Il compost trasforma gli scarti organici della cucina e del giardino in una risorsa utile per il terreno. Ecco come funziona il compostaggio, cosa mettere nella compostiera, quali materiali evitare e come riconoscere un prodotto maturo.
Bucce, foglie secche e sfalci d’erba possono diventare una sostanza preziosa per orti, giardini e piante. Il compost è un materiale organico stabile, simile a un terriccio scuro, ottenuto attraverso la decomposizione controllata degli scarti biodegradabili.
Il processo prende il nome di compostaggio e riproduce ciò che avviene spontaneamente nei boschi. Batteri, funghi, insetti e altri organismi trasformano i residui vegetali e alimentari in sostanza organica capace di migliorare le caratteristiche del terreno.
Compostare significa quindi sottrarre una parte dei rifiuti alla raccolta ordinaria e restituire al suolo materia e nutrienti. Per ottenere un buon risultato, tuttavia, non basta accumulare gli avanzi: servono ossigeno, umidità e un corretto equilibrio tra materiali differenti.
Cos’è il compost e come avviene la trasformazione
Il compostaggio è un processo biologico aerobico, cioè avviene grazie a organismi che hanno bisogno di ossigeno. I principali responsabili sono batteri e funghi naturalmente presenti negli scarti e nell’ambiente.
Durante la prima fase i microrganismi degradano le componenti organiche più facilmente disponibili. L’attività biologica può determinare un aumento della temperatura all’interno del cumulo, particolarmente evidente negli impianti o nelle compostiere di dimensioni adeguate.
Segue una fase più lenta, durante la quale intervengono anche lombrichi e altri piccoli organismi. La materia perde progressivamente il suo aspetto originario e diventa una sostanza scura, friabile e dall’odore simile a quello del sottobosco.
Il Consorzio Italiano Compostatori spiega che il processo trasforma gli scarti in acqua, anidride carbonica e sostanza organica stabilizzata e umificata.
Il compost non deve essere confuso con un normale concime. È soprattutto un ammendante, vale a dire un materiale utilizzato per migliorare la struttura e le proprietà del terreno. La disciplina italiana sui fertilizzanti e sugli ammendanti è contenuta nel decreto legislativo 75 del 2010.
Cosa mettere nella compostiera e quali materiali evitare
Una buona compostiera deve contenere un equilibrio tra materiali umidi, generalmente ricchi di azoto, e materiali secchi, maggiormente ricchi di carbonio. Alternare queste componenti limita i cattivi odori e favorisce la circolazione dell’aria.
Nella gestione domestica è possibile seguire questa distinzione:
- Materiali adatti: scarti di frutta e verdura, fondi di caffè, filtri di tè privi di parti plastiche, gusci d’uovo sminuzzati, fiori appassiti, foglie, erba in piccole quantità, paglia, segatura e trucioli di legno non trattato, rametti triturati, carta da cucina non colorata e cartone semplice spezzettato. Da limitare o evitare: carne, pesce, ossa, formaggi e cibi cotti con grassi, perché possono produrre odori e attirare animali; lettiere sintetiche, mozziconi, vetro, metalli, plastica, legno verniciato, tessuti, pannolini, farmaci e piante trattate con sostanze potenzialmente nocive.
Carne e prodotti di origine animale possono essere gestiti in specifici impianti industriali, ma sono generalmente sconsigliati nella piccola compostiera domestica. Anche le bioplastiche certificate compostabili non devono essere inserite automaticamente: alcune richiedono le condizioni di temperatura degli impianti industriali e potrebbero non degradarsi correttamente in giardino.
È opportuno verificare sempre le indicazioni del produttore della compostiera e le regole stabilite dal proprio Comune o dal gestore locale dei rifiuti.
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Come fare il compostaggio domestico senza cattivi odori
La compostiera dovrebbe essere collocata su un terreno naturale, in una zona facilmente raggiungibile e preferibilmente riparata dal sole più intenso. Il contatto con il suolo facilita l’ingresso degli organismi decompositori e il drenaggio dell’acqua in eccesso.
Sul fondo è utile creare uno strato di rametti o materiale grossolano per favorire il passaggio dell’aria. Gli scarti della cucina devono poi essere alternati a foglie secche, paglia, piccoli pezzi di cartone o materiale legnoso.
Il contenuto deve rimanere umido ma non fradicio. Se è troppo secco, la decomposizione rallenta; se contiene troppa acqua, diminuisce l’ossigeno e possono formarsi odori sgradevoli. Mescolare periodicamente il materiale aiuta a mantenere il processo aerobico.
Un odore di marcio segnala generalmente troppa umidità, scarsa aerazione o un eccesso di scarti alimentari. In questo caso occorre rivoltare il cumulo e aggiungere foglie secche o materiale strutturante. Se invece non avviene alcuna trasformazione, il contenuto potrebbe essere troppo secco oppure composto quasi esclusivamente da residui legnosi.
Non esiste un tempo identico per tutte le compostiere. In condizioni favorevoli possono essere necessari diversi mesi, mentre la completa maturazione può richiedere più tempo in base alla stagione, ai materiali, alle dimensioni e alla frequenza con cui il cumulo viene gestito.
Come riconoscere il compost maturo e utilizzarlo
Un compost pronto presenta un colore marrone scuro, una consistenza abbastanza uniforme e un odore gradevole di terra o sottobosco. I materiali originari non dovrebbero essere facilmente riconoscibili, fatta eccezione per qualche piccolo frammento legnoso.
Se il composto è ancora caldo, emana cattivo odore o contiene molti scarti integri, deve continuare a maturare. Utilizzare materiale non stabilizzato direttamente vicino alle radici può danneggiare alcune piante o sottrarre temporaneamente azoto al terreno.
Il compost maturo può essere mescolato alla terra dell’orto, distribuito alla base di alberi e arbusti oppure impiegato nella preparazione di aiuole. Per vasi e semine è generalmente preferibile unirlo ad altri substrati, evitando di utilizzarlo puro senza conoscere le esigenze della pianta.
Secondo l’ISPRA, il recupero della sostanza organica contribuisce a incrementare la fertilità biologica dei suoli e a contrastare alcuni fenomeni di impoverimento ed erosione.
Il compostaggio domestico riduce inoltre la quantità di rifiuto umido da raccogliere e trasportare. Alcuni Comuni riconoscono riduzioni sulla tassa rifiuti a chi utilizza regolarmente una compostiera: requisiti, controlli e agevolazioni cambiano però da territorio a territorio e devono essere verificati presso l’amministrazione locale.
Compostare correttamente significa, in definitiva, chiudere il ciclo della materia organica: ciò che nasce dal terreno torna al terreno, diventando una risorsa invece di essere trattato come uno scarto.









