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ASCOLI PICENO – Se il buongiorno si vede dal mattino, la presentazione del programma di mandato di Bruno Bucciarelli riconfermato da qualche giorno alla guida di Confindustria Ascoli sembrerebbe dare qualche speranza alle sorti del Piceno, investito ormai da anni da una crisi senza precedenti. Se non altro per la richiesta, rivolta dal numero uno dell’associazione degli industriali, di un incontro con il premier Enrico Letta e gli onorevoli che rappresentano il territorio “per parlare di quelle problematiche che possono essere sanate solo a livello governativo”. Ma in agenda pone anche incontri con sindacati, istituzioni locali, e momenti di ascolto nei vari territori che caratterizzano la Provincia: capoluogo, vallata e riviera.

Nella lunga esposizione dei punti del suo programma, il leader di Confindustria non lesina critiche nei confronti dei sindacati che spesso non sono riusciti a rendersi interpreti delle istanze provenienti dal mondo dell’impresa, perché questa è al centro della società: “Certi atteggiamenti che ci sono qui non ci sono altrove. Situazioni incresciose createsi nel reintegro di persone in un modo che non avviene in altri territori. Queste pendenze allontanano gli investitori e invece abbiamo l’obbligo di rendere attrattivo il Piceno. Ci sono aziende che hanno chiuso per questo. Io spero che dal confronto serrato possano nascere occasioni di sviluppo. Quando un’impresa va all’estero vuol dire che spesso qui non ha trovato ambiente favorevole per restare: ecco, questo va evitato”. Secondo il numero uno degli industriali piceni: “È necessario aumentare l’attaccamento alla fabbrica di cui spesso abbiamo difettato. Lavorare alacremente anche nel weekend; solo superata la crisi potremo riposarci, ma non in questo momento“.

Lo sguardo sarà comunque rivolto all’internazionalizzazione e all’innovazione, motori del futuro. Infine una nota positiva: “Nonostante tutto qualche segnale di dinamicità nella nostra zona industriale si avverte”. Ebbene pare che ancora qualche timido cenno di appetibilità ci sia. Occorre incentivarlo con lo snellimento della burocrazia “che può colmare – – afferma Bucciarelli – il deficit infrastrutturale che caratterizza il territorio”. Fermo restando che quest’ultimo sia un punto su cui è necessario lavorare e non mollare. L’unico modo per dare respiro immediato è la riduzione del costo del lavoro. Un provvedimento, che, secondo Bucciarelli “è da attuare prima possibile”. A questo va ad aggiungersi la traduzione di protocolli d’intesa in accordi di programma, anche se sul fronte contributi il leader di Confindustria pare scettico: “Credo poco a contributi, ma uno snellimento della burocrazia sì, quello si può fare subito”.