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ASCOLI PICENO – “Noi continuiamo a credere fortemente al rapporto con l’Università”, questo il commento del sindaco Guido Castelli al termine dell’assemblea tenutasi tra i soci del Consorzio Universitario Piceno. Lo stesso primo cittadino ha illustrato le varie novità decise in sede di assemblea appunto.
LE NOVITA’ – “Abbiamo preso atto della fuoriuscita della Provincia di Ascoli dal Consorzio, motivata alla luce della legge 56 di riforma delle Province, nel presupposto che la Provincia, non avendo la cultura e comunque l’organizzazione universitaria tra le proprie funzioni, non poteva più partecipare utilmente ad un consorzio. – afferma Guido Castelli – Ma la fuoriuscita è anche del Comune di Spinetoli. Quindi, abbiamo riclassificato le percentuali di partecipazione degli enti residui al consorzio stesso. La tecnica che abbiamo usato è stata di quella di svalutare il valore delle quote e senza esborsi ulteriori, di accrescere il valore percentuale della partecipazione degli enti che hanno ritenuto di mantenere in vita il Consorzio Universitario Piceno”.
LA SITUAZIONE ATTUALE – Quindi, se prima la situazione era di questo tenore: Ascoli Piceno 38%, Provincia di Ascoli 34%, San Benedetto del Tronto 20%, Spinetoli 3%, Unione dei Comuni 2% e Folignano 1%, ora invece è così ripartita: Ascoli 61%, San Benedetto del Tronto 33%, Unione dei Comuni 3% e Folignano 1%.
IL RIENTRO DEL DEBITO – La seconda cosa che abbiamo fatto è stata gestire la problematica riferita alla Provincia che era morosa e debitrice di una somma verso il CUP pari 1.534.000 euro. Per cui, è stato  previsto una scansione temporale per il rientro da questo debito e anche una modalità di saldo particolare. La Provincia di Ascoli Piceno, infatti, si impegna a cedere per un valore di 350mila euro l’immobile di via Tornasacco, che attualmente ospita alcuni uffici provinciali, e che quindi entra nel patrimonio del Consorzio. La metodologia è stata validata dalla Corte dei Conti.
IL PROTOCOLLO D’INTESA – Ora noi abbiamo il compito di andare in Consiglio ad asseverare questi provvedimenti e per riclassificare le quote. Per quanto riguarda il Comune di Ascoli sarà il 22 dicembre il Consiglio che approva la nuova ripartizione consortile. “Abbiamo anche approvato – dichiara il sindaco introducendo l’altra novità – anche un Protocollo d’intesa che di fatto, considerato che ormai sono rimasti i Comuni di Ascoli e di San Benedetto nel CUP, impegna a sviluppare uno studio per capire se le relazioni con l’Università, che attualmente passano attraverso la formula consortile, non sia il caso di superarla come forma, prevedendo una contrattualizzazione e un rapporto diretto tra Comuni e Università”.
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