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Frequentare l’asilo nido è spesso associato, nell’immaginario dei genitori, a raffreddori, influenze e giornate a casa dal lavoro. Ma dietro queste prime difficoltà si nasconde un beneficio meno visibile e potenzialmente molto importante per la salute futura dei più piccoli: l’arricchimento del microbiota intestinale.

Microbiota dei bambini e asilo nido: cosa succede nei primi mesi

Uno studio condotto dall’Università di Trento e pubblicato sulla rivista Nature mostra che già dopo poche settimane di frequenza dell’asilo nido il microbiota dei bambini cambia in modo significativo. I ricercatori hanno osservato che, dopo un solo mese, una parte rilevante dei batteri intestinali dei bebè proviene dai coetanei. Dopo quattro mesi, i bambini arrivano a condividere tra il 15 e il 20% delle specie batteriche intestinali con i compagni di nido, una percentuale superiore a quella acquisita dai familiari.

Questo avviene grazie alle continue interazioni quotidiane: giochi condivisi, contatto fisico, scambi di saliva e muco. Un processo naturale che contribuisce ad aumentare la diversità del microbiota, considerata uno dei principali indicatori di buona salute intestinale.

Uno scambio rapido che va oltre la famiglia

Tradizionalmente si ritiene che il microbiota dei neonati inizi a formarsi durante il parto e nei primi mesi di vita grazie al contatto con la madre e i familiari più stretti. Lo studio ha invece dimostrato che l’ingresso al nido rappresenta un vero punto di svolta.

Analizzando campioni biologici di bambini, genitori, personale educativo e persino animali domestici, i ricercatori hanno scoperto che l’ambiente scolastico favorisce uno scambio microbico più intenso di quello domestico. I bambini con fratelli o sorelle avevano già un microbiota più ricco e tendevano ad acquisire meno batteri dai compagni, mentre quelli senza fratelli beneficiavano maggiormente del contatto con i pari.

Curiosamente, in alcune situazioni i bambini hanno fatto da “ponte” microbiologico, favorendo il passaggio di batteri benefici anche tra adulti, all’interno e all’esterno del nucleo familiare.

Microbiota dei bambini e antibiotici: un aiuto dalla socialità

Un altro dato interessante riguarda i bambini che, durante l’anno scolastico, hanno dovuto assumere antibiotici. Come noto, questi farmaci riducono drasticamente la diversità del microbiota intestinale. Tuttavia, nei piccoli che frequentavano il nido, il contatto quotidiano con i coetanei ha favorito una rapida ricostituzione delle specie batteriche benefiche.

Secondo i ricercatori, questo suggerisce che la socialità precoce possa aiutare il sistema intestinale a recuperare più velocemente dopo eventi stressanti, rafforzando indirettamente anche il sistema immunitario.

Un’eredità che può durare nel tempo

Lo studio di follow-up ha mostrato che molti dei batteri acquisiti nei primi mesi di nido erano ancora presenti a distanza di un anno. Questo fa ipotizzare che l’arricchimento precoce del microbiota dei bambini possa accompagnare l’individuo fino all’età adulta, influenzando positivamente la salute nel lungo periodo.

In definitiva, se è vero che il primo anno di asilo nido mette alla prova la pazienza dei genitori, è altrettanto vero che rappresenta un investimento biologico prezioso: una palestra invisibile per il microbiota, che impara presto a diventare più forte e più vario.

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