Articolo
Testo articolo principale

Il Messico vive ore di tensione senza precedenti dopo l’uccisione di El Mencho, al secolo Nemesio Oseguera Cervantes, considerato il narcotrafficante più potente del Paese e capo assoluto del cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG).

Il boss è stato ucciso il 22 febbraio 2026 durante un’operazione militare nello Stato di Jalisco, nella località di Tapalpa, al termine di un blitz condotto dall’esercito messicano con il supporto dell’intelligence statunitense. Su di lui pendeva una taglia da 15 milioni di dollari ed era tra i criminali più ricercati al mondo.

La morte del leader non ha però segnato la fine immediata del cartello. Al contrario, ha provocato una reazione violenta coordinata in numerosi Stati messicani, trasformando intere aree urbane in scenari di guerriglia.

Messico: Blocchi stradali, incendi e aeroporti nel panico

Nel giro di poche ore dalla notizia della morte di El Mencho, membri del CJNG hanno dato vita a quella che le autorità definiscono una vera offensiva di rappresaglia.

Auto e autobus incendiati, negozi dati alle fiamme, banche e distributori attaccati, strade principali bloccate con camion sequestrati. Le violenze hanno coinvolto almeno otto Stati, tra cui Jalisco, Michoacán, Guanajuato e Zacatecas.

A Guadalajara, città strategica anche in vista dei Mondiali 2026, si sono registrate scene di fuga collettiva e scontri armati nelle zone vicine all’aeroporto internazionale. Alcuni voli sono stati cancellati e scuole e attività commerciali hanno chiuso per motivi di sicurezza.

Anche destinazioni turistiche come Puerto Vallarta hanno subito forti ripercussioni, con testimoni che hanno raccontato spari e blocchi sulle principali arterie stradali durante le ore successive all’operazione militare.

Il bilancio delle vittime e la portata della crisi

Il bilancio provvisorio parla di almeno 26 morti, tra cui 17 membri delle forze di sicurezza messicane, una donna incinta e diversi presunti affiliati al cartello. Numerosi arresti sono stati effettuati durante gli scontri e decine di esercizi commerciali risultano distrutti.

Le immagini diffuse dai media internazionali mostrano città paralizzate e colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. Il governo federale ha attivato protocolli di emergenza e rafforzato la presenza militare nelle regioni più colpite.

Secondo analisti della sicurezza, la morte di un leader come El Mencho può generare un vuoto di potere estremamente pericoloso, con possibili lotte interne tra fazioni del cartello o nuovi conflitti con organizzazioni rivali.

Carmelo Cinturrino, il poliziotto di Rogoredo morto dopo un intervento: Milano si stringe attorno alla divisa

Chi era El Mencho e perché il suo nome domina le messico news

Per anni il significato del nome El Mencho è diventato sinonimo di potere criminale. Nato nello Stato di Michoacán nel 1966, Oseguera Cervantes aveva trasformato il CJNG in una delle organizzazioni più violente e ramificate del narcotraffico globale, con traffici che si estendevano tra America, Europa e Asia.

Il cartello è noto per l’utilizzo di armi militari avanzate e per attacchi diretti contro esercito e polizia, una strategia che lo ha reso diverso rispetto ai cartelli tradizionali messicani.

Negli ultimi anni il CJNG era diventato uno dei principali attori nel traffico internazionale di fentanyl, elemento che aveva aumentato la pressione degli Stati Uniti sulle autorità messicane per catturare il suo leader.

Padovano scomparso da giorni trovato senza vita nei boschi del Trentino: il caso di Dario Marini scuote due regioni

Un Paese sospeso tra vittoria dello Stato e rischio escalation

Il governo messicano ha definito l’operazione una vittoria storica contro il narcotraffico, ma la situazione resta estremamente fragile. Ambasciate straniere hanno invitato i cittadini a limitare gli spostamenti e seguire le indicazioni delle autorità locali a causa della diffusione delle violenze.

Esperti di sicurezza sottolineano che la storia recente del Messico dimostra come l’eliminazione di un capo cartello non coincida automaticamente con la fine dell’organizzazione criminale. Spesso, anzi, apre una fase di riorganizzazione ancora più instabile.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la morte di El Mencho rappresenterà davvero un punto di svolta nella lunga guerra contro i narcos o soltanto l’inizio di una nuova fase di conflitto interno che continua a segnare profondamente il volto del Messico contemporaneo.

TAG: , , , , , , , , , , , ,