Articolo
Testo articolo principale

Educazione ambientale, riuso e collaborazione al centro dell’attività organizzata ad Ascoli Piceno nell’ambito del progetto WorkHer. I partecipanti hanno osservato i processi del bosco e realizzato fioriere con materiali recuperati.

Comprendere che uno scarto può diventare una nuova risorsa partendo dall’osservazione diretta della natura. È questo il principio che ha guidato l’attività di educazione ambientale organizzata al Rifugio Paci di Ascoli Piceno nell’ambito del progetto WorkHer, realizzato con il contributo della Regione Marche.

L’iniziativa è stata promossa grazie alla collaborazione tra Virtus Cooperativa Sociale, capofila del progetto, Marche a Rifiuti Zero, CAI Ascoli e Cooperativa Pharus.

Immersi nel bosco, i ragazzi hanno seguito un percorso dedicato al ciclo naturale della materia, al compostaggio e al riuso. L’esperienza ha alternato osservazione, spiegazioni e attività pratiche, trasformando l’ambiente circostante in un laboratorio a cielo aperto.

A guidare i partecipanti è stata la docente Cristina Farnesi, che li ha accompagnati alla scoperta degli organismi responsabili della decomposizione e del ruolo svolto dalla sostanza organica nella fertilità del terreno.

Nel bosco nulla si spreca: ogni elemento diventa una risorsa

Foglie cadute, piccoli rami e altri residui naturali non rappresentano materiale inutile. Nel bosco vengono progressivamente trasformati grazie all’azione combinata di insetti decompositori, funghi, lombrichi e microrganismi presenti nel terreno.

Da questo processo nasce l’humus, una componente fondamentale per la fertilità del suolo e per la crescita della vegetazione. La materia organica torna così a nutrire lo stesso ecosistema dal quale proviene, chiudendo un ciclo essenziale per il rinnovamento della vita.

I ragazzi hanno potuto osservare concretamente il principio riassunto dalla formula tradizionalmente associata ad Antoine-Laurent de Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».

Il percorso ha permesso di collegare un fenomeno naturale alle azioni quotidiane. I resti organici prodotti nelle abitazioni, se raccolti e trattati correttamente, possono infatti essere trasformati invece di essere considerati semplicemente rifiuti.

L’attività si inserisce nel programma di WorkHer: l’hub famiglia che parte dalle donne, progetto di innovazione sociale sostenuto dalla Regione Marche e affidato alla Virtus Cooperativa Sociale. Nella graduatoria regionale, l’iniziativa rientra tra gli interventi dedicati all’inclusione e alla costruzione di nuovi servizi per le persone e le famiglie.

Come funziona la compostiera spiegato attraverso la natura

La compostiera è stata presentata ai partecipanti come un vero e proprio organismo vivente. Al suo interno vengono ricreate le condizioni necessarie affinché comunità di microrganismi e piccoli organismi possano trasformare gli scarti biodegradabili.

Il compostaggio è un processo biologico che avviene in presenza di ossigeno. Come spiegato nei documenti tecnici dell’ISPRA, permette di recuperare la sostanza organica e di restituirla ai terreni, contribuendo alla loro fertilità.

Perché il processo funzioni correttamente sono necessari equilibrio, aria e un adeguato livello di umidità. Il risultato finale è il compost, un materiale stabilizzato che può essere impiegato come ammendante per migliorare le caratteristiche del suolo.

Il tema centrale dell’incontro è stato proprio quello della restituzione del carbonio al terreno. Il suolo sostiene gli ecosistemi e l’intera catena alimentare, ma ha bisogno di ricevere nuovamente la materia organica utilizzata per produrre vegetazione e alimenti.

Separare correttamente gli scarti organici assume quindi un valore più ampio della semplice raccolta differenziata. Significa conservare una risorsa, ridurre i materiali destinati allo smaltimento e contribuire alla rigenerazione dei terreni.

Dalla collaborazione nel bosco a quella nella società

L’osservazione della natura ha aperto anche una riflessione sul ruolo degli esseri umani. In un ecosistema ogni organismo svolge una funzione e interagisce con gli altri, contribuendo a mantenere un equilibrio comune.

Insetti, funghi e microrganismi sono spesso invisibili, ma senza la loro attività il ciclo della materia si interromperebbe. La loro azione mostra come organismi profondamente diversi possano partecipare allo stesso processo di trasformazione.

Lo stesso principio può essere applicato alla società. Collaborare, riconoscere il ruolo degli altri e utilizzare responsabilmente le risorse sono comportamenti indispensabili per costruire comunità più sostenibili e inclusive.

L’educazione ambientale diventa così anche uno strumento educativo e sociale. Non trasmette soltanto informazioni sulla gestione dei rifiuti, ma aiuta i giovani a comprendere le conseguenze delle proprie scelte e il valore della partecipazione.

La collaborazione tra Virtus, Marche a Rifiuti Zero, CAI Ascoli e Cooperativa Pharus ha permesso di affrontare questi argomenti in un contesto lontano dalla tradizionale lezione frontale. L’esperienza diretta nel bosco ha reso più immediati concetti scientifici che possono apparire astratti se affrontati soltanto sui libri.

Compost: cos’è, come si produce e tutto quello che bisogna sapere

Barattoli trasformati in fioriere: il riuso diventa concreto

Al termine del percorso i ragazzi hanno messo in pratica quanto appreso, realizzando fioriere creative con barattoli e altri oggetti recuperati all’interno della struttura.

Materiali apparentemente arrivati alla fine della propria funzione hanno così ricevuto una seconda vita. Un’attività semplice, ma capace di rendere visibile la differenza tra gettare un oggetto e immaginare per esso un nuovo utilizzo.

Il riuso precede il riciclo nella gerarchia delle azioni utili a ridurre i rifiuti: consente infatti di prolungare la durata di un prodotto senza sottoporlo immediatamente a un nuovo processo di lavorazione.

Marche a Rifiuti Zero ha ringraziato Ascoli Servizi Comunali per avere messo a disposizione e reintegrato i presìdi necessari alla raccolta differenziata del Rifugio Paci. La disponibilità dei contenitori permette alla struttura di affiancare alle attività educative una corretta gestione quotidiana dei materiali.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla docente Cristina Farnesi per avere accompagnato i ragazzi nel percorso. L’esperienza ha mostrato come bosco, compostiera e oggetti recuperati possano diventare strumenti per raccontare un unico messaggio: la trasformazione è alla base della natura e può orientare anche le scelte delle persone.

TAG: , , , , , , , , ,