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Cino Del Duca: il 25 luglio ricorre il 120° anniversario della nascita del celebre imprenditore, editore, produttore cinematografico e filantropo marchigiano, che fu anche Presidente onorario dell’Ascoli Calcio negli Anni Cinquanta e Sessanta.

Pacifico Del Duca (questo il suo vero nome) nacque a Montedinove il 15 luglio 1899, qualche mese dopo rispetto alla squadra bianconera (fondata il 1° novembre 1898); inoltre, lo Stadio di Ascoli Piceno porta il nome di Cino Del Duca e di suo fratello Lillo. Sempre ad Ascoli, la via che interseca Corso Trento e Trieste (collegando Piazza del Popolo e Piazza Arringo ) è intitolata proprio a Cino Del Duca.

L’illustre personaggio della Provincia di Ascoli Piceno ha vissuto e operato soprattutto in Francia, dove è noto per aver fondato diversi periodici e per aver svolto un’attività filantropica e di sostegno alla cultura. È sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise, insieme ad altri importanti figure del mondo della cultura (come Frédéric Chopin, Oscar Wilde, Charles Baudelaire, Maria Callas e Edith Piaf).

Cino Del Duca: 120 anni fa nasceva l’editore e Presidente onorario dell’Ascoli

Se l’Ascoli Calcio ha potuto avere una storia gloriosa, è anche grazie a due importanti personalità: Cino Del Duca e l’indimenticato “Presidentissimo” Costantino Rozzi.

Cino Del Duca, il Presidente mecenate dell’Ascoli, come moltissimi suoi connazionali, negli Anni Cinquanta partì con la classica “valigia di cartone”, legata con lo spago, da Montedinove, piccolo paese in Provincia di Ascoli Piceno, per andare a far fortuna a Parigi. Nella capitale francese, Del Duca seppe creare un vero e proprio impero economico, tra editoria, attività benefiche e produzione cinematografica.

Il Signor Del Duca, anzi Monsieur Del Duca, era appassionato di calcio e, raccogliendo l’invito del nipote Mario Benvenga e di altri ascolani, decise di sostenere la squadra della sua terra di origine che, nella stagione 1954-55, aveva toccato il punto più basso ed era retrocessa in Promozione. E così, da Parigi, Del Duca, nella sua veste di Presidente onorario, ogni anno inviava un contributo economico, che i dirigenti ascolani utilizzavano per gestire la società bianconera.

Limitando le spese (costi di gestione, ingaggi dei calciatori, trasferte e via dicendo), con gli incassi delle partite e il contributo del patron italo-francese, quei dirigenti bianconeri riuscirono quasi sempre a pareggiare il bilancio. Nel campionato 1958-59, la Del Duca Ascoli, quarta classificata, venne ripescata in Serie C al posto del Viareggio, travolto da una grave crisi finanziaria.

Si passò dal vecchio Campo “Squarcia” al nuovo “Stadio delle Zeppelle” (che, successivamente, verrà intitolato proprio a Cino del Duca e a suo fratello Lillo). Il nuovo Stadio fu inaugurato nel 1962, con la partita Italia-Inghilterra Dilettanti, vinta 1-0 dagli Azzurri. La Del Duca Ascoli, così facendo, militò dignitosamente nel campionato di Serie C. Riuscì a mantenersi nella categoria, a volte soffrendo fino all’ultima giornata, qualche altra volta togliendosi delle soddisfazioni sportive.

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