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L’orologio apocalisse 2026 ha fissato le sue lancette a 85 secondi dalla mezzanotte, segnando un record storico di vicinanza simbolica alla “fine del mondo”. È la posizione più prossima mai registrata dal momento della sua creazione nel 1947, quando fu ideato dal Bulletin of the Atomic Scientists come metafora delle minacce esistenziali per l’umanità e il pianeta. Secondo il comunicato ufficiale, questa decisione riflette tensioni globali crescenti e rischi amplificati da armi nucleari, crisi climatica, tecnologie disruptive e altre sfide che trascendono i confini nazionali e richiedono cooperazione internazionale.

L’Orologio della mezzanotte non è uno strumento di previsione letterale, ma indica quanto siamo “vicini” metaforicamente a scenari che potrebbero portare a un collasso su scala globale. Nel 2025 segnava 89 secondi alla mezzanotte e oggi la distanza si è ulteriormente ridotta di quattro secondi, segno che gli esperti percepiscono un incremento delle minacce esistenziali.

Orologio dell’Apocalisse: che cos’è e come funziona

Una metafora nata dalla scienza, con Einstein tra i fondatori

L’orologio apocalisse fu introdotto nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione fondata nel 1945 da scienziati coinvolti nel Progetto Manhattan, tra cui Albert Einstein. L’idea era di usare l’immagine di un orologio per rappresentare quanto la nostra civiltà fosse vicina a un evento catastrofico, inizialmente concentrandosi sulla minaccia nucleare. Con il passare dei decenni, il modello si è ampliato per includere cambiamenti climatici, rischi biologici e, più recentemente, la diffusione incontrollata di tecnologie come l’intelligenza artificiale.

Il comitato che decide la posizione delle lancette è lo Science and Security Board del Bulletin, coadiuvato da esperti e vincitori di premi Nobel. Ogni anno, in genere a fine gennaio, il comitato valuta se la sicurezza globale è migliorata o peggiorata rispetto all’anno precedente, analizzando numerosi indicatori relativi a geostrategia, clima, tecnologia e altri fattori critici.

L’orologio non rappresenta un “previsore” della fine del mondo, ma è una allerta simbolica: indica lo stato delle priorità globali e invita leader e cittadini a riflettere sulle decisioni che influenzano la sicurezza collettiva.

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85 secondi alla mezzanotte: perché questa distanza fa notizia

Nel 2026 le lancette sono state avvicinate a 85 secondi dalla mezzanotte, riducendo ulteriormente la distanza rispetto all’anno precedente. Questo è il livello più alto di rischio simbolico mai registrato, superando anche i picchi storici del passato, come negli anni della Guerra Fredda.

Le motivazioni indicate dagli scienziati includono diverse dimensioni: l’aumento delle tensioni geopolitiche tra grandi potenze nucleari, l’erosione dei trattati di controllo degli armamenti, la crescente instabilità climatica e la rapida diffusione di tecnologie potenzialmente destabilizzanti, tra cui l’intelligenza artificiale.

Diversi media internazionali e agenzie di stampa hanno sottolineato che, oltre alle minacce tradizionali, l’orologio oggi include anche questioni originate da tecnologie emergenti e rischi biologici, riflettendo un quadro di pericolo molto più articolato rispetto al passato.

Le sfide globali dietro il simbolo delle lancette

Nucleare, clima e IA in primo piano

Nel testo ufficiale pubblicato dal Bulletin of the Atomic Scientists, gli esperti osservano come la riduzione della cooperazione internazionale e l’aumento del nazionalismo abbiano reso più difficile affrontare i principali rischi globali. Tra questi, l’uso crescente di armi nucleari, i cambiamenti climatici senza precedenti nelle emissioni di gas serra, e la diffusione di tecnologie disruptive come l’intelligenza artificiale senza regole condivise.

In particolare, il possibile termine del trattato New START tra Stati Uniti e Russia, che riduce la trasparenza sugli arsenali nucleari strategici, è citato come uno dei fattori che contribuiscono all’allarme. La perdita di strumenti bilaterali di controllo può aumentare il rischio di escalation accidentale o malintesi tra le grandi potenze.

Allo stesso tempo, il Bulletin evidenzia che il cambiamento climatico continua ad aggravare la situazione, con livelli record di anidride carbonica nell’atmosfera e temperature medie globali in aumento, generando impatti estremi come ondate di calore, siccità e inondazioni in diverse aree del pianeta.

Infine, l’intelligenza artificiale emerge come una nuova frontiera di rischio: il suo impiego irresponsabile in sistemi di comando militare o in diffusione di disinformazione può amplificare tensioni e disordini, rendendo ancora più fragile la cooperazione internazionale necessaria per affrontare questi problemi.

Una chiamata all’azione, non un oracolo

Nonostante il tono allarmante della misura, gli scienziati sottolineano che l’Orologio dell’Apocalisse non è una profezia inevitabile. Le lancette possono muoversi anche nella direzione opposta se ci sono progressi concreti nella riduzione dei rischi globali, attraverso accordi internazionali, cooperazione scientifica e politiche pubbliche efficaci.

In passato, dopo la fine della Guerra Fredda, le lancette dell’Orologio furono arretrate di diversi minuti, riflettendo un periodo di maggiore fiducia internazionale e impegni di disarmo. Quell’esperienza mostra che, nei momenti in cui la comunità globale sceglie la cooperazione anziché l’escalation, è possibile invertire la direzione del tempo simbolico.

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