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FERMO – Profonda preoccupazione per il futuro dei servizi sanitari del fermano e netta contrarietà ai provvedimenti previsti dalla Regione Marche per il contenimento della spesa in tale settore. È questa la posizione espressa dalla Giunta Provinciale che ha criticato il metodo seguito dall’Asur e dalla Regione, privo di una programmazione volta a ridurre gli sprechi e i privilegi e a salvaguardare bisogni e diritti essenziali. La previsione di tagli indiscriminati non solo verrebbe attuato un sostanziale ridimensionamento della sanità fermana nel suo complesso, ma verrebbero stravolte anche le linee definite dalla stessa Regione Marche col Piano Sanitario Regionale e col Piano di Area Vasta.

Documenti nei quali erano state inserite proposte di trasformazione delle strutture ospedaliere periferiche ritenute dai Sindaci del Fermano in linea con un disegno di integrazione territoriale e fondate su un’analisi delle trasformazioni sociali e dei bisogni socio-sanitari. Con i provvedimenti previsti dalla Regione, al contrario, si andrebbe a modificare la rete dell’assistenza territoriale, aggravando il distacco dell’offerta sanitaria fermana da quella di altri territori marchigiani e contraddicendo palesemente gli impegni assunti per il rafforzamento dell’ area montana che avevano sostenuto l’inserimento di Amandola nell’Area Vasta 4. La Giunta ha invitato dunque la Regione a riconsiderare le sue ultime decisioni e a non ignorare la protesta fondata ed argomentata di tanti Sindaci, delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria, di comitati e cittadini i quali chiedono che non vengano sottovalutati i dislivelli storici tra i territori ed i criteri di fondo da essa stessa definiti nei propri atti di programmazione.