Il 23 gennaio rappresenta una data cruciale per la storia della scienza e della medicina: l’anniversario della prima radiografia eseguita e dimostrata pubblicamente, un evento che ha cambiato per sempre il modo di osservare il corpo umano e di diagnosticare le malattie. Alla base di questa rivoluzione c’è una scoperta nata quasi per caso, nel laboratorio di un fisico tedesco destinato a entrare nella storia.
La prima radiografia e la scoperta dei raggi X
Il protagonista di questa svolta epocale fu Wilhelm Conrad Röntgen, fisico nato nel 1845 a Lennep. L’8 novembre 1895, mentre conduceva esperimenti sui raggi catodici in una stanza completamente oscurata, Röntgen notò che uno schermo ricoperto di platinocianuro di bario iniziava a brillare debolmente, pur non essendo colpito da luce visibile.
Quel fenomeno inatteso lo portò a identificare una nuova radiazione elettromagnetica, capace di attraversare materiali solidi e impressionare le lastre fotografiche. Röntgen la definì “raggi X”, utilizzando la X per indicarne la natura sconosciuta. Poco dopo comprese che questi raggi potevano essere usati per fissare immagini permanenti.
La prima radiografia della storia venne realizzata chiedendo alla moglie Berta di appoggiare la mano su una lastra fotografica. Dopo quindici minuti di esposizione, apparvero chiaramente le ossa della mano e l’anello nuziale: un’immagine destinata a diventare simbolo della medicina moderna.
23 gennaio 1896: la dimostrazione della prima radiografia
Il 23 gennaio 1896 Röntgen presentò ufficialmente la sua scoperta davanti alla Physikalisch-Medizinische Gesellschaft di Würzburg, eseguendo dal vivo una radiografia della mano dell’anatomista Rudolf Albert von Kölliker. Fu la prima dimostrazione pubblica di una radiografia, destinata a segnare un punto di svolta irreversibile.
L’impatto fu immediato: Von Kölliker parlò di una delle sedute scientifiche più importanti della sua vita e propose di chiamare le nuove radiazioni Röntgenstrahlen. Nel giro di poche settimane, la notizia fece il giro del mondo, suscitando entusiasmo ma anche scetticismo, persino tra scienziati di primo piano come Lord Kelvin.
Le conseguenze della prima radiografia sulla medicina
Gli effetti della scoperta furono rapidissimi. Nel giro di pochi mesi, la radiografia iniziò a essere utilizzata per diagnosticare fratture, localizzare proiettili e supportare gli interventi chirurgici. Nel 1896 comparvero le prime immagini vascolari sperimentali, anticipando l’angiografia, e già nel 1897 nacquero i primi reparti di radiologia ospedaliera.
Accanto ai benefici, emersero però anche i rischi: l’uso inconsapevole dei raggi X causò ustioni, danni alla pelle e gravi problemi di salute. Solo negli anni successivi si comprese la reale pericolosità delle radiazioni ionizzanti e l’importanza delle misure di protezione.
Röntgen, fedele ai suoi principi etici, rifiutò di brevettare la scoperta e donò il premio in denaro del Nobel per la Fisica, ricevuto nel 1901, alla sua università.
Dalla prima radiografia alla serendipità in medicina
La storia della prima radiografia è uno degli esempi più emblematici di scoperta nata dal caso. Un tema che viene approfondito anche in Serendipità – Le grandi scoperte della medicina, il libro di Francesco Cipollini, pubblicato dalla FAS.Dal caso dei raggi X fino a scoperte come il Viagra o alcune terapie derivate da errori sperimentali, il libro mostra come l’imprevisto, unito a una mente preparata, possa cambiare il corso della medicina. La serendipità non è semplice fortuna, ma la capacità di riconoscere il valore nascosto in ciò che accade senza essere cercato.
Nel giorno in cui si celebra l’anniversario della prima radiografia, la storia di Röntgen ricorda che molte delle più grandi rivoluzioni scientifiche nascono proprio lì: dove il caso incontra l’intelligenza e la curiosità umana.









