inoltre passaggi differenti. Il monitoraggio può contribuire all’aggiornamento normativo, ma ha anche una funzione immediata di informazione sanitaria.

Per questo la sorveglianza non riguarda soltanto il contrasto alla circolazione: sostiene anche il riconoscimento dei rischi e l’aggiornamento degli operatori.

Servizi sotto pressione: personale, cure e formazione

La crescita degli episodi acuti si inserisce in una rete assistenziale con criticità organizzative. SIPaD richiama una stima della Fondazione GIMBE secondo cui mancano quasi 1.900 professionisti per raggiungere gli standard di personale dei Servizi per le Dipendenze.

Il dato va contestualizzato: deriva da un’analisi pubblicata il 30 ottobre 2025, basata anche sul personale censito nel 2023. Non rappresenta quindi un conteggio aggiornato delle posizioni vacanti nell’ottobre 2026. 

La carenza di risorse può rendere più difficile garantire continuità e tempestività della presa in carico. Non dimostra, però, che l’aumento degli accessi ospedalieri sia causato esclusivamente dalla mancanza di operatori.

La risposta proposta da SIPaD comprende Addiction Academy Italia, realizzata con il Consorzio Universitario Humanitas, per sviluppare aggiornamento professionale, ricerca e divulgazione.

La formazione assume rilievo quando cambiano le sostanze e si intrecciano problemi clinici, psichiatrici e sociali. Deve accompagnarsi alla disponibilità di servizi capaci di seguire le persone nel tempo.

Per chi cerca aiuto, i SerD della propria azienda sanitaria rappresentano il riferimento territoriale da contattare per conoscere modalità di accesso e percorsi disponibili.

In presenza di un’emergenza dopo l’assunzione di sostanze è necessario attivare subito i soccorsi, comunicando ai sanitari ciò che si conosce sui prodotti assunti. Informazioni accurate aiutano la valutazione clinica, soprattutto quando sono coinvolte sostanze diverse o dalla composizione incerta.

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