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COMUNANZA – Hanno incrociato le braccia per quattro ore gli operai della Indesit, azienda leader nel settore degli elettrodomestici, fiore all’occhiello dell’industria marchigiana, realtà fiorente che però oggi si trova a fare i conti con una crisi senza eguali e soprattutto che sembra senza fine. Sono 230 i lavoratori del sito di Comunanza a cui l’azienda ha detto in sostanza voi siete di troppo. Un totale di 1.425 esuberi tra dirigenti (25), impiegati delle sedi centrali (150) e operai e impiegati di fabbrica (1.250). Questi i numeri del “Piano di salvaguardia e razionalizzazione” presentato a Roma ai sindacati dalla Indesit Company. Un piano che, secondo l’azienda, punterebbe a rendere più efficiente la struttura del gruppo ma contestato fortemente dai sindacati che oggi hanno indetto 4 ore di sciopero.

Dalle 10 molti si sono ritrovati davanti alla sede del Comune di Comunanza per chiedere alle istituzioni di fare tutto il possibile per evitare il licenziamento, una delegazione avrebbe raggiunto anche la Prefettura di Ascoli dove nelle stesse ore si svolgeva il sit in dei lavoratori Haemonetics. Quella della Indesit è una realtà che abbraccia tutta la provincia Picena, con i suoi 600 dipendenti un quinto dei quali residenti proprio a Comunanza e gli altri provenienti dagli altri comuni del comprensorio era l’ultima ancora di speranza a cui si abbracciava il Piceno e tutta la Regione. L’ Indesit vista come gradino dal quale ripartire, la fiducia che l’eccellenza ancora poteva reggere. E invece la Indesit non ce la fa a competere con l’economia globalizzata e assaggia la dolce opportunità della delocalizzazione per abbattere i costi. Ma i numeri degli esuberi stridono dinanzi ai 70 milioni d’investimenti annunciati dall’azienda. In ballo c’è il futuro dello stabilimento ascolano e questa ipotesi si fiuta nonostante l’ottimismo del sindaco di Comunanza Domenico Annibali che evidenzia come “la volontà dell’ azienda non sia quella di licenziare”. Intanto il deputato ascolano Luciano Agostini ricorda l’interrogazione presentata da alcuni Parlamentari al governo “per capire quali azioni intenda intraprendere per arginare la crisi del comparto del bianco. Iniziative che non potranno esaurirsi con la semplice cassaintegrazione”.