Dopo i casi registrati sulla nave da crociera partita dall’Argentina, cresce l’attenzione internazionale sull’hantavirus. L’OMS rassicura: “Il rischio per il pubblico resta basso”
Il nome hantavirus è improvvisamente tornato al centro dell’attenzione mondiale dopo il focolaio registrato a bordo di una nave da spedizione partita dall’Argentina e coinvolta in un’importante operazione sanitaria internazionale.
Tre passeggeri sarebbero morti tra la permanenza sulla nave e il successivo trasferimento sanitario, mentre altre persone sono state evacuate per ricevere cure specialistiche. Nel frattempo le autorità sanitarie stanno cercando decine di viaggiatori rientrati nei rispettivi Paesi dopo il viaggio.
La situazione ha inevitabilmente acceso preoccupazione online, soprattutto dopo il coinvolgimento di passeggeri provenienti da:
- Regno Unito
- Stati Uniti
- Paesi Bassi
- Sudafrica
- Svizzera
Tuttavia gli esperti sanitari internazionali insistono su un punto fondamentale: “Questo non è il Covid”.
A ribadirlo è stata anche Maria Van Kerkhove, responsabile OMS per la preparazione pandemica, che ha spiegato come il virus abbia modalità di trasmissione completamente diverse rispetto a influenza o coronavirus. (who.int)
Hantavirus sulla nave, perché il focolaio viene monitorato così attentamente
Il focolaio è stato collegato a una nave da spedizione che aveva lasciato l’Argentina circa un mese fa. Durante il viaggio alcuni passeggeri avrebbero sviluppato sintomi compatibili con il cosiddetto Andes hantavirus, una variante rara presente soprattutto in Sud America.
Le autorità sanitarie internazionali hanno avviato immediatamente un’operazione di tracciamento per rintracciare le persone potenzialmente esposte al virus dopo lo sbarco e i voli internazionali di ritorno.
Il monitoraggio coinvolge aeroporti, sistemi sanitari nazionali e organismi internazionali proprio per individuare rapidamente eventuali sintomi tra i viaggiatori.
“Non è Covid”, cosa cambia davvero nella trasmissione del virus
Uno degli aspetti più importanti sottolineati dall’OMS riguarda il livello di contagiosità dell’hantavirus.
A differenza di virus altamente trasmissibili come:
- Covid
- influenza
- morbillo
l’hantavirus non si diffonde facilmente tra esseri umani.
La trasmissione avviene principalmente tramite:
- contatto con roditori infetti
- inalazione di particelle contaminate
- ambienti contaminati da escrementi di roditori
Nel caso specifico dell’Andes strain, una limitata trasmissione tra persone è possibile ma molto più rara e difficile rispetto ai virus respiratori pandemici.
Secondo gli esperti sanitari, proprio questa caratteristica riduce enormemente il rischio di una diffusione globale su larga scala. (cdc.gov)
Hantavirus sintomi, quali segnali osservare
I sintomi iniziali dell’hantavirus possono assomigliare a quelli di una forte influenza, elemento che rende importante il monitoraggio dei soggetti esposti.
Tra i sintomi più frequenti ci sono:
- febbre alta
- dolori muscolari
- mal di testa
- nausea
- stanchezza intensa
- difficoltà respiratorie
Nei casi più gravi possono svilupparsi complicazioni polmonari molto serie.
Gli esperti però ricordano che si tratta di una malattia rara e che il rischio per la popolazione generale resta molto basso.
Hantavirus map, perché il virus è più diffuso in alcune aree del mondo
Le infezioni da hantavirus non sono distribuite uniformemente nel mondo. Esistono infatti diverse varianti del virus associate a specifiche aree geografiche e specie di roditori.
La variante Andes collegata al focolaio della nave è presente soprattutto in:
- Argentina
- Cile
- alcune aree del Sud America
Altri tipi di hantavirus esistono anche in Nord America, Europa e Asia, ma con caratteristiche differenti.
Secondo le mappe epidemiologiche diffuse dalle autorità sanitarie, i casi restano comunque relativamente rari rispetto ad altre malattie infettive globali. (ecdc.europa.eu)
Perché il caso della nave viene preso “incredibilmente sul serio”
Nonostante il rischio basso per il pubblico, le autorità internazionali stanno trattando il caso con grande attenzione per diversi motivi:
- presenza di passeggeri internazionali
- lunghi viaggi aerei
- ambiente chiuso della nave
- difficoltà iniziale nel monitoraggio
- rarità del virus
L’obiettivo principale è identificare rapidamente eventuali persone sintomatiche e impedire ulteriori esposizioni.
Nel frattempo l’OMS continua a rassicurare sul fatto che non esistono segnali di pandemia imminente o diffusione incontrollata.
La situazione viene monitorata costantemente, ma gli esperti insistono su un concetto chiave: l’hantavirus resta una malattia rara, molto diversa dai virus respiratori che hanno provocato emergenze globali negli ultimi anni.









