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Enel Green Power e il progetto TANGO, a Catania la più grande fabbrica europea per produzione di moduli fotovoltaici bifacciali a elevate prestazioni. La Gigafactory aumenterà l’occupazione locale di circa mille posti di lavoro.

Enel, Catania la più grande fabbrica europea di fotovoltaici

Il via di Enel Green Power all’accordo di finanziamento agevolato con l’UE per Gigafactory di pannelli solari in Sicilia. Con il progetto TANGO (iTaliAN pv Giga factOry), la 3Sun di Enel Green Power, con sede a Catania, si prepara a diventare la più grande fabbrica europea. Nello specifico per la produzione di moduli fotovoltaici bifacciali ad elevate prestazioni. La capacità di produzione della fabbrica aumenterà di 15 volte. Fino a 3 GW l’anno dagli attuali 200 MW. Il tutto attraverso un investimento di circa 600 milioni di euro, di cui quasi 118 milioni apportati dal Fondo europeo per l’innovazione in linea con l’accordo firmato lo scorso aprile.

Si stima che la Gigafactory aumenterà l’occupazione locale di circa 1.000 posti di lavoro. Oltre a fungere da catalizzatore per il ripristino della catena del valore del fotovoltaico in Europa. Il progetto promuoverà la tecnologia solare ad alta efficienza di prossima generazione in Europa e contribuirà a ridurre la dipendenza energetica nel continente.

L’investimento

L’investimento totale per la realizzazione della fabbrica da 3 GW ammonta a circa 600 milioni di euro. Di cui all’impegno di EGP Enel Italia si aggiungerà un finanziamento dell’UE per quasi 118 milioni di euro. Si prevede che l’investimento aumenti l’occupazione locale diretta e indiretta, creando circa mille posti di lavoro entro il 2024. Oltre a fungere da catalizzatore per il rilancio di una catena del valore del fotovoltaico in Europa.

Francesco Starace, CEO del Gruppo Enel energy. “Si prevede che l’Europa da sola assorbirà gran parte della domanda aggiuntiva grazie alla grande competitività e convenienza di questa tecnologia. La provenienza degli approvvigionamenti di queste importanti componenti rappresenta un punto debole nella filiera globale. Vediamo la necessità di riequilibrare la sua distribuzione geografica che oggi è eccessivamente dipendente da un’unica fonte in Asia. Questo investimento riporterà 3.000 MW di capacità produttiva l’anno in Europa. Segnerà per l’Italia un grande passo in avanti nel mantenimento della sua leadership tecnologica”.

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