Negli ultimi mesi il nome di Sophie Turner è tornato con forza al centro dell’attenzione internazionale. Attrice diventata celebre in giovanissima età grazie a un ruolo che ha segnato un’epoca televisiva, oggi Turner affronta una nuova fase della sua carriera, più consapevole e ambiziosa. Il progetto che più ha acceso la curiosità del pubblico è senza dubbio quello che la vede legata al personaggio di Lara Croft, una delle figure più iconiche della cultura pop contemporanea.
Sophie Turner non è più soltanto la giovane promessa scoperta da adolescente, ma un’interprete che ha attraversato il successo globale, la pressione mediatica e una profonda evoluzione personale, portando tutto questo dentro i suoi ruoli.
Sophie Turner, dagli esordi al successo mondiale
Nata a Northampton nel 1996 e cresciuta artisticamente nel Regno Unito, Sophie Turner ha raggiunto la fama internazionale interpretando Sansa Stark nella serie HBO Il Trono di Spade. Un ruolo complesso, iniziato quando aveva appena 14 anni e sviluppatosi nel corso di otto stagioni, che l’ha vista trasformarsi da ragazza ingenua a donna forte e consapevole, in parallelo alla sua crescita reale.
Dopo la fine della serie, Turner ha scelto di non rimanere intrappolata in un solo tipo di personaggio. Ha lavorato al cinema con produzioni come X-Men: Dark Phoenix, dove ha interpretato Jean Grey, e in film indipendenti che le hanno permesso di sperimentare registri diversi, meno legati al blockbuster e più attenti alla dimensione psicologica.
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Sophie Turner e la sfida di Lara Croft
Il nome di Sophie Turner è stato accostato con insistenza al nuovo progetto legato a Lara Croft, protagonista della saga Tomb Raider, in una produzione seriale destinata alle piattaforme streaming. Un passaggio delicato, perché Lara Croft non è soltanto un personaggio, ma un simbolo che ha attraversato videogiochi, cinema e immaginario collettivo per oltre venticinque anni.
In passato il ruolo è stato interpretato da Angelina Jolie, che ne ha fatto un’eroina carismatica e fisica, e successivamente da Alicia Vikander, in una versione più realistica e vulnerabile. Il confronto è inevitabile, ma Turner sembra intenzionata a portare una Lara Croft diversa, più introspettiva e meno stereotipata.
Lara Croft, un’icona che cambia con i tempi
Creata nel 1996 come protagonista del videogioco Tomb Raider, Lara Croft è stata una delle prime figure femminili centrali nel mondo del gaming. Archeologa, esploratrice, combattente, nel tempo ha subito una profonda trasformazione, passando da icona iper-stilizzata a personaggio più umano e complesso.
Il nuovo progetto punta proprio su questa evoluzione, raccontando una Lara Croft che affronta non solo pericoli fisici ma anche conflitti interiori. In questo senso, l’esperienza di Sophie Turner con personaggi segnati da traumi e trasformazioni profonde appare particolarmente adatta.
Negli ultimi anni Turner ha dichiarato di voler scegliere ruoli che abbiano qualcosa da dire, evitando la ripetizione e cercando storie capaci di risuonare con il pubblico contemporaneo. La sua Lara Croft potrebbe quindi diventare il simbolo di una nuova fase narrativa per il personaggio, meno legata all’azione pura e più al percorso umano.









