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Gaetano Rinaldi, presidente della sezione ascolana “William Scalabroni” di Italia Nostra, lancia una proposta: creare il “Parco culturale e ambientale del Monte Ascensione, dei Geo-siti e dei Calanchi”.

La proposta è stata formalizzata in una lettera inviata al Sindaco di Ascoli Piceno, al Presidente della Provincia, all’Assessore alla cultura della Regione Marche e al Soprintendente  Marche Sud.

Riportiamo il testo della lettera avvisando, per correttezza di informazione, che l’interessante e condivisibile proposta di Italia Nostra non potrà influenzare positivamente la scelta, da parte del Mic, della Capitale della Cultura 2024. Tale scelta, infatti, viene effettuata in base al progetto che l’Amministrazione comunale di Ascoli Piceno ha presentato nello scorso mese di ottobre 2021.

La lettera della sezione ascolana di Italia Nostra

“Ascoli , Capitale della Cultura 2024: ll Parco Culturale ed Ambientale del Monte dell’Ascensione, dei  Geo-Siti e dei Calanchi. I valori di un fascino irripetibile da riscoprire per rendere più competitiva la candidatura della Città delle Cento Torri.

A nord di Ascoli si erge in splendida solitudine, con un profilo misterioso e frastagliato, il Monte dell’Ascensione. Simile a  un’immensa onda anomala, prodotta dall’impatto delle ondulate fantastiche colline picene con l’imponente parete del Colle San Marco e della Montagna dei Fiori, che si eleva maestosa  a sud della città delle Cento Torri.

Questo  mitico luogo non colpisce per una bellezza esuberante, ma ti conquista con la luminosità diffusa, la vegetazione lussureggiante. La profondità armoniosa dei paesaggi, la complessità  dei contrasti.

Ed invita alla contemplazione e a una dolce riposante meditazione.

Lento deve essere l’andare a piedi lungo i sentieri che seguono, tra un tripudio di colori, le accoglienti vallette il cui lieve pendio conduce al luminoso crinale. Oltre il crinale si svela un mondo diverso, con crepacci lunari, grige ferite della terra senza un filo d’erba, dove si nascondono fossi misteriosi in cui s’annidano attimi di mistero, rinverditi dall’inaspettato scorrere di rivoli di limpide trasparenti acque.

Oltre, più in alto, vicino alle cime frastagliate, rimangono lembi di antiche foreste che nascondono vicende fiabesche, caverne di negromanti, leggende pagane, il fantasma  ancora piangente della giovane Polisia. Il ricordo di anacoreti penitenti.

E, oltre l’intrico impenetrabile dei boschi, si stendono freschi verdi prati, aperti alla visione di spettacolari catene montuose sovente coperte da un manto di candida neve. Dove greggi numerose ancora brucano la tenera erba.

Poi, scendendo giù ai piedi del monte, è commovente percorrere dolcemente i sentieri e le strade  per raggiungere gli antichi borghi, dove sovente ci colpisce la presenza di resti di torri e di porte antiche, di chiese e pievi isolate ricche di affreschi che ne coprono interamente le pareti.

Per raggiungere, poi, Castel di Croce, che, quasi per incanto, appare su un pronunciato solitario rilievo da cui lo sguardo si dilata verso spazi infiniti. In un’atmosfera irreale e astratta che invita al silenzio e produce una appagante pace interiore.

Eppure urge continuare il percorso, tra vallette in cui palpita la lussureggiante vegetazione, con lo sguardo che segue l’armonioso ondulare delle dolci colline che si dilatano, a perdita d’occhio, all’infinito.

Per arrivare, infine, al termine di questo fantastico itinerario sino al Piazzale di Castignano.  

Qui può terminare  il viaggio di conoscenza e di purificazione. Guardando, dai quattro angoli del terrazzo, ancora una volta il paesaggio che toglie il respiro. Prima di entrare nell’antica chiesa e ammirare, privi ormai di parole e appagati, il commovente affresco del Giudizio Universale.

E’ questo il Parco Culturale e Ambientale, che Italia Nostra propone.

Un angolo sorprendente a due passi dalla città, che merita di essere conservato integro e reso fruibile in maniera riposante e responsabile, utilizzando e mettendo in rete le costruzioni già esistenti senza realizzarne altre che priverebbero il sito del suo fascino inarrivabile. Recuperando le case dei borghi, sovente ora in condizione di abbandono.  Eliminando le tante superfetazioni e le immonde baracche che deturpano gli angoli più pregiati; recuperando gli antichi sentieri e rendendo sicuri quelli ancora esistenti per consentirne una fruizione comoda e lenta.

Incentivando il ritorno all’attività agricola che privilegi la coltivazione, con metodi tradizionali e biologici,  delle produzioni come l’anice verde di Castignano e il vino cotto di Morignano. Favorendo anche la realizzazione degli “orti urbani”; adottando le stesse procedure della civile Ferrara vincolando il sito con il sistema dell’“Addizione Verde”. 

Realizzando, infine,  un parco pubblico per salvaguardare, in maniera rigorosa, almeno  gli angoli più pregiati e permettere la fruizione dei punti di osservazione più spettacolari.

E’ certo che la realizzazione di queste proposte assicurerebbe l’integrità di un angolo stupefacente del territorio piceno e, nel contribuire a uno sviluppo economico inimmaginabile, favorirebbe di certo la creazione di buoni posti di lavoro per i giovani volenterosi e contribuirebbe sicuramente a favorire l’esito positivo nella gara della candidatura di Ascoli a Capitale della Cultura per il 2024.        

Gaetano Rinaldi – Presidente della Sezione di Italia Nostra di Ascoli Piceno”.

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