Il progetto introduce un obbligo più esplicito di prudenza prima dell’attraversamento: verificare che i conducenti abbiano visto il pedone e gli concedano il passaggio. La novità va distinta dalle norme già in vigore: sulle strisce la precedenza resta ai pedoni.
Fermarsi prima di attraversare e verificare di essere stati visti dagli automobilisti: è una delle novità previste nel progetto di revisione del Codice della strada. L’obiettivo è rendere più dettagliati i comportamenti richiesti a chi si muove a piedi, soprattutto quando si accinge a impegnare la carreggiata.
La previsione non deve però essere presentata come un obbligo già operativo. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato il 13 ottobre 2026 il passaggio del nuovo testo in Consiglio dei ministri: l’approvazione governativa non coincide, da sola, con l’applicabilità delle disposizioni ai cittadini.
Nel progetto, al pedone viene chiesto di accertarsi che i conducenti in arrivo abbiano percepito la sua presenza e stiano rallentando o fermandosi per lasciarlo passare.
Questo dovere di prudenza non equivale alla cancellazione della precedenza sulle strisce. Le responsabilità di chi guida restano centrali, considerata la vulnerabilità delle persone a piedi.
Per comprendere cosa potrebbe cambiare occorre quindi distinguere il contenuto della riforma dagli articoli 190 e 191 attualmente vigenti, che disciplinano rispettivamente il comportamento dei pedoni e gli obblighi dei conducenti.
È una distinzione importante anche per le sanzioni: gli importi associati alle nuove disposizioni non possono essere trattati come multe già applicabili prima dell’efficacia del provvedimento.
Prima delle strisce: fermarsi e verificare che l’auto rallenti
La novità consiste nel descrivere una sequenza di comportamenti prima dell’attraversamento: fermarsi, rendersi riconoscibili e verificare la reazione dei veicoli in arrivo.
L’approfondimento pubblicato da L’Automobile, testata ACI, sulla bozza illustrava anche la necessità di evitare, durante il passaggio, movimenti improvvisi o cambi repentini di traiettoria, salvo quelli imposti da una situazione di pericolo.
Il principio è rendere più prevedibile l’attraversamento. La presenza delle strisce non elimina infatti la necessità di osservare il traffico, così come l’attenzione del pedone non solleva l’automobilista dall’obbligo di concedere la precedenza.
La formulazione definitiva sarà decisiva per comprendere come dovrà essere valutata la condotta. Non basta il titolo di una notizia per stabilire automaticamente chi abbia torto o ragione in caso di incidente.
Anche le versioni precedenti del progetto richiedono attenzione. Alcune disposizioni discusse durante la consultazione sono state modificate: il MIT ha precisato il 14 ottobre che sono state rimosse le proposte di sanzionare specificamente i pedoni per l’uso dello smartphone durante l’attraversamento.
Non è quindi corretto riproporre tutte le ipotesi delle prime bozze come contenuto definitivo.
Per chi cammina, resta utile mantenere l’attenzione sul contesto e controllare che i veicoli stiano effettivamente concedendo il passaggio. Per chi guida, l’avvicinamento alle strisce richiede già oggi una condotta adeguata alla presenza dei pedoni.
Nuovo Codice della strada 2026: cosa cambia per patenti, multe e minicar
Le regole già in vigore: attraversamenti, cento metri e autobus
L’articolo 190 del Codice della strada stabilisce che i pedoni devono utilizzare attraversamenti pedonali, sottopassaggi e soprapassaggi.
Quando questi non esistono oppure distano più di cento metri, è possibile attraversare la carreggiata in senso perpendicolare, prestando l’attenzione necessaria a evitare pericoli per sé e per gli altri.
Sono già vietati l’attraversamento diagonale delle intersezioni e quello di piazze e larghi fuori dagli attraversamenti esistenti, anche quando questi siano più lontani del limite indicato.
La norma vieta inoltre di passare davanti ad autobus, filobus e tram fermi alle fermate. È una situazione particolarmente delicata perché il mezzo può ostacolare la visuale di chi attraversa e di chi sopraggiunge.
In una zona sprovvista di attraversamenti, il pedone che si accinge a entrare sulla carreggiata deve dare la precedenza ai conducenti.
Questo non autorizza però chi guida a ignorare una persona già sulla strada. L’articolo 191 impone di consentire al pedone che abbia iniziato l’attraversamento di raggiungere il lato opposto in sicurezza.
La disciplina distingue quindi il momento precedente all’ingresso sulla carreggiata dalla protezione di chi la sta già attraversando.
Per i cittadini, conoscere queste differenze permette di evitare due errori: pensare che si possa attraversare ovunque con la stessa precedenza oppure ritenere che, fuori dalle strisce, il conducente non abbia più obblighi di sicurezza.
La precedenza resta ai pedoni: cosa devono fare gli automobilisti
Quando il traffico non è regolato da agenti o semafori, l’articolo 191 impone ai conducenti di rallentare gradualmente e fermarsi per dare precedenza ai pedoni che transitano sulle strisce o si trovano nelle loro immediate prossimità.
La tutela non comincia quindi soltanto quando una persona è già al centro della carreggiata. La disposizione riguarda anche i veicoli che svoltano in una strada al cui ingresso si trova un attraversamento.
Sono previste inoltre attenzioni specifiche per persone con disabilità, bambini e anziani, rispetto ai pericoli ragionevolmente prevedibili nella situazione concreta.
Il contesto resta grave: secondo Istat, nel 2025 sono morti 419 pedoni, con una diminuzione del 10,9% rispetto al 2024. Il calo non elimina il peso degli investimenti sulla sicurezza stradale.
La riforma interviene dunque su comportamenti che riguardano utenti con livelli di protezione molto diversi. L’eventuale nuovo obbligo di prudenza dovrà essere letto insieme ai doveri di chi conduce un veicolo.
Al 16 ottobre 2026, il punto pratico è questo: le novità progettate non vanno confuse con le regole già efficaci. Per conoscere decorrenza, formulazione e sanzioni definitive servirà seguire gli atti ufficiali.
Nel frattempo, restano applicabili gli obblighi attuali: attenzione nell’attraversamento e precedenza ai pedoni sulle strisce e nelle loro immediate vicinanze.









