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ASCOLI PICENO – Nessuna sorpresa dall’indagine Excelsior sull’occupazione di Unioncamere e Ministero del Lavoro in merito alla crisi del sistema produttivo marchigiano. Alla fine di quest’anno senza lavoro rimarrano in 22.330 contro quindicimila assunzioni. Le imprese marchigiane alla fine di dicembre perderanno 7.420 posti di lavoro rispetto ai 4.480 scomparsi del 2012. Particolarmente pesante la situazione nell’edilizia. Maglia nera ad Ancona con 3.220 posti di lavoro in meno, seguita da Pesaro e Macerata con 1.380, Ascoli con -830 e Fermo con 610.

 

Sembra proprio allora che la nostra regione non sia adatta ai giovani in cerca di lavoro. Le aziende che assumono preferiscono gli ultratrentenni che nel 2013 coprono il 67,7 per cento della nuova forza lavoro. I giovani con meno di 30 anni quest’anno rappresentano soltanto il 36,3 per cento delle assunzioni, cifra che nell’industria scende al 25,3 per cento e nelle costruzioni rappresenta appena il 18,4 per cento. Anche le donne sono sfavorite dalla crisi, che nel 2013 rappresenteranno solo il 38% dei nuovi posti di lavoro. Altra categoria a rischio è quella degli immigrati: soltanto l’11,7 delle imprese prevede di assumere personale immigrato rispetto al 18,3 dell’anno precedente. In flessione anche al domanda di personale non qualificato, che si ferma al 10,2 per cento dei 14.920 neoassunti.

 

Quali i titoli di studio più richiesti? A livello universitario le lauree a indirizzo economico, ingegneristico, sanitario e paramedico mentre per quanto riguarda i diplomi e le qualifiche professionali, i più richiesti sono i titoli ad indirizzo meccanico, moda, turistico e alberghieroLe professioni più gettonate? I commessi (670 nuove assunzioni), gli operai specializzati (510), magazzinieri (490), addetti alle pulizie (480), muratori (420), camerieri (340), cuochi (300), contabili (370), venditori (170).

“Le imprese che sono più propense ad assumere – sostiene il presidente Adriano Federici – sono quelle che hanno una vocazione maggiore all’internazionalizzazione. Questo perché il mercato internazionale, più dinamico di quello interno, debole e in recessione, permette e permetterà alle aziende esportatrici di incrementare la produzione e di assumere di conseguenza nuovo personale. In quest’ottica sarebbe utile la formazione di manager ed esperti che sappiano gestire i processi di internazionalizzazione e di conoscenza dei mercato esteri, con piena padronanza non solo dell’inglese ma delle lingue dei Paesi emergenti dal russo all’arabo al cinese”.

In particolare, le imprese esportatrici delle Marche, che sono il 12,1 per cento del totale, avranno necessità di effettuare nuove assunzioni nel 23,4 per cento dei casi per complessive 2.960 nuove assunzioni, contro una quota del 12,1 per cento delle imprese che non vanno sui mercati esteri.

Un altro fattore determinante per lo sviluppo delle imprese è l’innovazione. Le aziende che hanno introdotto nuovi prodotti o servizi, hanno anche generato una maggiore disponibilità di posti di lavoro. Oltre un’impresa innovatrice su cinque (il 21,5%) assumerà personale nel 2013, per 3.360 muovi posti di lavoro. La provincia che assorbirà il maggior numero di occupati è Pesaro con 4.150 neo assunti. Seguono Ancona (4.060) , Macerata (2.720) , Ascoli Piceno (2.390) e Fermo (1.610).